Gli emigranti Bergoglio Una mostra a Renazzo
Da Genova a Buenos Aires, il viaggio della famiglia Bergoglio e il tema dell’emigrazione degli Italiani verso l’Argentina, in mostra nella chiesa provvisoria di Renazzo. Ha inaugurato sabato, “Genova...
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Da Genova a Buenos Aires, il viaggio della famiglia Bergoglio e il tema dell’emigrazione degli Italiani verso l’Argentina, in mostra nella chiesa provvisoria di Renazzo. Ha inaugurato sabato, “Genova – Buenos Aires, sola andata”, curata dal giornalista de la Repubblica Massimo Minella, promossa dall’associazione PassatoPresente e dalla parrocchia di Renazzo. Dopo la mostra “Nulla osta per il mondo” e l’omonimo libro realizzati nel 2010, l’apertura del museo dedicato all’emigrazione dei renazzesi e il volume ed evento dedicato al processo Sacco e Vanzetti, la presidente di PassatoPresente, Claudia Tassinari, ha lanciato la mostra che ripercorre sul filo della memoria proprio una delle pagine più significative, ma anche sofferte, della storia italiana, quella dell’emigrazione. Una mostra che vuole essere anche un omaggio alla famiglia Bergoglio e al Papa Jorge Mario Bergoglio, le cui radici affondano nella terra italiana, in particolare in due regioni, Piemonte e Liguria. È da queste terre infatti che i Bergoglio, Giovanni, Rosa e il figlio Mario (padre del Pontefice), partirono per raggiungere il porto di Genova. Un viaggio iniziato il 1° febbraio del 1929 e concluso a Buenos Aires dopo 15 giorni di navigazione sul piroscafo “Giulio Cesare”.
Quella dell’emigrazione del resto, ha spiegato il curatore Minella, è una storia che ha coinvolto gran parte delle famiglie italiane e, nel caso, renazzesi. Una storia collettiva, che ha visto dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento oltre 29 milioni di persone lasciare l’Italia; di questi, 2.9 milioni partirono per l’Argentina. Un’esperienza vissuta anche dai nonni di Papa Francesco, e da suo padre Mario – la madre Regina Maria è nata a Buenos Aires da famiglia originaria della Liguria- che partirono alla volta dell’Argentina, in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro. L’emigrazione infatti ha segnato per decenni anche la comunità di Renazzo. Un’esperienza, da far conoscere e su cui riflettere, e chiave di lettura utile per capire il presente e leggere il futuro. Questo è l’intento di PassatoPresente, associazione fondata da Claudia Tassinari, da don Ivo Cevenini, Oliviano Tassinari e Alberto Rabboni. Sono state infatti circa 1.500 infatti le persone partite dal Centese tra fine ’800 e metà ’900 per cercare un futuro migliore in America. Un tema sentito anche dall’amministrazione, rappresentata da Mark Alberghini. Un percorso ad immagini, un itinerario letto senza interpretazioni o lenti politiche, in cui l’emigrazione diviene anche esempio di integrazione. Un invito a ricordare quando gli italiani, spesso senza valigia, con in mano solo il “Passaporto Rosso” e il manuale “Avvertenze per l’emigrante italiano”, erano i migranti in fuga dalla disperazione, in cerca di fortuna e di riscatto in terre lontane. Quando gli italiani erano gli stranieri, i diversi guardati con diffidenza e sospetto. Con pannelli e immagini provenienti da Centri studi e documentazione sull’emigrazione italiani e argentini, un ponte ideale che unisce presente e passato. Nei pannelli i volti “allucinati” dei tanti italiani che sbarcavano oltreoceano, non tanto diversi da quelli degli immigrati che oggi sbarcano in Italia. Dal prossimo anno, attraverso la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, sarà possibile svolgere col museo virtuale dell’emigrazione realizzato dalla Regione, una ricerca dei parenti emigrati. Da don Ivo Cevenini il benvenuto alla mostra che a Renazzo segna la sua decima tappa. La mostra rimarrà allestita fino al 22 ottobre. Aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19. Venerdì alle 21 incontro con l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio monsignor Gian Carlo Perego che interverrà sul tema “Emigrazione di ieri, migrazioni di oggi”.
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quella dell’emigrazione del resto, ha spiegato il curatore Minella, è una storia che ha coinvolto gran parte delle famiglie italiane e, nel caso, renazzesi. Una storia collettiva, che ha visto dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento oltre 29 milioni di persone lasciare l’Italia; di questi, 2.9 milioni partirono per l’Argentina. Un’esperienza vissuta anche dai nonni di Papa Francesco, e da suo padre Mario – la madre Regina Maria è nata a Buenos Aires da famiglia originaria della Liguria- che partirono alla volta dell’Argentina, in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro. L’emigrazione infatti ha segnato per decenni anche la comunità di Renazzo. Un’esperienza, da far conoscere e su cui riflettere, e chiave di lettura utile per capire il presente e leggere il futuro. Questo è l’intento di PassatoPresente, associazione fondata da Claudia Tassinari, da don Ivo Cevenini, Oliviano Tassinari e Alberto Rabboni. Sono state infatti circa 1.500 infatti le persone partite dal Centese tra fine ’800 e metà ’900 per cercare un futuro migliore in America. Un tema sentito anche dall’amministrazione, rappresentata da Mark Alberghini. Un percorso ad immagini, un itinerario letto senza interpretazioni o lenti politiche, in cui l’emigrazione diviene anche esempio di integrazione. Un invito a ricordare quando gli italiani, spesso senza valigia, con in mano solo il “Passaporto Rosso” e il manuale “Avvertenze per l’emigrante italiano”, erano i migranti in fuga dalla disperazione, in cerca di fortuna e di riscatto in terre lontane. Quando gli italiani erano gli stranieri, i diversi guardati con diffidenza e sospetto. Con pannelli e immagini provenienti da Centri studi e documentazione sull’emigrazione italiani e argentini, un ponte ideale che unisce presente e passato. Nei pannelli i volti “allucinati” dei tanti italiani che sbarcavano oltreoceano, non tanto diversi da quelli degli immigrati che oggi sbarcano in Italia. Dal prossimo anno, attraverso la Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, sarà possibile svolgere col museo virtuale dell’emigrazione realizzato dalla Regione, una ricerca dei parenti emigrati. Da don Ivo Cevenini il benvenuto alla mostra che a Renazzo segna la sua decima tappa. La mostra rimarrà allestita fino al 22 ottobre. Aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19. Venerdì alle 21 incontro con l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio monsignor Gian Carlo Perego che interverrà sul tema “Emigrazione di ieri, migrazioni di oggi”.
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