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architettura urbana 

Disegnare le città di domani per una società più inclusiva

Disegnare le città di domani per una società più inclusiva

Come fa un estraneo a costruire l'immagine per una città che gli è nuova? È questa la domanda di straordinaria attualità, già presente nel libro “Immagine della città” dell'urbanista Kevin Lynch, a...

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Come fa un estraneo a costruire l'immagine per una città che gli è nuova? È questa la domanda di straordinaria attualità, già presente nel libro “Immagine della città” dell'urbanista Kevin Lynch, a cui ha cercato di rispondere l'architetto, urbanista e scrittrice Nausicaa Pezzoni, intervistata dai ragazzi del progetto "Galeotto fu il Libro" al Liceo Ludovico Ariosto, nell'ambito del Festival di Internazionale. La questione centrale dell'indagine empirica condotta dalla Pezzoni nel suo libro “La città sradicata. Geografie dell'abitare contemporaneo. I migranti mappano Milano” si pone come obiettivo principale capire come i migranti “al primo approdo”, stranieri rispetto alla cultura della città d'arrivo, si relazionano con il nuovo paesaggio urbano che li circonda.

Dalle loro diverse rappresentazioni delle mappe di Milano - esempio significativo di città contemporanea - scaturiscono nuove relazioni tra spazio urbano e abitanti e la raffigurazione di una città mutevole da abitare senza abitudine.

Nell'immaginario collettivo, una mappa è una rappresentazione oggettiva che esclude la componente emotiva, le esperienze di vita del singolo e i mutamenti interni che avvengono nel corso del tempo.

Ma qual è il vero fine di queste mappe? Creare una società inclusiva che possa permettere a tutti di acquisire consapevolezza, di dotarsi di una forma mentis per sentirsi realmente parte della comunità e di sviluppare un nuovo progetto di convivenza.

Ines Ammirati, Emilia Ciatti

Anna Camattari, Laura Oppi



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