La Nuova Ferrara

Musica e spirituale nell’arte Kandinsky incontra Cage

Musica e spirituale nell’arte Kandinsky incontra Cage

A Palazzo Magnani di Reggio Emilia un viaggio alla scoperta dei due artisti Oggi l’apertura al pubblico: la rassegna sarà visitabile fino a febbraio

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Un percorso tra arte e musica, dall’astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage. È questo il filo conduttore della mostra “Kandinsky->Cage: Musica e Spirituale nell’Arte”, in programma da oggi al 25 febbraio a Palazzo Magnani, a Reggio Emilia (Corso Giuseppe Garibaldi). Spazio anche a Klinger, Klee, Schonberg, Ciurlonis, Werefkin, Fischinger, Melotti, De Stael, Turcato e Rauschenberg. «A partire dalla fine dell’Ottocento, e poi fino ai giorni nostri - spiega la curatrice Martina Mazzotta - si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell’arte moderna e contemporanea. Non vi è artista che non si sia confrontato con l’immaterialità dell’arte-sorella». Una serie di attività collaterali - concerti, lezioni concerto, conferenze, workshop - realizzate in collaborazione con importanti istituzioni come la Fondazione Nazionale della Danza, oltre ad attività formative e didattiche, completano la mostra e l’approfondimento del rapporto arte-musica.

Dal confronto dialettico con un musicista e artista come Constantin Ciurlionis, rappresentato in mostra da opere e spartiti provenienti dall’omonimo museo lituano di Kaunas, nonché dalle suggestioni della musica atonale dell’amico Arnold Schöenberg (poi maestro di Cage), Kandinsky giunge intorno al 1910 all’astrattismo spirituale e apre la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. La tensione profetica verso quello che Kandinsky chiama das Geistige in der Kunst, ovvero lo spirituale nell’arte, viene drammaticamente negata dall’avvento del primo conflitto mondiale. La musica resta tuttavia l’ambito privilegiato nel suo percorso, come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso l’arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, religioso e cosmico.

A una sezione su Paul Klee, protagonista imprescindibile in questo contesto, segue un omaggio a Marianne von Werefkin, in collaborazione col Museo d’Arte Moderna di Ascona. La grande pittrice, pioniera nell’affrontare il pensiero artistico come «rivelazione della vita in termini di colore, forma e musica», trova un corrispettivo nel “naturalismo” dell’amico Stravinsky – l’altro protagonista, con Schoenberg, della modernità musicale della prima metà del XX secolo – la cui musica è stata scelta per la visione delle opere dell’artista. Oltre che da campane sonore, la mostra è animata da brani letterari degli artisti, video e installazioni che invitano a sperimentare la sinestesia tra musica e arte e offrono vere e proprie riscoperte. Come quella della figura di Oskar Fischinger, il quale si ispirò a Kandinsky in maniera multiforme e divenne poi maestro di Cage negli Usa, animando tra l’altro “Fantasia” di Walt Disney con la “Toccata con Fuga” di Bach, nella quale molte delle suggestioni della mostra sembrano trovare una sede ideale. Il percorso prosegue con tre artisti particolarmente legati alla musica e alla spiritualità nel secondo Dopoguerra: Nicolas De Staël e Fausto Melotti (entrambi connessi alla figura del collezionista e musicologo Luigi Magnani, proprietario dell’omonimo Palazzo in cui si tiene la mostra) e Giulio Turcato. La mostra si conclude con un ampio omaggio a John Cage, il musicista, pensatore, poeta e artista la cui concezione dell’arte come tramite privilegiato di idee universali presenta analogie con la spiritualità kandinskiana.

Biglietti 12, 10 o 6 euro. È possibile saltare la coda acquistando i biglietti su www.musement.com. Info: www.palazzomagnani.it.

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