«La razza umana è miserabile Migranti trattati come merce»
Al teatro Nuovo l’incontro “Porte chiuse” dedicato ai flussi migratori e al muro di Trump La docente messicana: non posso essere totalmente pessimista perché sono ancora viva
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Un tema complesso ed enorme come quello delle frontiere, che centinaia di migliaia di persone cercano ogni anno di superare per raggiungere gli Stati Uniti dal Messico, scava profondamente negli animi di chi, come giornalista, si occupa della questione sulla propria pelle. E permea la coscienza al punto da giungere a considerazioni estreme, come quella di Óscar Martínez, giornalista salvadoregno, secondo il quale «la razza umana è miserabile e la conferma è il modo in cui i migranti vengono trattati come mercanzia». Una testimonianza, quella di Martínez, che ha contraddistinto l’incontro sull’immigrazione clandestina, insieme a quelle di Alexandra Délano Alonso, docente di studi globali a New York, e Shane Bauer, giornalista della rivista Mother Jones e famoso a livello globale per le sue inchieste. Tra i più importanti giornalisti e scrittori latinoamericani che si occupano di migrazioni, criminalità e corruzione, Martínez ha esposto al numeroso pubblico del teatro Nuovo quello che ha documentato seguendo un gruppo di migranti che cercano di attraversare il confine: «Alla base c’è la violenza come normalità nelle società dei Paesi centroamericani e in particolare in El Salvador, e la dimostrazione della crudeltà umana la si può vedere lì, durante i miei tre anni di documentazione. Stupri, rischio di essere uccisi dai narcotrafficanti, sequestri da parte della criminalità organizzata oltre alla responsabilità diretta del governo e della polizia, in buona parte corrotta. La migrazione è un segnale dei nostri tempi».
La Délano Alonso si è concentrata sulle politiche del Messico e degli Stati Uniti, sottolineando la mancanza di un apparato di giustizia nel Paese centroamericano e una disorganizzazione nella gestione delle frontiere: «C’è una mancanza di responsabilità generale, il sistema non funziona dal profondo e l’elezione di Trump ha solo peggiorato la situazione, con la scelta della costruzione del muro al confine e un aumento dei crimini d’odio». Le ha fatto eco Bauer: «Con l’elezione di Trump è stata annullata la legge che prevedeva la chiusura delle prigioni private, dove ho lavorato per una mia inchiesta, che rappresentano oggi l’8% delle prigioni statunitensi ma nelle quali è rinchiuso ben il 50% di tutti i migranti. Gli interessi economici dietro le prigioni private sono enormi e sono direttamente collegati alla situazione migratoria». L’ottimismo della Délano Alonso a chiusura dell’incontro di ieri: «Non sono totalmente pessimista, e non posso esserlo perché sono viva», lascia un messaggio di speranza, ma stride fortemente con le testimonianze ascoltate durante l’incontro.
Gian Piero Bruno
La Délano Alonso si è concentrata sulle politiche del Messico e degli Stati Uniti, sottolineando la mancanza di un apparato di giustizia nel Paese centroamericano e una disorganizzazione nella gestione delle frontiere: «C’è una mancanza di responsabilità generale, il sistema non funziona dal profondo e l’elezione di Trump ha solo peggiorato la situazione, con la scelta della costruzione del muro al confine e un aumento dei crimini d’odio». Le ha fatto eco Bauer: «Con l’elezione di Trump è stata annullata la legge che prevedeva la chiusura delle prigioni private, dove ho lavorato per una mia inchiesta, che rappresentano oggi l’8% delle prigioni statunitensi ma nelle quali è rinchiuso ben il 50% di tutti i migranti. Gli interessi economici dietro le prigioni private sono enormi e sono direttamente collegati alla situazione migratoria». L’ottimismo della Délano Alonso a chiusura dell’incontro di ieri: «Non sono totalmente pessimista, e non posso esserlo perché sono viva», lascia un messaggio di speranza, ma stride fortemente con le testimonianze ascoltate durante l’incontro.
Gian Piero Bruno
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