Se i fan club superano il limite meglio dire stop
Il cantante Grandini ha fatto chiudere due gruppi social a lui dedicati: «Chi li gestiva è andato oltre»
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“Avere un fans club è una cosa bellissima. Lo è quando serve a unire le persone, riempire i locali, a creare convivialità e gioia... chi amministra queste strutture ha il dovere di essere, buona, gentile, rispettare il prossimo, sempre! E tenere un profilo basso perché un fans club non è dittatura, è condivisione. Ecco, nei nostri fans club... ribadisco non ufficiali ma che si comportano da tali, “TimodàbyRiflesso official fans club” e “Phil Grandini fans club” tutte le suddette caratteristiche di chi li amministra sono venute meno... Noi Timodà /Riflesso e Phil Grandini chiediamo la chiusura immediata dei fans club, per completa mancanza di empatia e assoluta divergenza di vedute a livello comportamentale con il soggetto amministratore”. Questo il messaggio apparso su Facebook di Filippo Grandini, noto cantante ferrarese, autore di album da solista e voce dei Riflesso, cover band ufficiale dei Modà con il progetto parallelo Timodà.
«Nessuno ci ha chiesto di aprire queste pagine - spiega Grandini -, anche se cinque anni fa quando nacque quella su di me mi fece piacere e fu senz’altro utile. Aiuta il fatto che si parli di me e del mio lavoro, ma poi chi la gestiva si è fatta prendere la mano, manie di protagonismo tali che sul palco sembrava dovesse andarci questa persona e non io o il mio gruppo. Addirittura di recente si è spacciata per promoter e imponeva ai locali di gestire le nostre serate: così non aveva più senso».
L’ultimo episodio è avvenuto venerdì scorso, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: «La serata era nata proprio per festeggiare i cinque anni del fan club - spiega Grandini -, ma c’erano miei amici e persone che ci seguono da anni che si erano prenotate a settembre. Ebbene, nel corso della serata chi non faceva parte al fan club è stato trattato malissimo e non posso accettarlo: in questi gruppi deve regnare l’amicizia, perché la musica deve unire, invece sono stati eretti dei muri e io ero coinvolto in situazioni che non potevo più tollerare. Stesso discorso per il gruppo».
E adesso? «Entrambe le pagine sono state chiuse e fine del discorso. Ma nessun problema, con i social e la rete ci sono mille modi per vedere dove ci esibiamo. E mi conforta vedere - chiude il cantante ferrarese - che la gente ha approvato la mia scelta di far cancellare le pagine, bene così». (d.b.)
«Nessuno ci ha chiesto di aprire queste pagine - spiega Grandini -, anche se cinque anni fa quando nacque quella su di me mi fece piacere e fu senz’altro utile. Aiuta il fatto che si parli di me e del mio lavoro, ma poi chi la gestiva si è fatta prendere la mano, manie di protagonismo tali che sul palco sembrava dovesse andarci questa persona e non io o il mio gruppo. Addirittura di recente si è spacciata per promoter e imponeva ai locali di gestire le nostre serate: così non aveva più senso».
L’ultimo episodio è avvenuto venerdì scorso, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: «La serata era nata proprio per festeggiare i cinque anni del fan club - spiega Grandini -, ma c’erano miei amici e persone che ci seguono da anni che si erano prenotate a settembre. Ebbene, nel corso della serata chi non faceva parte al fan club è stato trattato malissimo e non posso accettarlo: in questi gruppi deve regnare l’amicizia, perché la musica deve unire, invece sono stati eretti dei muri e io ero coinvolto in situazioni che non potevo più tollerare. Stesso discorso per il gruppo».
E adesso? «Entrambe le pagine sono state chiuse e fine del discorso. Ma nessun problema, con i social e la rete ci sono mille modi per vedere dove ci esibiamo. E mi conforta vedere - chiude il cantante ferrarese - che la gente ha approvato la mia scelta di far cancellare le pagine, bene così». (d.b.)
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