«L’arrivo della Euyo in linea con i principi del maestro Abbado»
di DAVIDE BONESI
Il direttore del Teatro Comunale felice per il trasferimento Pedroni: siamo già al lavoro per creare eventi adeguati
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«Eravamo chiaramente informati di questa operazione e già per noi era un piacere che venissero coinvolte la città di Ferrara e la Fondazione Teatro Comunale, poi quando è diventata ufficiale è facile immaginare la nostra soddisfazione». A parlare è Marino Pedroni, il direttore del Teatro Comunale Abbado, che commenta la notizia del trasferimento dell’European Union Youth Orchestra da Londra (dove è rimasta per oltre quarant’anni) a Ferrara (e Roma, visto che avrà per tre anni due sedi, il nostro teatro e il palazzo Rai di via Asiago nella capitale).
Pedroni non entra nel merito dell’intera operazione, «non posso al momento dire molto di più, dal punto di vista logistico ed organizzativo vanno ancora definiti molti dettagli», però il pensiero corre immediatamente al maestro Claudio Abbado, la cui carriera è stata legata sia alla Euyo che al Teatro Comunale. «Quella di investire nei giovani - aggiunge il direttore - era la linea del maestro. Per questo posso assicurare che il nostro teatro e la città di Ferrara si stanno organizzando per ospitare questi giovani talenti nel migliore dei modi».
Insomma, una difficoltà oggettiva per alcuni (il trasferimento della Euyo è una conseguenza della Brexit), diventa un’occasione per altri, in questo caso specifico la nostra città: «Certamente questa è un’opportunità - e non da poco - in più. La European Union Youth Orchestra a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea aveva bisogno di trovare un nuovo spazio in Europa, il fatto che questo sia stato trovato a Ferrara è indubbiamente importante».
Chiaramente, ruolo decisivo in questa operazione ha avuto il ministro dei beni e delle attività culturali, il ferrarese Dario Franceschini, ma Pedroni si prende una parte dei meriti: «Credo sia innegabile che ci siamo sempre mossi per presentare delle stagioni al Comunale per la città, ma anche per spettatori di altre regioni, penso ad esempio alla danza. Se prima il rilievo che avevamo era nazionale, ora con la Euyo diventa internazionale. Ripeto, questo trasferimento può essere una chiave di volta per la cultura di Ferrara. Poi è evidente che, quando ci è stato proposto questo progetto, non potevamo ovviamente non accettare, ma da lì al risultato serviva che tutte le forze andassero nella stessa direzione, e così è stato».
Diciamo che per gli appassionati di musica, le possibilità di ascoltarne di qualità al Comunale saranno tante, considerando i consueti appuntamenti con la Mahler Chamber Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe. Per la Euyo sarà sicuramente previsto un concerto per inaugurare il triennio di residenza a Ferrara, ma il clou sarà previsto soprattutto nelle prossime stagioni: «Quella 2018-2019 terrà ovviamente conto della Euyo, tanto che io e Favretti (vicedirettore della Fondazione, ndr) stiamo già lavorando per progettare appuntamenti adeguati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pedroni non entra nel merito dell’intera operazione, «non posso al momento dire molto di più, dal punto di vista logistico ed organizzativo vanno ancora definiti molti dettagli», però il pensiero corre immediatamente al maestro Claudio Abbado, la cui carriera è stata legata sia alla Euyo che al Teatro Comunale. «Quella di investire nei giovani - aggiunge il direttore - era la linea del maestro. Per questo posso assicurare che il nostro teatro e la città di Ferrara si stanno organizzando per ospitare questi giovani talenti nel migliore dei modi».
Insomma, una difficoltà oggettiva per alcuni (il trasferimento della Euyo è una conseguenza della Brexit), diventa un’occasione per altri, in questo caso specifico la nostra città: «Certamente questa è un’opportunità - e non da poco - in più. La European Union Youth Orchestra a causa dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea aveva bisogno di trovare un nuovo spazio in Europa, il fatto che questo sia stato trovato a Ferrara è indubbiamente importante».
Chiaramente, ruolo decisivo in questa operazione ha avuto il ministro dei beni e delle attività culturali, il ferrarese Dario Franceschini, ma Pedroni si prende una parte dei meriti: «Credo sia innegabile che ci siamo sempre mossi per presentare delle stagioni al Comunale per la città, ma anche per spettatori di altre regioni, penso ad esempio alla danza. Se prima il rilievo che avevamo era nazionale, ora con la Euyo diventa internazionale. Ripeto, questo trasferimento può essere una chiave di volta per la cultura di Ferrara. Poi è evidente che, quando ci è stato proposto questo progetto, non potevamo ovviamente non accettare, ma da lì al risultato serviva che tutte le forze andassero nella stessa direzione, e così è stato».
Diciamo che per gli appassionati di musica, le possibilità di ascoltarne di qualità al Comunale saranno tante, considerando i consueti appuntamenti con la Mahler Chamber Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe. Per la Euyo sarà sicuramente previsto un concerto per inaugurare il triennio di residenza a Ferrara, ma il clou sarà previsto soprattutto nelle prossime stagioni: «Quella 2018-2019 terrà ovviamente conto della Euyo, tanto che io e Favretti (vicedirettore della Fondazione, ndr) stiamo già lavorando per progettare appuntamenti adeguati».
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