Tutti in sella nella notte della bici
“Fissati” per la bicicletta ma non per il cronometro: il bello di pedalare insieme senza tempo
FERRARA. Si presentano ad ogni Bike Night con la maglia degli Arieti Ferrara e quando tagliano il traguardo mettono le braccia a mo’ di corna di ovino. Chi sono questi Arieti? «Abbiamo sempre girato in bici e dal 2008 lo facciamo su biciclette a scatto fisso». Questa è la scritta che campeggia sul loro blog (arietiferrara.blogspot.it) ma Luca Sivieri invece li definisce in modo molto meno solenne come «un gruppo di amici fissati per le biciclette, in particolare quelle a stato fisso». Le bici a scatto fisso stanno vivendo un periodo di grande popolarità tra gli utilizzatori di questo mezzo ma non sempre si hanno le idee bene chiare di cosa si stia parlando.
Le scatto fisso sono biciclette che hanno un solo rapporto quindi non è previsto l’utilizzo del cambio ma, in aggiunta, non hanno nemmeno il meccanismo di ruota libera ovvero quello che permette alla ruota di girare anche senza un movimento di pedali. Gli appassionati di ciclismo ricordano che questa è la prima forma di pedalata inventata dato che le fonti vanno ad inserire la possibilità di avanzare senza pedalare solo diversi anni dopo l’invenzione della bicicletta. Il motivo per cui questo tipo di bicicletta è diventata molto popolare è la ricerca dell’abilità del ciclista nel capire quanta forza impiegare per avere la velocità desiderata e riuscire a diminuirla in caso di rallentamenti. La mancanza di freni è un’altra particolarità, infatti smettendo di pedalare grazie alla presenza di un solo rapporto la bici smette di progredire. Facile no? Non troppo data la presenza nelle strade di ostacoli improvvisi, ragion per cui molti decidono di inserire un solo freno, quello anteriore, per bloccare la ruota davanti in caso di immediato bisogno.
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«Siamo un gruppo di tre amici, Fabio Carlini, Marcello Rimondi e Luca Sivieri ma oltre a noi abbiamo tanti amici che quando possono partecipano con noi alle avventure degli Arieti. Ci siamo costituiti la settimana scorsa come associazione sportiva perché era giunto il momento di darci una forma precisa ma sono ormai diversi anni che ci muoviamo con questo nome», spiega Luca Sivieri. «La scelta del nome e, di conseguenza del logo, deriva dalla volontà di avere un nome corto e con Arieti abbiamo preso due piccioni con una fava, le corna infatti ricordano una piega (manubrio) di una bici da corsa. Ora stiamo anche per registrare il logo, in vista anche della riapertura del Motovelodromo Fausto Coppi di Ferrara», prosegue Fabio Carlini.
La loro presenza alle Bike Night di Witoor è quasi una certezza, “quasi” perché quando non li si vede, come lo scorso weekend a Milano, ci si chiede subito come mai questa mancanza. «Sì, presenza quasi scontata è un’affermazione che mi soddisfa perché cerchiamo di partecipare a tutte le tappe ideate da Simone Dovigo ma la Milano-Lago Maggiore per impegni vari non siamo mai riusciti a farla come anche la Bolzano-Resia, ma vedremo di colmare queste lacune il prossimo anno!», spiega Sivieri. Il legame tra gli eventi di Witoor e gli Arieti è forte, di certo un elemento comune è l’amicizia che lega i due gruppi di sportivi ma i motivi non sono solo di conoscenza: «Siamo rimasti subito colpiti dalla non competitività dell’evento. Partecipiamo ad altri eventi ciclistici ma l’atmosfera che si respira alle Bike Night è unica. Ci si trovano le persone più disparate, dallo sportivo allenato alla signora con i tacchi, c’è chi ha la bici da pista, chi la mountain bike, chi la graziella. Noi siamo particolarmente attratti dal fatto che sia in notturna. Facciamo tanti chilometri in bici e spesso ci parte la battuta “se ne dobbiamo fare meno di 50 allora non usciamo neanche!” ma l’idea di pedalare insieme di notte per cento chilometri è impagabile. Ci si ferma, si mangia, si scambia una battuta, poi si riparte arrivando al traguardo gustandosi l’alba».
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«L’arrivo a Ugovizza (Bike Night Udine-Ugovizza di agosto 2017, ndr) con il sole che sorgeva da dietro i monti a un passo dal confine con l’Austria e la Slovenia è stato magnifico per tutti noi! Apprezziamo molto il lavoro che Witoor ha fatto in questi anni e che continua a fare. Sta facendo avvicinare tante persone alla bicicletta, noi come Arieti speriamo che il numero complessivo di Bike Night possa aumentare ancora perché esistono tante località che sarebbero adatte a questo tipo di evento, che magari possono essere riscoperte e valorizzate grazie a Witoor e che possono al tempo stesso “far ammalare di bicicletta” tante altre persone. Perché la bici - conclude Sivieri - prima è un mezzo poi uno sport e alla fine diventa una passione, non se ne può fare più a meno!».
Giulia Paratelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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