Fra i caduti sepolti in Slovacchia c’è Luigi di Ravalle
Stasera la Pico Cavalieri presenta le storie inedite dei soldati ferraresi finiti nel cimitero di Samorin
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Sono 26 (o 25) i ferraresi sepolti a Samorin (in lingua ungherese Somorja) in Slovacchia, soldati dispersi durante la Prima Guerra Mondiale. Si va da Augusto Baldin di Guarda Ferrarese a Gaetano Volta di Cento. Fra loro figura anche Luigi Buzzi (figlio di Antonio) di Ravalle, al quale è dedicato il primo appuntamento del nuovo ciclo di serate storiche organizzate dall’associazione “Pico Cavalieri” alla Casa della Patria, in corso Giovecca 165 a Ferrara.
Si tratta di una serie di serate ancora inserite nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, a rinnovare l’importanza di questa anniversario anche nella nostra città, con eventi organizzate da numerosi associazioni storiche, molte delle quali hanno la propria sede (fino a quando ancora non si sa) proprio alla Casa della Patria.
Il primo appuntamento è con la conferenza “Il soldato Luigi Buzzi ed i ferraresi ‘dispersi’ di Somorja”, a cura di Lorenzo Cappellari e Marco Vaccari
L’Associazione culturale di ricerche storiche “Pico Cavalieri” - i referenti sono Donato Bragatto, Enrico Trevisani e lo stesso Cappellari -, è attiva a Ferrara dal 1999 nel campo dello studio della Prima Guerra Mondiale e vicende ad essa collegate. Ha condotto - fra le altre - una ricerca sui soldati ferraresi internati e deceduti nel campo di prigionia di Somorja, situato durante il primo conflitto mondiale in Ungheria, allora facente parte dell’impero austro-ungarico. Oggi la cittadina è stata rinominata Samorin, e con la ridefinizione dei confini, si trova in Slovacchia. I soldati italiani caduti prigionieri durante la Grande Guerra furono 600.000 e circa 100.000 morirono durante la detenzione. Il campo di concentramento per prigionieri di guerra di Somorja era tristemente noto per la durezza delle condizioni di detenzione. Il quel campo trovarono la morte 1992 soldati italiani, i quali ora riposano nel cimitero di Samorin, ricordati da un monumento funebre. Tra questi sono presenti 25 ferraresi, più uno del quale è incerta l’effettiva attribuzione alla provincia di Ferrara. Quasi tutti risultano nominati nell’albo d’oro dei Caduti italiani della Prima Guerra Mondiale, ma alla dizione “morto in prigionia” rimane sconosciuto il luogo di sepoltura. È quindi presumibile che molte famiglie non abbiano più potuto avere notizie del proprio congiunto, ufficialmente disperso in guerra.
Per la conferenza in programma questa sera alla Casa della Patria “Pico Cavalieri”, Cappellari ha preparato una relazione che illustrerà come si è arrivati a far luce sulla triste vicenda in particolare di uno di questi soldati, parente di alcuni soci dell’associazione storica cittadina. Luigi Buzzi nacque a Ravalle l’11 settembre del 1884 e morì a Somorja il 24 gennaio del 1918. Partì soldato nel maggio del 1915, venne aggregato ad una compagnia di mitraglieri e cadde prigioniero nei giorni successivi alla disfatta di Caporetto, nella zona dove ora si erge il sacrario di Redipuglia.
Sempre nella stessa serata, Vaccari parlerà delle compagnie dei mitraglieri e del ruolo che questa nuova terribile arma ebbe nelle Grande Guerra.
L’Associazione “Pico Cavalieri”, che dispone dell’elenco completo dei soldati sepolti a Samorin, è alla ricerca di familiari in modo da poter restituire loro la memoria completa. E fra i prossimi obiettivi c’è anche quello di organizzare una visita in quel luogo.
Le serate sono ad ingresso libero e rivolte a tutta la cittadinanza, in programma ogni mercoledì sera con temi legati alla Grande Guerra. Ma chi fosse interessato ad avere informazioni, in particolare sui Caduti ferraresi da considerare ‘dispersi’ sepolti nell’attuale territorio della Slovacchia, possono contattare l’associazione Pico Cavalieri tramite mail scrivendo ad info@picocavalieri.org oppure contattando i numeri telefonici dei responsabili che si trovano nel sito www.picocavalieri.org
Perché va sottolineato una volta di più il motto: “La Casa della Patria Pico Cavalieri è il luogo della Memoria e del Ricordo di tutti”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si tratta di una serie di serate ancora inserite nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, a rinnovare l’importanza di questa anniversario anche nella nostra città, con eventi organizzate da numerosi associazioni storiche, molte delle quali hanno la propria sede (fino a quando ancora non si sa) proprio alla Casa della Patria.
Il primo appuntamento è con la conferenza “Il soldato Luigi Buzzi ed i ferraresi ‘dispersi’ di Somorja”, a cura di Lorenzo Cappellari e Marco Vaccari
L’Associazione culturale di ricerche storiche “Pico Cavalieri” - i referenti sono Donato Bragatto, Enrico Trevisani e lo stesso Cappellari -, è attiva a Ferrara dal 1999 nel campo dello studio della Prima Guerra Mondiale e vicende ad essa collegate. Ha condotto - fra le altre - una ricerca sui soldati ferraresi internati e deceduti nel campo di prigionia di Somorja, situato durante il primo conflitto mondiale in Ungheria, allora facente parte dell’impero austro-ungarico. Oggi la cittadina è stata rinominata Samorin, e con la ridefinizione dei confini, si trova in Slovacchia. I soldati italiani caduti prigionieri durante la Grande Guerra furono 600.000 e circa 100.000 morirono durante la detenzione. Il campo di concentramento per prigionieri di guerra di Somorja era tristemente noto per la durezza delle condizioni di detenzione. Il quel campo trovarono la morte 1992 soldati italiani, i quali ora riposano nel cimitero di Samorin, ricordati da un monumento funebre. Tra questi sono presenti 25 ferraresi, più uno del quale è incerta l’effettiva attribuzione alla provincia di Ferrara. Quasi tutti risultano nominati nell’albo d’oro dei Caduti italiani della Prima Guerra Mondiale, ma alla dizione “morto in prigionia” rimane sconosciuto il luogo di sepoltura. È quindi presumibile che molte famiglie non abbiano più potuto avere notizie del proprio congiunto, ufficialmente disperso in guerra.
Per la conferenza in programma questa sera alla Casa della Patria “Pico Cavalieri”, Cappellari ha preparato una relazione che illustrerà come si è arrivati a far luce sulla triste vicenda in particolare di uno di questi soldati, parente di alcuni soci dell’associazione storica cittadina. Luigi Buzzi nacque a Ravalle l’11 settembre del 1884 e morì a Somorja il 24 gennaio del 1918. Partì soldato nel maggio del 1915, venne aggregato ad una compagnia di mitraglieri e cadde prigioniero nei giorni successivi alla disfatta di Caporetto, nella zona dove ora si erge il sacrario di Redipuglia.
Sempre nella stessa serata, Vaccari parlerà delle compagnie dei mitraglieri e del ruolo che questa nuova terribile arma ebbe nelle Grande Guerra.
L’Associazione “Pico Cavalieri”, che dispone dell’elenco completo dei soldati sepolti a Samorin, è alla ricerca di familiari in modo da poter restituire loro la memoria completa. E fra i prossimi obiettivi c’è anche quello di organizzare una visita in quel luogo.
Le serate sono ad ingresso libero e rivolte a tutta la cittadinanza, in programma ogni mercoledì sera con temi legati alla Grande Guerra. Ma chi fosse interessato ad avere informazioni, in particolare sui Caduti ferraresi da considerare ‘dispersi’ sepolti nell’attuale territorio della Slovacchia, possono contattare l’associazione Pico Cavalieri tramite mail scrivendo ad info@picocavalieri.org oppure contattando i numeri telefonici dei responsabili che si trovano nel sito www.picocavalieri.org
Perché va sottolineato una volta di più il motto: “La Casa della Patria Pico Cavalieri è il luogo della Memoria e del Ricordo di tutti”.
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