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l’economia vista dall’ex ministro greco 

Varoufakis: in Europa ci vuole un nuovo New Deal

Varoufakis: in Europa ci vuole un nuovo New Deal

Non sarà più lo Yanis Varoufakis del 2015, il ministro greco in lotta contro i giganti dell'austerità finanziaria, poi sconfitto e costretto ad abbandonare il governo Tsipras. Tuttavia lo spirito è...

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Non sarà più lo Yanis Varoufakis del 2015, il ministro greco in lotta contro i giganti dell'austerità finanziaria, poi sconfitto e costretto ad abbandonare il governo Tsipras. Tuttavia lo spirito è lo stesso, nella speranza di un'altra Europa. "Dobbiamo democratizzarla, costruire un New Deal oltre i confini nazionali e partitici", dice di fronte a un Teatro Comunale gremito. La sua analisi è che, senza un cambiamento delle linee politiche ed economiche continentali, si rischia il peggio: "Sono molto preoccupato, vedo una situazione da anni Venti-Trenta: vanno fermati i mostri politici in ascesa. Non c'è miglior slancio possibile per la xenofobia di un ceto medio che vede andare in fumo i suoi risparmi". Debiti, crediti, deficit: il pane duro impossibile da masticare nel breve trascorso di Varoufakis nell'esecutivo ellenico. Inevitabile che i giornalisti Michael Braun, Eric Jozsef e Stephanie Kirchgassner lo sollecitino nei ricordi. "Io e Tsipras - racconta - non volevamo uscire dall'euro, però ci siamo trovati contro un muro di cemento armato. Di fronte alla pistola puntata alla tempia non avremmo dovuto arrenderci. Invece lui ha capitolato: non ho mai capito perché, lo giuro sulla testa dei miei figli". Il pensiero è denso, rievoca i tratti della costruzione dell'Eurozona ("un regime valutario in cui le banche centrali non possono essere tali, con il neoliberismo come copertura ideologica") e le peculiarità italiane, perché "voi non siete la Grecia: il vostro è un paese produttivo che esporta, soffocato da vent'anni di stagnazione imposta dall'architettura micidiale dell'euro e dal rapporto delle vostre banche con quelle di Francia e Germania". Ora l'impegno dell'ex nemico numero uno del ministro tedesco Schauble prosegue nella costruzione di Diem25, movimento paneuropeo di cui è portavoce in Italia Lorenzo Marsili, assieme a lui sul palco. L'appello è a 360 gradi, anche se lo scenario politico non aiuta. "In Francia, Germania e in Italia col Pd - sostiene Varoufakis - il centrosinistra è cosa del passato: ha deciso di dismettere il suo ruolo storico, mediare tra salariati e capitale, facendo un patto faustiano coi banchieri". E il Movimento Cinquestelle? "Su alcune cose concordo, altre non le capisco proprio, come il referendum sull'euro", spiega l'economista greco. Non che la sinistra radicale brilli: "Non è mettendo assieme tutti i suoi pezzi falliti, compreso me, che avremo un futuro. Piuttosto mi ritiro e recito poesie. E poi D'Alema non lo sopporto...".

Fabio Terminali

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