La diversità esiste solamente nello sguardo di chi giudica
I giovani e il confronto con l’altro: nessuna paura ma occasione di arricchimento Nasce la community “noisiamoilfuturo”, uno spazio dove essere protagonisti
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Nel corso della seconda giornata del Festival di Internazionale, al liceo Ariosto si è tenuto il dibattito intitolato “Quello che ci dicono i giovani”, in cui la giornalista Flavia Guazzone ha promosso la community “noisiamofuturo”, una piattaforma che permette ai giovani di essere protagonisti ed esprimersi liberamente. Allo stesso modo, alcuni studenti dei licei Roiti, Ariosto e Carducci hanno ricoperto il ruolo centrale dell’incontro riflettendo su tematiche che troppo spesso sono affrontate da un punto di vista prevalentemente adulto. Lo spunto di partenza è stato un docufilm che ha lanciato un chiaro messaggio sull’importanza del saper ascoltare la voce adolescenziale, incompresa e valutata superficialmente.
Dal dibattito è emersa una sfiducia da parte degli adulti che determina incertezza nei giovani circa la percezione di sé e la prospettiva del futuro. Lo stereotipo più frequente riguardo la nuova generazione denuncia soltanto un atteggiamento di passività, in parte dovuto a un abuso dei social media. A questo proposito, le opinioni sono state differenti: alcuni ragazzi ritengono il web un mezzo di espressione utile per conoscersi e conoscere il mondo, mentre altri lo considerano semplicemente un efficace modo per comunicare, preferendo, ad esempio, la lettura di un libro. Nella seconda parte del dibattito, è stata affrontata una questione ancor più delicata: il rapporto con i ragazzi di origine straniera. Ancora una volta le opinioni si dividono: se da una parte, alcuni avvertono ancora un senso di emarginazione, dall’altra si sentono in sintonia e ben inseriti nella nostra società.
Ma non c’è nessuno fra i giovani che ha paura del “diverso”? A quanto pare no. In realtà molti pensano che sia proprio la diversità a far crescere e arricchire il nostro paese. I pregiudizi e gli stereotipi a proposito degli stranieri sono legati al mondo degli adulti che molte volte hanno maggiori difficoltà ad aprirsi al confronto con l’altro. Il tema della diversità può essere declinato in vari modi, ad esempio dal punto di vista fisico. Molti giovani si sentono giudicati per il loro aspetto e per il loro modo di essere. L’opposizione normale-diverso è una pura convenzione. Infatti, le persone si sentono diverse solo perché sono altri a farle sentire così. Inoltre, Il concetto di diversità viene spesso utilizzato con una connotazione negativa, mentre dovrebbe piuttosto indicare una peculiarità, un valore aggiunto della persona.
Anche coloro che convivono con handicap e gravi malattie si sentono spesso rifiutati e non considerati alla pari, suscitando soltanto compassione. Nella musica questi giovani trovano una via di fuga dall’emarginazione sociale: rappresenta infatti un mezzo con cui consolarsi e scoprire un proprio punto di forza. Da queste esperienze emerge la ricerca di un modello di riferimento da parte dei ragazzi: alcuni lo individuano in un amico, altri in un insegnante, altri ancora in un cantante, e c’è addirittura chi sostiene che non sia necessario ispirarsi a un unico modello, ma appoggiarsi ai diversi insegnamenti ricevuti dai genitori per formare una propria identità.
I ragazzi presenti all’incontro hanno accolto la provocazione e sono stati coinvolti in prima persona sulle tematiche affrontate. Sono stati loro i veri protagonisti, dimostrando di essere in grado di prendere posizione e dare voce alle loro esigenze.
Elisa Caruso
Margherita Fabbian
Isabella Greghi
Dal dibattito è emersa una sfiducia da parte degli adulti che determina incertezza nei giovani circa la percezione di sé e la prospettiva del futuro. Lo stereotipo più frequente riguardo la nuova generazione denuncia soltanto un atteggiamento di passività, in parte dovuto a un abuso dei social media. A questo proposito, le opinioni sono state differenti: alcuni ragazzi ritengono il web un mezzo di espressione utile per conoscersi e conoscere il mondo, mentre altri lo considerano semplicemente un efficace modo per comunicare, preferendo, ad esempio, la lettura di un libro. Nella seconda parte del dibattito, è stata affrontata una questione ancor più delicata: il rapporto con i ragazzi di origine straniera. Ancora una volta le opinioni si dividono: se da una parte, alcuni avvertono ancora un senso di emarginazione, dall’altra si sentono in sintonia e ben inseriti nella nostra società.
Ma non c’è nessuno fra i giovani che ha paura del “diverso”? A quanto pare no. In realtà molti pensano che sia proprio la diversità a far crescere e arricchire il nostro paese. I pregiudizi e gli stereotipi a proposito degli stranieri sono legati al mondo degli adulti che molte volte hanno maggiori difficoltà ad aprirsi al confronto con l’altro. Il tema della diversità può essere declinato in vari modi, ad esempio dal punto di vista fisico. Molti giovani si sentono giudicati per il loro aspetto e per il loro modo di essere. L’opposizione normale-diverso è una pura convenzione. Infatti, le persone si sentono diverse solo perché sono altri a farle sentire così. Inoltre, Il concetto di diversità viene spesso utilizzato con una connotazione negativa, mentre dovrebbe piuttosto indicare una peculiarità, un valore aggiunto della persona.
Anche coloro che convivono con handicap e gravi malattie si sentono spesso rifiutati e non considerati alla pari, suscitando soltanto compassione. Nella musica questi giovani trovano una via di fuga dall’emarginazione sociale: rappresenta infatti un mezzo con cui consolarsi e scoprire un proprio punto di forza. Da queste esperienze emerge la ricerca di un modello di riferimento da parte dei ragazzi: alcuni lo individuano in un amico, altri in un insegnante, altri ancora in un cantante, e c’è addirittura chi sostiene che non sia necessario ispirarsi a un unico modello, ma appoggiarsi ai diversi insegnamenti ricevuti dai genitori per formare una propria identità.
I ragazzi presenti all’incontro hanno accolto la provocazione e sono stati coinvolti in prima persona sulle tematiche affrontate. Sono stati loro i veri protagonisti, dimostrando di essere in grado di prendere posizione e dare voce alle loro esigenze.
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