La nuova Stagione si apre sotto il segno del violoncello
Domani al Teatro Abbado di Ferrara l’orchestra Il Pomo d’Oro e Edgar Moreau Il concerto sarà un viaggio attraverso i compositori e le melodie del Settecento
2 MINUTI DI LETTURA
Domani sera alle 20.30 sul palco del Teatro Comunale Abbado si esibirà l’orchestra Il Pomo d’Oro e con essa l violoncellista Edgar Moreau. Saranno loro a inaugurare la stagione di Ferrara Musica 2017/2018. Il concerto promette di essere un affascinante viaggio nella musica del Settecento: in programma pagine per violoncello e orchestra di Platti, Vivaldi e Boccherini e pagine sinfoniche di Hasse, Durante e Telemann.
Il Pomo d’Oro riunisce alcuni dei migliori giovani interpreti a livello internazionale per l’interpretazione su strumenti d’epoca, arriva a Ferrara per la prima volta. L’ensemble è presente nelle più importanti sale da concerto come il Théâtre Royal di Versailles, la Wigmore Hall, il Theater an der Wien, il Théâtre des Champs Elysées. Edgar Moreau invece è già noto al pubblico ferrarese, avendo inaugurato tre anni fa la rassegna dei Concerti della Domenica mattina.
Enfant prodige che a quindici anni ha vinto il premio come partecipante più promettente al Concorso Rostropovič di Parigi e a diciassette il secondo posto al Concorso Čajkovskij di Mosca, è stato definito da Radio Classic FM «un talento da tenere d’occhio: un interprete di grande forza e immaginazione, una promessa». «Lavorare su questo repertorio con Il Pomo d’Oro – ha dichiarato Moreau – è stata un’esperienza molto gratificante. Due mondi diversi si sono riuniti: io sono un giovane violoncellista che desidera abbattere alcune barriere stilistiche e Il Pomo d’Oro è un’orchestra con una specifica conoscenza dello stile barocco e un forte rispetto del testo e della sua ornamentazione».
I brani in programma tracciano l’evoluzione e lo sviluppo delle potenzialità espressive del violoncello nel corso del diciottesimo secolo, epoca che vide rapidi sviluppi nella tecnica e nel repertorio dello strumento. Utilizzato in un primo tempo solo in funzione di accompagnamento, il violoncello assunse progressivamente un ruolo indipendente, tanto da influenzare la nascita del concerto solistico.
Proprio il Concerto RV 419 di Antonio Vivaldi (del 1720) è uno dei primi esemplari di concerto solistico per violoncello. A questo modello si rifanno anche i concerti per violoncello di Giovanni Benedetto Platti (del 1740), che appartengono alla categoria delle composizioni dedicate ad aristocratici dilettanti per il loro uso personale. Altro protagonista indiscusso della storia degli strumenti ad arco fu Luigi Boccherini, uno dei più grandi virtuosi della seconda metà del diciottesimo secolo. Completano il programma brani di Johann Adolph Hasse e di Georg Philipp Telemann.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Pomo d’Oro riunisce alcuni dei migliori giovani interpreti a livello internazionale per l’interpretazione su strumenti d’epoca, arriva a Ferrara per la prima volta. L’ensemble è presente nelle più importanti sale da concerto come il Théâtre Royal di Versailles, la Wigmore Hall, il Theater an der Wien, il Théâtre des Champs Elysées. Edgar Moreau invece è già noto al pubblico ferrarese, avendo inaugurato tre anni fa la rassegna dei Concerti della Domenica mattina.
Enfant prodige che a quindici anni ha vinto il premio come partecipante più promettente al Concorso Rostropovič di Parigi e a diciassette il secondo posto al Concorso Čajkovskij di Mosca, è stato definito da Radio Classic FM «un talento da tenere d’occhio: un interprete di grande forza e immaginazione, una promessa». «Lavorare su questo repertorio con Il Pomo d’Oro – ha dichiarato Moreau – è stata un’esperienza molto gratificante. Due mondi diversi si sono riuniti: io sono un giovane violoncellista che desidera abbattere alcune barriere stilistiche e Il Pomo d’Oro è un’orchestra con una specifica conoscenza dello stile barocco e un forte rispetto del testo e della sua ornamentazione».
I brani in programma tracciano l’evoluzione e lo sviluppo delle potenzialità espressive del violoncello nel corso del diciottesimo secolo, epoca che vide rapidi sviluppi nella tecnica e nel repertorio dello strumento. Utilizzato in un primo tempo solo in funzione di accompagnamento, il violoncello assunse progressivamente un ruolo indipendente, tanto da influenzare la nascita del concerto solistico.
Proprio il Concerto RV 419 di Antonio Vivaldi (del 1720) è uno dei primi esemplari di concerto solistico per violoncello. A questo modello si rifanno anche i concerti per violoncello di Giovanni Benedetto Platti (del 1740), che appartengono alla categoria delle composizioni dedicate ad aristocratici dilettanti per il loro uso personale. Altro protagonista indiscusso della storia degli strumenti ad arco fu Luigi Boccherini, uno dei più grandi virtuosi della seconda metà del diciottesimo secolo. Completano il programma brani di Johann Adolph Hasse e di Georg Philipp Telemann.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
