Da oggi in libreria
Nero Gad, la storia del “mostro”
Esce il volume del giornalista Pulidori. Inchiesta sul Grattacielo e dintorni
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«Gad è l’acronimo, cosmopolita, globalizzante». Ma quelle tre lettere, che erano le iniziali del nome della vecchia circoscrizione cittadina - Giardino, Arianuova, Doro - fino agli anni Novanta del XX secolo tra i quartieri più invidiati di Ferrara, sono diventate luogo da arancia meccanica. Con il Grattacielo che da simbolo della città è diventato un incombente problema.
Ora quel luogo, i suoi personaggi, i suoi conflitti, le sue contraddizioni, sono anche un libro-inchiesta: Nero Gad, scritto dal giornalista Marcello Pulidori, redattore della Nuova Ferrara.
Da oggi Nero Gad - per i tipi di Faust Edizioni - è disponibile nelle librerie.
Un libro, quello di Pulidori, 51 anni, che esce dagli schemi di quello che può essere un instant book. Pagine che oltre a tratteggiare quella che è una situazione reale, quelli che sono i fatti, i sentimenti, le paure di chi vive quel luogo, offre anche proposte, tratteggia una storia.
«Dal 1960 al 1990 il Grattacielo e il Gad hanno vissuto in pace. Trent’anni di sviluppo. Di vivere qui, in questo giardino e fra queste tre torri, non si aveva paura», scrive Pulidori. Poi... poi «tutto è cambiato». Con l’arrivo dell’immigrazione anche a Ferrara, con la stazione che «ha fatto da calamita attraendo verso di sè immigrati extracomunitari».
E da lì il cambiamento, per Pulidori, che analizza e racconta, raccoglie testimonianze, racconta episodi, «aggressioni, risse, rapine, ferimenti, prostituzione».
Un viaggio «allucinante - è scritto sull’ultima di copertina - dalle torri del Grattacielo ai minimarket etnici, da via Oroboni a piazzale Castellina», alla stazione.
Un percorso durante il quale si incontrano «spacciatori-ciclisti» con tanto di biglietto, si raccolgono e si raccontano, episodio dopo episodio, la violenza che scoppia all’improvviso e l’esasperazione dei residenti. Ma anche il lavoro delle forze dell’ordine, le parole di prefetto, sindaco e vescovo.
Pulidori - che ha esordito nel 1990 col romanzo “La notte degli ermellini” - mette sulle pagine la cronaca, ma anche sentimenti e memoria. (al.vin)
Ora quel luogo, i suoi personaggi, i suoi conflitti, le sue contraddizioni, sono anche un libro-inchiesta: Nero Gad, scritto dal giornalista Marcello Pulidori, redattore della Nuova Ferrara.
Da oggi Nero Gad - per i tipi di Faust Edizioni - è disponibile nelle librerie.
Un libro, quello di Pulidori, 51 anni, che esce dagli schemi di quello che può essere un instant book. Pagine che oltre a tratteggiare quella che è una situazione reale, quelli che sono i fatti, i sentimenti, le paure di chi vive quel luogo, offre anche proposte, tratteggia una storia.
«Dal 1960 al 1990 il Grattacielo e il Gad hanno vissuto in pace. Trent’anni di sviluppo. Di vivere qui, in questo giardino e fra queste tre torri, non si aveva paura», scrive Pulidori. Poi... poi «tutto è cambiato». Con l’arrivo dell’immigrazione anche a Ferrara, con la stazione che «ha fatto da calamita attraendo verso di sè immigrati extracomunitari».
E da lì il cambiamento, per Pulidori, che analizza e racconta, raccoglie testimonianze, racconta episodi, «aggressioni, risse, rapine, ferimenti, prostituzione».
Un viaggio «allucinante - è scritto sull’ultima di copertina - dalle torri del Grattacielo ai minimarket etnici, da via Oroboni a piazzale Castellina», alla stazione.
Un percorso durante il quale si incontrano «spacciatori-ciclisti» con tanto di biglietto, si raccolgono e si raccontano, episodio dopo episodio, la violenza che scoppia all’improvviso e l’esasperazione dei residenti. Ma anche il lavoro delle forze dell’ordine, le parole di prefetto, sindaco e vescovo.
Pulidori - che ha esordito nel 1990 col romanzo “La notte degli ermellini” - mette sulle pagine la cronaca, ma anche sentimenti e memoria. (al.vin)
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