cartoline dal pianeta terra
Energia, che la crescita sia sostenibile
Il progetto di ricerca sull’ambiente dedicato ai Paesi emergenti
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«Oggi iniziamo dalla fine del mondo». Così la presentatrice Anna Maria Giordano apre il confronto tra Pranab Doley, attivista indiano, Enrica De Cian, ricercatrice della Fondazione Eni Enrico Mattei e Amitav Ghosh, scrittore e antropologo indiano. Cornice dell'evento “Cartoline dal pianeta Terra”, svoltosi nel cortile del Castello Estense, sono stati gli intermezzi musicali di Luca Zavarise e Giulia Pierucci, due studenti del conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara. Il primo intervento di Ghosh ci costringe a fronteggiare un'accusa pungente: «non siamo solo vittime, ma anche colpevoli delle problematiche ambientali che spesso preferiamo ignorare».
Pranab Doley, originario dello stato di Assam, che da anni si occupa della salvaguardia del florido ecosistema del Parco Naturale Kaziranga, mette in dubbio l'effettivo impiego dei molti finanziamenti che l'ente parco dovrebbe ricevere. Doley lancia inoltre un’altra provocazione: forse è il mondo moderno ad aver bisogno di appoggiarsi a quello delle comunità indigene, ormai oppresse dal frenetico sviluppo tecnologico.
È proprio l'idea di crescita che domina il mondo in cui viviamo e, come sottolinea la ricercatrice Enrica De Cian, ogni crescita ha bisogno di intensità energetica. Lo sviluppo di cui ci parla necessita però di educazione e istruzione. Difatti il progetto “Energia”, nato da una collaborazione tra la ricercatrice e l’università Ca' Foscari, si propone di lavorare sulla sostenibilità, riflettendo su bisogni e abitudini e, soprattutto, su ciò che questo dispendio energetico ha causato. Il progetto, che verrà avviato il prossimo anno e perdurerà nei cinque successivi, si rivolgerà in particolar modo ai paesi emergenti, come per esempio Brasile, Indonesia e India, sfruttando il diverso modo di adattarsi delle popolazioni locali alle problematiche ambientali, per trasformarli in risorse. Non possiamo più permetterci di trascurare il deterioramento ambientale, non è un problema inferiore a quelli che siamo soliti tenere in maggior considerazione. È arrivato il momento di rispondere con ogni mezzo.
Federico Izzi
Margherita Fabbian
Benedetta Paltrinieri
Francesca Menegatti
Pranab Doley, originario dello stato di Assam, che da anni si occupa della salvaguardia del florido ecosistema del Parco Naturale Kaziranga, mette in dubbio l'effettivo impiego dei molti finanziamenti che l'ente parco dovrebbe ricevere. Doley lancia inoltre un’altra provocazione: forse è il mondo moderno ad aver bisogno di appoggiarsi a quello delle comunità indigene, ormai oppresse dal frenetico sviluppo tecnologico.
È proprio l'idea di crescita che domina il mondo in cui viviamo e, come sottolinea la ricercatrice Enrica De Cian, ogni crescita ha bisogno di intensità energetica. Lo sviluppo di cui ci parla necessita però di educazione e istruzione. Difatti il progetto “Energia”, nato da una collaborazione tra la ricercatrice e l’università Ca' Foscari, si propone di lavorare sulla sostenibilità, riflettendo su bisogni e abitudini e, soprattutto, su ciò che questo dispendio energetico ha causato. Il progetto, che verrà avviato il prossimo anno e perdurerà nei cinque successivi, si rivolgerà in particolar modo ai paesi emergenti, come per esempio Brasile, Indonesia e India, sfruttando il diverso modo di adattarsi delle popolazioni locali alle problematiche ambientali, per trasformarli in risorse. Non possiamo più permetterci di trascurare il deterioramento ambientale, non è un problema inferiore a quelli che siamo soliti tenere in maggior considerazione. È arrivato il momento di rispondere con ogni mezzo.
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