La Nuova Ferrara

Quarant’anni di live e la musica non si ferma

di SAMUELE GOVONI
Quarant’anni di live e la musica non si ferma

Torrione tra passato, presente e futuro. Firrincieli: 80 concerti in 6 mesi ma gli artisti che chiedono una data qui sono di più

4 MINUTI DI LETTURA





«Bisogna creare luoghi dove fermare la nostra fretta e aspettare la nostra anima». A dirlo era Tonino Guerra, poeta e scrittore romagnolo, nonché figura di spicco nella cultura del Novecento. Andrea Firrincieli, presidente del Jazz Club Ferrara, ha “preso in prestito” queste sue parole per descrivere il circolo, la sua funzione, e il luogo in cui opera da diciotto anni: il Torrione di San Giovanni. Una frase breve che racchiude però molteplici letture e induce a diverse riflessioni. In questo caso specifico, infatti, il Torrione potrebbe essere quel luogo in cui a fine giornata si cerca un po’ di serenità, un po’ di pace, un po’ di bellezza e, scontato dirlo, bella musica. «Il Torrione è una sede, una casa magnifica dal 1999 ma la storia del club - spiega Emauele Rossi, vicepresidente - affonda le radici ben più indietro. Nel ’77 infatti venne costituito ufficialmente il Jazz Club Ferrara ma già prima si organizzavano concerti e serate». A supporto delle parole Rossi porta con sé i fatti e srotola manifesti bellissimi e ingialliti che portano addosso tutti gli anni che hanno, foto in bianco e nero che immortalano Chet Baker nel 1979 a Ferrara «e poi venne anche dopo, negli anni Ottanta, sei mesi prima di trovare la morte in Olanda (Amsterdam, 13 maggio 1988, ndr)».

Poi ci furono anche altri nomi leggendari come George Coleman o Miles Davis. «Di foto ne ho a migliaia. Ad ogni concerto - racconta Rossi - “mi partiva” un rullino e di concerti ne ho visti tanti. Saranno circa ventimila le fotografie che ho, e tutte in ordine». Difficile dire con precisione quanti artisti in questi quarant’anni e più di storia abbiano suonato tra le mura di Ferrara prima e tra quelle del Torrione poi. «Una volta - racconta Firrincieli - abbiamo fatto delle tovagliette per la nostra sala bar-ristorante con sopra tutti i nomi dei musicisti che abbiamo ospitato, erano tantissimi e fittissimi». Prima di trovare casa in pianta stabile nel bastione rinascimentale gli appassionati hanno peregrinato parecchio.

Prima ci fu il Doro, poi la Taverna, la Mela, la sala polivalente e poi dalla città ci si spostò a Ravalle. Nel 1999, l’allora amministrazione comunale scelse di sgomberare il Torrione di San Giovanni, fino a quel momento utilizzato come magazzino, e trasformarlo in sede ufficiale del Jazz Club. La sfida di presidente, direttore artistico e di tutti coloro che lavorano costantemente alla stagione e ad ogni singolo concerto, è stata sempre la stessa: garantire un cartellone in cui la qualità non andasse a discapito della quantità. Oltre ottanta concerti all’anno, anzi in sei mesi, tremila soci da soddisfare, nuovo pubblico da attirare e tante contaminazioni musicali da valutare per non rimanere indietro. Una scommessa tutt’altro che semplice ma che il tempo, gli spettatori, i premi e il numero di artisti che ogni anno chiedono di poter suonare al Torrione di Ferrara, può essere dichiarata vinta. Almeno fino a qui, in questi «quarant’anni e passa», è stato così. Nemmeno il terremoto ha fermato la stagione e una volta svolti i lavori di adeguamento (in tempi record) si è ricominciato a suonare. «Del resto - commenta Firrincieli - la struttura per natura si presta a questo. Al pian terreno un piccolo bar-ristorante e al primo piano la sala concerti con il soppalco che gira tutto attorno». Una “bomboniera” che nel suo piccolo, porta anche turismo e un indotto in città. «Sono molte le persone che vengono da fuori per assistere ai nostri concerti e spesso - prosegue il presidente - colgono l’occasione per visitare la città. Si fermano a dormire, approfittano del weekend o anche solo di una mezza giornata per vedere Ferrara». Insomma, il Jazz Club non è una di quelle realtà dal passato glorioso e oggi in declino o in caduta libera, no.

Il Jazz Club è a tutti gli effetti un punto di riferimento per gli appassionati di musica a livello locale, nazionale e internazionale. Del resto se è stato segnalato, insieme ad un’altra dozzina in tutta Europa, come uno dei migliori jazz club del continente un motivo ci sarà. «Una volta facevamo più concerti - chiude Firrincieli - poi abbiamo dovuto anche noi fare i conti con la crisi ma a livello di proposte ci difendiamo ancora bene». Con una media di tre serate a settimana il club mostra tutta la sua vivacità e se la crisi ha picchiato duro anche lì, non bisogna dimenticare che il Torrione è un bastione rinascimentale. Ci vuole ben altro per farlo vacillare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google