I capolavori di fine ’800 al Roverella
Rovigo ospita “Secessioni Europee”: in mostra opere di Klimt, Stuck e Hofmann
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A compendio seppur relativo della bella mostra di oltre 2 anni fa, tenutasi a Palazzo Roverella (via Giuseppe Laurenti 8, Rovigo), “Il demone della modernità - Pittori visionari all’alba del secolo breve”, curata da G. Romanelli, si apre oggi a Rovigo la mostra sulle “Secessioni Europee”. L’esposizione, curata da Francesco Parisi, propone, per la prima volta un panorama complessivo dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni: Monaco, Vienna, Praga e Roma, evidenziandone differenze e affinità nei diversi linguaggi espressivi. Il progetto si rivela oltremodo ambizioso e, forse, in questo suo spaziare, pur dando una buona “idea” di quanto programmato, non riesce, tuttavia, ad esser così esauriente. Molta la materia, toccata in tutte le sue manifestazioni: non solo pittura, scultura, ma anche grafica, la handcraft / le manifatture / le arti cosiddette applicate - furono le penultime/ultime espressioni degli -ismi culturali ed artistici di allora, arrivando, con certo anticipo, anche al Futurismo. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, la mostra di Palazzo Roverella si avvale della prestigiosa collaborazione delle principali istituzioni museali europee, dall’Albertina di Vienna alla Klimt Foundation, dal Museo Villa Stuck di Monaco alla Narodni Galerie di Praga e di altre importanti collezioni museali europee.
Cadenzata da sezioni tematiche dedicate alle singole città europee, la mostra si apre, cronologicamente, con la Secessione di Monaco: presenti artisti come Franz von Stuck (tra le cui opere c’è Lucifero, di cui sarà presente anche il bozzetto preparatorio - “visto” anche nell’altra mostra succitata), Ludwig von Hofmann ed altri. La Secessione di Vienna si formò nel 1897 e rappresentò, sin dal suo esordio, l’evoluzione e il superamento di tutte le formule allora esistenti, incluso il simbolismo. Fu sostenuta dallo scrittore Ludwig Hevesi e dal pittore Gustav Klimt - di lui in mostra splendida grafica, compresi 2 dei famosi disegni erotici, tanto amati e “messi al bando” -, ad un tempo. Ma - a fianco di quelle di Klimt - meravigliose anche due operine di Egon Schiele (suo il magnifico Manifesto per la 49ª mostra della Secessione Viennese). La Secessione di Praga prese forma in una serie di gruppi di artisti più o meno organizzati, che a partire dal 1890 si ritrovarono a manifestare le loro idee in aperto contrasto con l’arte ufficiale boema.
Dato il grande sviluppo dell’illustrazione, del disegno e dell’incisione, circa un terzo dell’intera sezione è costituito da opere su carta. Infine, a differenza delle secessioni europee, che mostravano tutte una predisposizione verso l’estetica simbolista, la Secessione di Roma (1913-1916) ebbe una formula diversa, più libera che permise lo svilupparsi di linguaggi differenti. Tra i maggiori rappresentanti della corrente romana, Plinio Nomellini (splendido il suo ritratto di Grazia Deledda) e Felice Casorati (Ada) ed il nostro ferrarese Roberto Melli.
Maria Cristina Nascosi
Cadenzata da sezioni tematiche dedicate alle singole città europee, la mostra si apre, cronologicamente, con la Secessione di Monaco: presenti artisti come Franz von Stuck (tra le cui opere c’è Lucifero, di cui sarà presente anche il bozzetto preparatorio - “visto” anche nell’altra mostra succitata), Ludwig von Hofmann ed altri. La Secessione di Vienna si formò nel 1897 e rappresentò, sin dal suo esordio, l’evoluzione e il superamento di tutte le formule allora esistenti, incluso il simbolismo. Fu sostenuta dallo scrittore Ludwig Hevesi e dal pittore Gustav Klimt - di lui in mostra splendida grafica, compresi 2 dei famosi disegni erotici, tanto amati e “messi al bando” -, ad un tempo. Ma - a fianco di quelle di Klimt - meravigliose anche due operine di Egon Schiele (suo il magnifico Manifesto per la 49ª mostra della Secessione Viennese). La Secessione di Praga prese forma in una serie di gruppi di artisti più o meno organizzati, che a partire dal 1890 si ritrovarono a manifestare le loro idee in aperto contrasto con l’arte ufficiale boema.
Dato il grande sviluppo dell’illustrazione, del disegno e dell’incisione, circa un terzo dell’intera sezione è costituito da opere su carta. Infine, a differenza delle secessioni europee, che mostravano tutte una predisposizione verso l’estetica simbolista, la Secessione di Roma (1913-1916) ebbe una formula diversa, più libera che permise lo svilupparsi di linguaggi differenti. Tra i maggiori rappresentanti della corrente romana, Plinio Nomellini (splendido il suo ritratto di Grazia Deledda) e Felice Casorati (Ada) ed il nostro ferrarese Roberto Melli.
Maria Cristina Nascosi
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