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Servizio idrico: oltre 71mila i controlli per la qualità
Torna il report annuale di Hera che raccoglie tutte le informazioni utili a conoscere da vicino un servizio di primaria importanza, quello idrico. Il valore degli investimenti di Hera nel settore è...
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Torna il report annuale di Hera che raccoglie tutte le informazioni utili a conoscere da vicino un servizio di primaria importanza, quello idrico. Il valore degli investimenti di Hera nel settore è oltre 130 milioni di euro nel 2016 (+4% rispetto all’anno precedente). L’acqua erogata ha una qualità garantita da oltre 877.000 analisi, dei quali più di 71.200 solo nel territorio Ferrarese. Tutti i dati sulla qualità dell’acqua sono anche nella App per smartphone “l’Acquologo”.
Il report si presenta in una nuova veste grafica, di lettura più immediata: “In buone acque” è redatto annualmente da Hera per fornire informazioni semplici, ma allo stesso tempo dettagliate sul ciclo idrico, gestito dalla multiutility in 239 Comuni di Emilia-Romagna, Marche e Triveneto. Secondo operatore in Italia per volumi di acqua erogata (300 milioni di metri cubi l’anno), il Gruppo Hera serve oltre 3.6 milioni di cittadini, informati sulla qualità dell’acqua di rubinetto che utilizzano quotidianamente, sottoposta a costanti controlli per garantirne potabilità e sicurezza.
Le analisi, per il 47% effettuate nei laboratori del gruppo, hanno riguardato pure la presenza di antiparassitari e aspetti non normati, come i contaminanti emergenti. Anche in questi ambiti i risultati hanno confermato la qualità e la sicurezza dell’acqua di rete distribuita da Hera. Inoltre, la multiutility ha già introdotto la metodologia Water Safety Plan (prevista dalla Direttiva europea del 2015) per migliorare il controllo di tutte le fasi della filiera di produzione e distribuzione di acqua potabile.
Per quanto riguarda il Ferrarese, dove circa 251.000 abitanti usufruiscono del servizio idrico erogato da Hera, l’acqua è stata sottoposta, nel 2016, a oltre 71.200 analisi, svolte nei laboratori del gruppo e dell’Asl. Fondamentali, inoltre, le risorse impiantistiche utilizzate sul territorio per la distribuzione del servizio: l’acqua di rete arriva da 29 fonti di prelievo e viaggia attraverso 2.504 km di rete acquedottistica, nella quale vengono immessi ogni anno 29.3 milioni di metri cubi d’acqua.
Non solo acquedotto, ma anche depurazione e fognature; gestire il servizio idrico significa occuparsi lungo tutto il ciclo d’utilizzo della risorsa naturale più importante per la vita. È per questo che Hera concentra sul settore la maggior parte dei propri investimenti: nel 2016 hanno raggiunto i 131.8 milioni di euro (+4% in più rispetto al 2015). In particolare il 47% è stato investito nell’acquedotto, il 25% nelle fognature e il 28% nella depurazione. L’entità di questo impegno ha consentito al Gruppo Hera di intervenire su oltre 35.000 km di rete acquedottistica, circa 18.600 km di fognature, 469 impianti di depurazione e 428 impianti di produzione e potabilizzazione. Tutto questo in rapporto ad un costo di soli due euro per mille litri di acqua di rubinetto, valore che corrisponde a circa la metà di quello che si paga negli altri Paesi europei.
Il report dettagliato è consultabile sul sito www.gruppohera.it/report e una sintesi con i dati principali sarà disponibile a breve in versione cartacea agli sportelli clienti di Hera.
Il report si presenta in una nuova veste grafica, di lettura più immediata: “In buone acque” è redatto annualmente da Hera per fornire informazioni semplici, ma allo stesso tempo dettagliate sul ciclo idrico, gestito dalla multiutility in 239 Comuni di Emilia-Romagna, Marche e Triveneto. Secondo operatore in Italia per volumi di acqua erogata (300 milioni di metri cubi l’anno), il Gruppo Hera serve oltre 3.6 milioni di cittadini, informati sulla qualità dell’acqua di rubinetto che utilizzano quotidianamente, sottoposta a costanti controlli per garantirne potabilità e sicurezza.
Le analisi, per il 47% effettuate nei laboratori del gruppo, hanno riguardato pure la presenza di antiparassitari e aspetti non normati, come i contaminanti emergenti. Anche in questi ambiti i risultati hanno confermato la qualità e la sicurezza dell’acqua di rete distribuita da Hera. Inoltre, la multiutility ha già introdotto la metodologia Water Safety Plan (prevista dalla Direttiva europea del 2015) per migliorare il controllo di tutte le fasi della filiera di produzione e distribuzione di acqua potabile.
Per quanto riguarda il Ferrarese, dove circa 251.000 abitanti usufruiscono del servizio idrico erogato da Hera, l’acqua è stata sottoposta, nel 2016, a oltre 71.200 analisi, svolte nei laboratori del gruppo e dell’Asl. Fondamentali, inoltre, le risorse impiantistiche utilizzate sul territorio per la distribuzione del servizio: l’acqua di rete arriva da 29 fonti di prelievo e viaggia attraverso 2.504 km di rete acquedottistica, nella quale vengono immessi ogni anno 29.3 milioni di metri cubi d’acqua.
Non solo acquedotto, ma anche depurazione e fognature; gestire il servizio idrico significa occuparsi lungo tutto il ciclo d’utilizzo della risorsa naturale più importante per la vita. È per questo che Hera concentra sul settore la maggior parte dei propri investimenti: nel 2016 hanno raggiunto i 131.8 milioni di euro (+4% in più rispetto al 2015). In particolare il 47% è stato investito nell’acquedotto, il 25% nelle fognature e il 28% nella depurazione. L’entità di questo impegno ha consentito al Gruppo Hera di intervenire su oltre 35.000 km di rete acquedottistica, circa 18.600 km di fognature, 469 impianti di depurazione e 428 impianti di produzione e potabilizzazione. Tutto questo in rapporto ad un costo di soli due euro per mille litri di acqua di rubinetto, valore che corrisponde a circa la metà di quello che si paga negli altri Paesi europei.
Il report dettagliato è consultabile sul sito www.gruppohera.it/report e una sintesi con i dati principali sarà disponibile a breve in versione cartacea agli sportelli clienti di Hera.
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