“Le guide di Ferrara” contributo prezioso per recuperare notizie
All’Ariostea si terrà il convegno “Il passegiere disingannato” Previsti contributi di studiosi e l’omaggio all’architetto Bassi
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È in programma giovedì 19 ottobre, dalle 9.30 alle 18.30 in Biblioteca Ariostea, il convegno “Il passegiere disingannato” - Guide di Ferrara in età pontificia, appuntamento dedicato alla memoria di Carlo Bassi, storico architetto ferrarese che era uno dei relatori più attesi.
Le motivazioni
Il convegno nasce da un insieme di considerazioni suggerite dai problemi che coinvolgono la città e i suoi abitanti. Nella convinzione che ognuno deve fare la sua parte, per quello che sono le proprie competenze e impegni istituzionali, le associazioni promotrici hanno pensato che non vi può essere integrazione per i nuovi cittadini, se non vi è conoscenza del luogo in cui ci si trova a vivere. L’attualità è formata dalla storia e dal passato della città che condizionano e definiscono oggi il nostro vivere. Senza conoscenza vi è contrapposizione e incomprensione.
Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, sono uno degli strumenti della conoscenza di sé. Finora è stata scarsissima l’attenzione loro rivolta e sono state utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte. Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara mai è stato affrontato. Quella del 19 all’Ariostea è così la prima occasione di incontro, di dibattito e di verifica.
Le guide testimoniano gli avvenimenti ed i rivolgimenti politici, i valori, le istituzioni e gli organi di governo, il pensiero ufficiale degli amministratori e dei gruppi dirigenti, l’economia e i collegamenti con il territorio. L’intenzione del convegno è il recupero di quelle ‘intenzioni’ dal ’600 ad oggi.
Infine, non è contrapposizione con la primaria attenzione che gli amministratori hanno volto all’età estense e rinascimentale, ma è l’indicazione che ne esiste anche un’altra, tre secoli di storia, che non può essere dimenticata e che ha lasciato tracce e testimonianze di eguale importanza.
Un segno di questa mutata attenzione è la mostra che “Ferrara Arte” dedicherà a Carlo Bononi, forse il più significativo pittore del ’600 ferrarese.
Le associazioni promotrici
La Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria nasce nel 1884 con il principale compito di studiare la storia di Ferrara, dalle origini, pubblicare fonti e documenti che contribuiscano a riconoscerne meglio gli avvenimenti e le loro ragioni. Pubblica una collana di “Monumenti” e i volumi miscellanei di “Atti e Memorie”. Il suo primo presidente fu il sindaco di Ferrara, Antonio Trotti, attualmente è il professor Franco Cazzola, docente all’Università di Bologna.
L’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, fondata nel 1992, ha come scopo il sostegno alle attività della biblioteca - nella quale ha sede - il potenziamento delle raccolte librarie, la promozione e la conoscenza del patrimonio. Intensa l’attività di conferenze e presentazioni, il sostegno al restauro. Va ricordato poi l’impegno per il funzionamento e l’arricchimento della biblioteca esistente presso le carceri cittadine. Presidente attuale è Paola Zanardi, professoressa all’Università cittadina.
Le due associazioni, congiuntamente, hanno promosso nel 2016 la pubblicazione della inedita guida “Tre giorni a Ferrara” di Giovan Battista Minzoni, datata 1749.
Il convegno
I temi del convegno non esauriscono l’ampia problematica esistente né chiudono a future ricerche. Sono, anzi, un’apertura di percorsi di studio che si auspica possano essere seguiti dagli studiosi, soprattutto dai giovani che si formano nelle aule dell’Università estense.
Da questo punto di vista particolarmente significativi sono i patrocini dell’Università e del Comune di Ferrara.
Gli interventi introduttivi della dottoressa Corinna Mezzetti dell’Archivio storico comunale e della professoressa Barbara Ghelfi dell’Università di Bologna indicano e definiscono i confini ed i termini di un quadro generale che sino ad oggi non era ancora stato delineato.
Il professor Cazzola ricostruisce i percorsi, spesso accidentati e mutevoli, sia per via di terra che per via di acque, che portano da Bologna a Ferrara e da Ferrara si aprono verso Venezia e la Lombardia.
Il professor Matteo Provasi analizza i testi che precorrono, nel 1621 e nel 1655, le guide settecentesche. In particolare, il Compendio di Marco Antonio Guarini documenta lo sforzo che la comunità ferrarese compie per ricostruire la propria memoria storica, dopo che gli archivi ed i principali documenti erano stati portati a Modena, nel 1598, dopo che la città, terminata la signoria estense, era passata sotto il diretto dominio pontificio. Attraverso questo testo la classe nobiliare rivendica la sua partecipazione al governo nel passato e riafferma il suo diritto e la sua capacità di dirigere la cosa pubblica, pure al tempo della Legazione pontificia.
La dottoressa Mirna Bonazza, responsabile delle raccolte dei manoscritti e dei volumi rari dell’Ariostea, ricostruisce, attraverso la scoperta di ben due manoscritti preparatori, la genesi della guida che Cesare Barotti pubblicò nel 1770.
Il professor Valter Curzi, professore ordinario alla Sapienza a Roma, verifica l’amplissima letteratura legata al Grand Tour e illustra e spiega le ragioni di un’assenza: Ferrara è spesso solo una tappa poco considerata nel viaggio di formazione che le classi dirigenti europee compivano prima di assumere i ruoli sociali e le funzioni che le attendevano nei paesi di origine.
La dottoressa Jadranka Bentini, già direttrice della Pinacoteca ferrarese e sovrintendente, attraverso un’analitica descrizione delle testimonianze e delle opere presenti nel territorio e poi trasferite nella Pinacoteca, indica i mutamenti del gusto e la nuova organizzazione del vedere, i diversi valori figurativi che si succedono nella città dal ’600 all’800.
Il professor Ranieri Varese di Unife recupera la Notizia su Ferrara che Girolamo Agnelli, letterato e componente della Magistratura dei Savi, prepara per l’atlante che raccoglierà le notizie su tutte le città d’Italia organizzato dal patrizio perugino Cesare Orlandi. Non sarà mai pubblicata per la morte dell’editore; usciranno solo cinque volumi, l’ultima città illustrata sarà Casale. Il testo offre la versione ufficiale della municipalità e presenta un importante ed organico quadro della situazione economica, delle culture e dei commerci, della produzione agraria a Ferrara intorno al 1760.
La dottoressa Jasmine Habcy (Università di Parma), censisce le presenze degli artisti nordici negli stati estensi e ricostruisce giudizi e attenzioni per un modo di far pittura che, nello stesso tempo, si integrava e si scontrava con le scuole locali.
La professoressa Rita Fabbri (Unife) volge la sua attenzione ai monumenti, alle fabbriche, alle sistemazioni urbanistiche. Analizza momenti sino ad oggi trascurati, eppure condizionanti perché costituiscono l’essenza dell’abitare a Ferrara.
La professoressa Zanardi partendo dai testi sul carattere dei Ferraresi, da Gianandrea Barotti a Leopoldo Cicognara, riconosce quello che pensavano di sé, della propria storia, dei propri sentimenti, del considerarsi cittadini, i ferraresi del ’700 e dell’800.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le motivazioni
Il convegno nasce da un insieme di considerazioni suggerite dai problemi che coinvolgono la città e i suoi abitanti. Nella convinzione che ognuno deve fare la sua parte, per quello che sono le proprie competenze e impegni istituzionali, le associazioni promotrici hanno pensato che non vi può essere integrazione per i nuovi cittadini, se non vi è conoscenza del luogo in cui ci si trova a vivere. L’attualità è formata dalla storia e dal passato della città che condizionano e definiscono oggi il nostro vivere. Senza conoscenza vi è contrapposizione e incomprensione.
Le guide che descrivono Ferrara, a partire dal XVII secolo sino ad oggi, sono uno degli strumenti della conoscenza di sé. Finora è stata scarsissima l’attenzione loro rivolta e sono state utilizzate quasi solamente come base documentaria nel settore, troppo specialistico, degli storici dell’arte. Il problema del senso e del significato delle guide dedicate a Ferrara mai è stato affrontato. Quella del 19 all’Ariostea è così la prima occasione di incontro, di dibattito e di verifica.
Le guide testimoniano gli avvenimenti ed i rivolgimenti politici, i valori, le istituzioni e gli organi di governo, il pensiero ufficiale degli amministratori e dei gruppi dirigenti, l’economia e i collegamenti con il territorio. L’intenzione del convegno è il recupero di quelle ‘intenzioni’ dal ’600 ad oggi.
Infine, non è contrapposizione con la primaria attenzione che gli amministratori hanno volto all’età estense e rinascimentale, ma è l’indicazione che ne esiste anche un’altra, tre secoli di storia, che non può essere dimenticata e che ha lasciato tracce e testimonianze di eguale importanza.
Un segno di questa mutata attenzione è la mostra che “Ferrara Arte” dedicherà a Carlo Bononi, forse il più significativo pittore del ’600 ferrarese.
Le associazioni promotrici
La Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria nasce nel 1884 con il principale compito di studiare la storia di Ferrara, dalle origini, pubblicare fonti e documenti che contribuiscano a riconoscerne meglio gli avvenimenti e le loro ragioni. Pubblica una collana di “Monumenti” e i volumi miscellanei di “Atti e Memorie”. Il suo primo presidente fu il sindaco di Ferrara, Antonio Trotti, attualmente è il professor Franco Cazzola, docente all’Università di Bologna.
L’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, fondata nel 1992, ha come scopo il sostegno alle attività della biblioteca - nella quale ha sede - il potenziamento delle raccolte librarie, la promozione e la conoscenza del patrimonio. Intensa l’attività di conferenze e presentazioni, il sostegno al restauro. Va ricordato poi l’impegno per il funzionamento e l’arricchimento della biblioteca esistente presso le carceri cittadine. Presidente attuale è Paola Zanardi, professoressa all’Università cittadina.
Le due associazioni, congiuntamente, hanno promosso nel 2016 la pubblicazione della inedita guida “Tre giorni a Ferrara” di Giovan Battista Minzoni, datata 1749.
Il convegno
I temi del convegno non esauriscono l’ampia problematica esistente né chiudono a future ricerche. Sono, anzi, un’apertura di percorsi di studio che si auspica possano essere seguiti dagli studiosi, soprattutto dai giovani che si formano nelle aule dell’Università estense.
Da questo punto di vista particolarmente significativi sono i patrocini dell’Università e del Comune di Ferrara.
Gli interventi introduttivi della dottoressa Corinna Mezzetti dell’Archivio storico comunale e della professoressa Barbara Ghelfi dell’Università di Bologna indicano e definiscono i confini ed i termini di un quadro generale che sino ad oggi non era ancora stato delineato.
Il professor Cazzola ricostruisce i percorsi, spesso accidentati e mutevoli, sia per via di terra che per via di acque, che portano da Bologna a Ferrara e da Ferrara si aprono verso Venezia e la Lombardia.
Il professor Matteo Provasi analizza i testi che precorrono, nel 1621 e nel 1655, le guide settecentesche. In particolare, il Compendio di Marco Antonio Guarini documenta lo sforzo che la comunità ferrarese compie per ricostruire la propria memoria storica, dopo che gli archivi ed i principali documenti erano stati portati a Modena, nel 1598, dopo che la città, terminata la signoria estense, era passata sotto il diretto dominio pontificio. Attraverso questo testo la classe nobiliare rivendica la sua partecipazione al governo nel passato e riafferma il suo diritto e la sua capacità di dirigere la cosa pubblica, pure al tempo della Legazione pontificia.
La dottoressa Mirna Bonazza, responsabile delle raccolte dei manoscritti e dei volumi rari dell’Ariostea, ricostruisce, attraverso la scoperta di ben due manoscritti preparatori, la genesi della guida che Cesare Barotti pubblicò nel 1770.
Il professor Valter Curzi, professore ordinario alla Sapienza a Roma, verifica l’amplissima letteratura legata al Grand Tour e illustra e spiega le ragioni di un’assenza: Ferrara è spesso solo una tappa poco considerata nel viaggio di formazione che le classi dirigenti europee compivano prima di assumere i ruoli sociali e le funzioni che le attendevano nei paesi di origine.
La dottoressa Jadranka Bentini, già direttrice della Pinacoteca ferrarese e sovrintendente, attraverso un’analitica descrizione delle testimonianze e delle opere presenti nel territorio e poi trasferite nella Pinacoteca, indica i mutamenti del gusto e la nuova organizzazione del vedere, i diversi valori figurativi che si succedono nella città dal ’600 all’800.
Il professor Ranieri Varese di Unife recupera la Notizia su Ferrara che Girolamo Agnelli, letterato e componente della Magistratura dei Savi, prepara per l’atlante che raccoglierà le notizie su tutte le città d’Italia organizzato dal patrizio perugino Cesare Orlandi. Non sarà mai pubblicata per la morte dell’editore; usciranno solo cinque volumi, l’ultima città illustrata sarà Casale. Il testo offre la versione ufficiale della municipalità e presenta un importante ed organico quadro della situazione economica, delle culture e dei commerci, della produzione agraria a Ferrara intorno al 1760.
La dottoressa Jasmine Habcy (Università di Parma), censisce le presenze degli artisti nordici negli stati estensi e ricostruisce giudizi e attenzioni per un modo di far pittura che, nello stesso tempo, si integrava e si scontrava con le scuole locali.
La professoressa Rita Fabbri (Unife) volge la sua attenzione ai monumenti, alle fabbriche, alle sistemazioni urbanistiche. Analizza momenti sino ad oggi trascurati, eppure condizionanti perché costituiscono l’essenza dell’abitare a Ferrara.
La professoressa Zanardi partendo dai testi sul carattere dei Ferraresi, da Gianandrea Barotti a Leopoldo Cicognara, riconosce quello che pensavano di sé, della propria storia, dei propri sentimenti, del considerarsi cittadini, i ferraresi del ’700 e dell’800.
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