lo scritto di bassi
«Cercavo l’anima dei luoghi E Ferrara fu il tema principale»
La mia produzione di “Guide” ad una città come Ferrara, che è la mia città natale, ha avuto un fine unico: “cercare l’anima dei luoghi” e documentarne la realtà.I miei maestri sono stati due, ambedue...
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La mia produzione di “Guide” ad una città come Ferrara, che è la mia città natale, ha avuto un fine unico: “cercare l’anima dei luoghi” e documentarne la realtà.
I miei maestri sono stati due, ambedue fondamentali. Il primo Kevin Linch, urbanista americano che nelle grandi conurbazioni del Nuovo Mondo ha scoperto come sia importante nella realtà urbana la vita quotidiana di chi vive in quelle strade. Il secondo Christian-Norbarg Schulz, architetto norvegese che ha caricato quelle intuizioni della cultura europea del “geniu loci”.
Alla fine è arrivato James Hillman, che ha dato un sigillo alle mie ricerche.
Ferrara è stata l’argomento centrale del mio ‘cercare’ oltre che per essere il luogo nelle cui strade ho scoperto il mondo, anche perché studiandola mi si è presentata sempre come emblematica, misteriosa e unica nella sua storia, emblematica per la sua conformazione e per la novità assoluta della sua struttura.
Le stesse incursioni astrologiche nelle quali credo molto, avvalorano, a mio avviso, la eccentricità di Ferrara, sia perché quelle intuizioni hanno risvolti reali nella sua armatura urbana, sia perché conferiscono alla città un’aura ancora oggi percepibile come sonorità di rispondenze e di rimandi tangenti alla poesia. Naturalmente sapendo ascoltare che è in fondo l’invito che viene dalle mie pagine.
Questi fatti mi conducono a studiare le sue parti e a illustrarle, insieme ai suoi “luoghi” e ai suoi protagonisti con una attenzione e una devozione intellettuale da pellegrino che visita un luogo sacro con la laica determinazione di comprenderlo cogliendone il segreto.
Le mie guide a Ferrara vogliono essere dunque, almeno nelle intenzioni, un invito a scoprire e ad ascoltare. Un’esperienza da fare con dedizione amorosa.
Carlo Bassi
I miei maestri sono stati due, ambedue fondamentali. Il primo Kevin Linch, urbanista americano che nelle grandi conurbazioni del Nuovo Mondo ha scoperto come sia importante nella realtà urbana la vita quotidiana di chi vive in quelle strade. Il secondo Christian-Norbarg Schulz, architetto norvegese che ha caricato quelle intuizioni della cultura europea del “geniu loci”.
Alla fine è arrivato James Hillman, che ha dato un sigillo alle mie ricerche.
Ferrara è stata l’argomento centrale del mio ‘cercare’ oltre che per essere il luogo nelle cui strade ho scoperto il mondo, anche perché studiandola mi si è presentata sempre come emblematica, misteriosa e unica nella sua storia, emblematica per la sua conformazione e per la novità assoluta della sua struttura.
Le stesse incursioni astrologiche nelle quali credo molto, avvalorano, a mio avviso, la eccentricità di Ferrara, sia perché quelle intuizioni hanno risvolti reali nella sua armatura urbana, sia perché conferiscono alla città un’aura ancora oggi percepibile come sonorità di rispondenze e di rimandi tangenti alla poesia. Naturalmente sapendo ascoltare che è in fondo l’invito che viene dalle mie pagine.
Questi fatti mi conducono a studiare le sue parti e a illustrarle, insieme ai suoi “luoghi” e ai suoi protagonisti con una attenzione e una devozione intellettuale da pellegrino che visita un luogo sacro con la laica determinazione di comprenderlo cogliendone il segreto.
Le mie guide a Ferrara vogliono essere dunque, almeno nelle intenzioni, un invito a scoprire e ad ascoltare. Un’esperienza da fare con dedizione amorosa.
Carlo Bassi
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