Tra danza e musica gli artisti all’Abbado vanno Fuoristrada
Sette performance in due serate, protagonisti i giovani Tortelli: porto in scena il labirinto che è dentro di noi
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Fuoristrada, due serate dedicate alla nuova danza italiana, torna oggi e domani sul palco del Teatro Comunale Abbado di Ferrara. Il nome della rassegna, giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione, ricorda per certi versi “Fuori orario. Cose (mai) viste”, il programma notturno in onda da quasi trent’anni su Rai 3 e condotto da Enrico Ghezzi. Non c’è solo una specie di assonanza a collegare i due format, ma qualcosa di più. Fuoristrada infatti è una piattaforma promossa dal teatro ferrarese dedicata a giovani compagnie e coreografi emergenti. E qui entrano in gioco le cose mai o quasi mai viste. Nuove produzioni, esperimenti, ricerche del movimento, forme narrative diverse, lavori dove il corpo si trasforma e diventa il mezzo per raccontare qualcos’altro. A rendere ancora più interessante l’evento è la formula: ogni performance durerà quindici minuti. Nel corso delle due serate saliranno sul palco più artisti provenienti da tutta Italia. Ogni (mini)spettacolo, ogni storia, deve fare i conti con un tempo molto limitato, come in un cortometraggio: si lavora di sintesi.
La rassegna, che fa parte del network Anticorpi XL, si apre questa sera alle 21 con Olimpia Fortuni, Diego Tortelli, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi e prosegue domani alla stessa ora con Francesco Colaleo, Camilla Monga e Siro Guglielmi. La prima serata prende il via con “Fray”, pièce firmata da Olimpia Fortuni per il danzatore Pieradoldo Ciulli, che con poesia racconta la potenza e la bellezza della vita che fugge veloce, proprio come veloce si muove il corpo che danza. Segue “Pasiphae”, del giovane talento bresciano di formazione scaligera Diego Tortelli, che con questa breve coreografia “anticipa” il suo debutto a serata intera con la prima assoluta della Bella addormentata per lo Junior Balletto di Toscana, in scena il 1° dicembre. A Fuoristrada Tortelli presenta invece una pièce per tre interpreti alle prese con il superamento dei propri limiti e della sfida al volere divino, che si manifesta attraverso i suoni di una vecchia radio analogica a nastro magnetico.
«A 18 anni - racconta il giovane coreografo - non vedevo l’ora di scappare dall’Italia, ora invece mi piace lavorare qui per costruire il mio futuro nel Paese in cui sono nato». Bresciano ma ormai milanese d’adozione, Tortelli con “Pasiphae” chiude un capitolo dedicato alla mitologia greca e al minotauro.
«In questo ultimo spaccato affronto il concetto di labirinto inteso come labirinto interiore, ho cercato di guardarmi dentro e trovare una “risposta finale” per ciò che sono e che siamo. A quello fatto sui corpi e sulla danza, si affianca il lavoro fondamentale di Francesco Sacco sulle musiche. Sono felicissimo - chiude il coreografo - di venire a Ferrara due volte in così poco tempo e con due progetti tanto diversi tra loro». La prima serata si conclude poi con “Jart”, di e con Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, idealmente ispirato alla parola jardin e al Giardino Dell’Eden. Qui due personaggi percorrono e trasformano l’ambiente che li circonda.
Samuele Govoni
La rassegna, che fa parte del network Anticorpi XL, si apre questa sera alle 21 con Olimpia Fortuni, Diego Tortelli, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi e prosegue domani alla stessa ora con Francesco Colaleo, Camilla Monga e Siro Guglielmi. La prima serata prende il via con “Fray”, pièce firmata da Olimpia Fortuni per il danzatore Pieradoldo Ciulli, che con poesia racconta la potenza e la bellezza della vita che fugge veloce, proprio come veloce si muove il corpo che danza. Segue “Pasiphae”, del giovane talento bresciano di formazione scaligera Diego Tortelli, che con questa breve coreografia “anticipa” il suo debutto a serata intera con la prima assoluta della Bella addormentata per lo Junior Balletto di Toscana, in scena il 1° dicembre. A Fuoristrada Tortelli presenta invece una pièce per tre interpreti alle prese con il superamento dei propri limiti e della sfida al volere divino, che si manifesta attraverso i suoni di una vecchia radio analogica a nastro magnetico.
«A 18 anni - racconta il giovane coreografo - non vedevo l’ora di scappare dall’Italia, ora invece mi piace lavorare qui per costruire il mio futuro nel Paese in cui sono nato». Bresciano ma ormai milanese d’adozione, Tortelli con “Pasiphae” chiude un capitolo dedicato alla mitologia greca e al minotauro.
«In questo ultimo spaccato affronto il concetto di labirinto inteso come labirinto interiore, ho cercato di guardarmi dentro e trovare una “risposta finale” per ciò che sono e che siamo. A quello fatto sui corpi e sulla danza, si affianca il lavoro fondamentale di Francesco Sacco sulle musiche. Sono felicissimo - chiude il coreografo - di venire a Ferrara due volte in così poco tempo e con due progetti tanto diversi tra loro». La prima serata si conclude poi con “Jart”, di e con Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, idealmente ispirato alla parola jardin e al Giardino Dell’Eden. Qui due personaggi percorrono e trasformano l’ambiente che li circonda.
Samuele Govoni
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