La Nuova Ferrara

Giornate metafisiche Così Tresigallo si riprende i suoi spazi

di SAMUELE GOVONI
Giornate metafisiche Così Tresigallo si riprende i suoi spazi

Un fine settimana dedicato all’arte ed all’architettura Domenica l’apertura straordinaria di edifici razionalisti

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La “terza età” che sta vivendo Tresigallo ricorda una seconda giovinezza. Dopo aver rischiato, e in parte attraversato, anni di oblio, la cosiddetta città del Novecento è tornata alla ribalta catturando l’attenzione di storici, studiosi e semplici turisti appassionati di architettura razionalista. Nel fine settimana, non a caso si terranno le “Giornate metafisiche”, due giorni di incontri, mostre e convegni dedicati alla località e alla sua architettura.

Può sembrare fuori luogo parlare di “terza età” in riferimento ad un centro urbano ma nel caso di Tresigallo non lo è e a dirlo è la storia. La “prima giovinezza” di questa cittadina sorta anticamente in una terra paludosa e insalubre come era il Basso Ferrarese, potrebbe essere ricondotta ai primi anni Trenta del secolo scorso quando, grazie all’interessamento di Edmondo Rossoni (originario di Tresigallo e ministro dell’Agricoltura e foreste dal 1935 al 1939) che vuole fare di quel piccolo agglomerato di case una città corporativa con strutture, fabbriche e lavoro. Nel pieno di questo progetto, sviluppatosi nel corso del decennio che ha preceduto la Seconda Guerra Mondiale, Tresigallo vive la sua “età adulta”.

Vengono costruite case, strade e aziende, c’è un incremento demografico, il terreno viene bonificato e per arrivare da un luogo all’altro non è più necessario guadare o usare zattere. Il progresso, in parte arrivato, non conosce un vero e proprio periodo di “splendore” perché nel 1940 arriva la guerra a frenare tutto. Alla fine del conflitto l’Italia è distrutta sotto tutti i punti di vista e bisogna ricominciare. Quell’architettura, per anni erroneamente definita “fascista” anziché Razionalista, era entrata nell’occhio del ciclone, simbolo di un passato ingombrante che in qualche modo voleva essere dimenticato. La storia ha i suoi tempi, i suoi ritmi e per essere letta con distacco e “freddezza storica” devono passare anni, decenni, a volte secoli.

Una decina di anni fa però Tresigallo e le altre città di fondazione, risalenti al Ventennio hanno iniziato ad essere viste in maniera diversa. Si è capito che l’architettura non doveva per forza essere accostata all’ideologia politica e così è cominciato un lavoro di riscoperta, da non confondere con il revisionismo. Nel 2010 con l’uscita di “Canale Mussolini” libro di Antonio Pennacchi che valse allo scrittore di Latina il Premio Strega, Tresigallo da una dimensione provinciale e forse regionale, balzò agli onori della cronaca nazionale. L’epopea raccontata da Pennacchi, infatti, prendeva le mosse proprio da lì.

Negli anni si è investito in restauro, promozione turistica e iniziative culturali. Una di queste, tra le più prestigiose e ad ampio respiro, è la due giorni che si terrà sabato e domenica: “Le giornate metafisiche”. Quarantotto ore in cui la città del Novecento ospiterà mostre, convegni, visite guidate e estemporanee artistiche di pittura e fotografia. I membri dell’associazione culturale Torri di Marmo, l’amministrazione comunale e due architetti racconteranno il territorio soffermandosi sulle peculiarità di un centro che, di fatto, risulta essere unico nel suo genere. Inoltre, solo domenica, sarà possibile visitare edifici come l’ex colonia post-sanatoriale e l’ex fabbrica di cellulosa, normalmente inaccessibili al pubblico. Tresigallo oggi, così come la si conosce, ha un’ottantina d’anni. Ecco perché si può parlare di “terza età”; un’anziana città che si sta (ri)prendendo il meglio dei suoi anni come, appunto, in una seconda giovinezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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