La Nuova Ferrara

Vivere e viaggiare per scoprire la terra e noi stessi

Vivere e viaggiare per scoprire la terra e noi stessi

Cognetti: quello che voglio è vedere il mondo Brondi: posti straordinari a due passi da qui

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Paolo Cognetti e Vasco Brondi insieme, allo stesso tavolo a parlare di viaggi e di versanti sconosciuti. Per entrambi viaggiare è imprescindibile. Non una velleità, un sovrappiù ma una necessità. Visitare luoghi vicini o lontani ha la stessa importanza: «Sono stato in posti lontanissimi ma anche a pochi chilometri da Ferrara», dice Brondi. Perché lo fanno? Per trovare nuovi spunti? Per scrivere, per trasmettere qualcosa? Tutto questo c’è, indubbiamente, ma è di certo un aspetto collaterale; quello che conta davvero è vedere, conoscere, scoprire. «Nella vita per me quello che conta davvero sono due o tre persone, il mio cane Lucky e vedere il mondo», dice Paolo Cognetti che, reduce da un tour de force di incontri e presentazioni «un vortice pieno di affetto ma dal quale ho bisogno di allontanarmi per riprendere la mia dimensione», sta per partire per un trekking di un mese in Nepal.

A moderare una conversazione ricca di spunti, stimoli, riflessioni (e risate) è stata la giornalista e scrittrice Daria Bignardi che, domanda dopo domanda, ha saputo incalzare i due ospiti che spaziando dalla musica al silenzio, passando per città, campagne, montagne, luoghi sperduti e adolescenza, hanno tracciato un quadro dei loro ultimi dieci anni. Cognetti e Brondi si definiscono reciprocamente fan della prima ora dell’uno e dell’altro. Uno che ha letto e stra letto la raccolta di racconti “Manuale per ragazze di successo” e l’altro che ha ascoltato e riascoltato canzoni come “Cara catastrofe” o “Quando tornerai dall’estero”, riconoscendo in quei versi i luoghi della “sua” Milano e non solo. Brondi la sensazione che si prova “tornando a casa” la sente a Ferrara, Cognetti in Val d’Aosta. Il primo è cresciuto con Cccp e De Gregori, l’altro con Rigoni Stern e Hemingway; entrambi cercano di fare i conti con il crollo delle illusioni e portano avanti un loro discorso sincero e autonomo. Scelte coraggiose che fino ad oggi li hanno premiati.

Venerdì sera Brondi si è anche esibito sotto il cielo di piazza Municiplae. Il centro storico è stato invaso da un’ondata di vibrazioni positive grazie alle numerose persone presenti trascinate da un dj set di altissimo livello per il concerto Radio Terra. L’artista ferrarese, Andrea Mangia aka Populous ed Enrico Molteni, bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti, hanno fatto muovere e ballare la folla senza sosta e instillato endorfina nell’aria grazie a una proposta musicale di qualità, sia nei pezzi selezionati nel dj set che in quelli cantati live da Vasco Brondi. L’atmosfera unica che si è venuta a creare è stata di quelle che non capitano spesso; merito di certo del talento dei tre artisti italiani sul palco ma anche della presenza di un pubblico il più eterogeneo possibile, ulteriore conferma dell’appeal del festival di Internazionale nel mondo. Famiglie con bambini piccoli, adolescenti, persone dei Paesi più diversi, presenti a Ferrara per il Festival, hanno riempito, colorato e abbracciato la piazza in serata per non abbandonarla fino a notte fonda. “Kiss” di Prince è stato il pezzo che ha dato il la al concerto ma è stato solo il primo assaggio di un menu musicale che si è poi rivelato delizioso. Della tracklist impossibile non citare “Disparate youth” di Santigold, “Sì viaggiare” di Battisti, “Last nite” dei The Strokes e “Xananas” di Myss Keta. Ieri sera invece è stata la musica di Roy Paci & Aretuska a sancire la fine della seconda giornata e passare il testimone alla terza ed ultima del festival.

Samuele Govoni

Gian Piero Bruno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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