galleria del carbone
Le periferie ferraresi ritratte da Romani
Il coraggio di un individuo si misura dalla capacità di credere nei propri sogni. E non è la prima volta che Lorenzo Romani fa parlare della sua creatività. Oggi, alle 18, il quasi trentenne inaugura...
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Il coraggio di un individuo si misura dalla capacità di credere nei propri sogni. E non è la prima volta che Lorenzo Romani fa parlare della sua creatività. Oggi, alle 18, il quasi trentenne inaugura una personale alla Galleria del Carbone. S’intitola “20xx” e si affida a una doppia variabile, per quanto paradossale: «Viviamo un’epoca indefinita – afferma l’artista – che sconta quasi due decenni di decadenza culturale e sociale». Tradizione e ricerca personale si sovrappongono, specie nell’istallazione che presenta un pc, un mappamondo e un manichino bendato, tutti coperti di nero. Si tratta del suo manifesto: «È un’immagine distopica. Da sotto le bende del manichino partono due cavi che lo collegano agli altri oggetti. Al centro c’è un’umanità cieca, vincolata da un mondo oscuro e da una rete informatica dominata dall’ambiguità». Nell’allestimento è inconfondibile la mano esperta di Paolo Volta, che lo ha accolto. I soggetti che prevalgono nelle opere di Romani sono paesaggi di una Ferrara periferica e ignorata. Il suo sguardo però, non perde mai la speranza.
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
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