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L’associazione che tramanda le gesta eroiche dei bersaglieri

L’associazione che tramanda le gesta eroiche dei bersaglieri

L’associazione Bersaglieri della sezione di Ferrara esiste da ormai 100 anni. Una storia eroica, di coraggio, che ha visto protagonisti tanti bersaglieri estensi. Basti pensare che è dedicata ad...

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L’associazione Bersaglieri della sezione di Ferrara esiste da ormai 100 anni. Una storia eroica, di coraggio, che ha visto protagonisti tanti bersaglieri estensi. Basti pensare che è dedicata ad Aurelio Zamboni, caporale medaglia d’oro al valore militare per aver continuato a combattere e a sparare nonostante fosse gravemente ferito, durante gli eventi bellici in Africa. Famoso l’aneddoto nel quale il caporale, a cui era stato amputato un arto a causa delle gravi ferite riportate, lanciò il proprio braccio contro il nemico ed esclamò: “Non ho bombe, ma ecco la mia carne e che vi possa arrecare danno!”.

Questo è solo uno dei tanti esempi di che cosa sono e cosa hanno rappresentato i bersaglieri nella storia d’Italia. L’associazione, che ha sede alla Casa della Patria, è sempre molto attiva, come sottolineato dal bersagliere Luca Prandini: «Non partecipiamo agli eventi solo di Ferrara e provincia, ma anche sul territorio nazionale. Sfoggiamo numerose divise e abbiamo mezzi molto importanti, che hanno fatto la storia. Siamo un’associazione viva e queste cose ne sono la dimostrazione».

Quello che i bersaglieri hanno a cuore è senza dubbio il ricordo di gesta eroiche compiute da chi ormai, per questioni anagrafiche, non c’è più. Tenendo vivi i ricordi di epoche che sembrano ormai lontane, ma che hanno fatto la nostra storia. Il presidente dell’associazione, Fausto Bonazza, ha voluto spiegare ciò che spinge i soci a partecipare ai raduni e alle commemorazioni: «Ho conosciuto, in questi anni, tante persone che hanno fatto la guerra, anche commilitoni di Zamboni, con lui in Africa. Quei racconti non li dimenticherò mai e farò in modo vengano tramandati. Le gesta più eroiche sono state effettuate dai bersaglieri, ed è giusto riportarle anche alle generazioni future».

«A Ferrara - aggiunge - siamo una novantina di soci, partecipiamo ai raduni nazionali. Ad esempio, abbiamo partecipato alla commemorazione della breccia di Porta Pia. Il prossimo anno saremo al raduno nazionale a San Donà di Piave, per la commemorazione della Grande Guerra. In questi raduni spesso troviamo delegazioni dall’estero, i nostri connazionali emigrati ma per questi eventi tornano volentieri. Oggi poi, grazie ad internet, riusciamo a tenerci in contatto con tutte le sezioni».

Fra le tante manifestazioni una è ricordata con affetto: «Nel 1993 il raduno nazionale si tenne a Ferrara. Parteciparono migliaia di persone e fu una settimana molto intensa. È stato uno dei momenti più indimenticabili della mia vita, anche il sindaco di allora Soffritti lo ricorda».

Bonazza chiude ricordando che è necessario un cambio generazionale per garantire la vita dell’associazione anche in futuro. Di recente il numero dei soci è in lieve calo; la soluzione? Secondo il presidente potrebbe essere quella di far sapere che cosa vuol dire far parte dei bersaglieri, il prestigio e la bellezza di partecipare alle varie attività, informando soprattutto i giovani.

Samuele Melloni

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