Quando le bande erano l’anima delle comunità
di SAMUELE GOVONI
Un convegno racconta il mondo dei musicanti Trevisani: «Il punto di riferimento per i paesi»
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C’è stato un tempo in cui ogni paese aveva la sua banda. Era un punto di riferimento per le comunità, per i giovani che si dividevano tra spartiti, oratorio e qualche bar centrale di provincia. Fare parte della banda voleva dire suonare per le vie del paese, nella piazza. L’esibizione pubblica della banda era sinonimo di festa, di ricorrenza perché quando c’era un’occasione speciale, qualcosa da celebrare “lei” c’era.
Ma quella delle esibizione era solo la punta di un iceberg che affondava nelle acque della comunità. La banda infatti, oltre ad essere occasione di socializzazione, ha dato anche la possibilità a tutti (anche ai ceti meno abbienti) di avvicinarsi alla musica, di imparare a suonare uno strumento, di leggere le note. Magari la sera dopo una giornata passata nei campi, tra la terra, o in fabbrica, alla catena di montaggio, si andava a provare in vista della festa. Ed è a loro, alle bande e ai loro membri, che è dedicato “Musicanti: le bande marciano in Archivio”, giornata di studi che si terrà sabato a partire dalle 10 in biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Il convegno fa seguito alla mostra inaugurata ad agosto nell’ambito dell’edizione 2017 del Ferrara Buskers Festival e ancora visitabile fino all’1 dicembre (vedi scheda a lato) all’Archivio storico comunale in via Giuoco del Pallone, 8.
«La banda è stato un mezzo attraverso il quale la comunità ha trovato una sorta di compattezza, di unità, un tramite tra la vita di tutti i giorni e la musica. E la cosa bella - racconta Enrico Trevisani, curatore della mostra “Trombe, tromboni e grancassa” - è che ci sono tantissime foto, documenti e testi che testimoniano tutto questo».
Quella mostra, che in questi mesi ha raccolto l’interesse dei molti (ferraresi e non) che visitandola hanno fatto un tuffo nel passato o scoperto un mondo prima a loro estraneo, diventa anche un libro. Sabato infatti durante il convegno verrà presentata l’omonima pubblicazione che mette nero su bianco tutto (o quasi) che si trova attualmente in parete all’archivio. «In queste pagine ci saranno foto, testi, saggi e documenti rimasti sepolti per anni, decenni. Il libro - continua Trevisani - sarà un omaggio alle bande civili e militari della nostra città e, più in generale, di tutto il nostro territorio». La giornata di studi nasce dalla volontà del Servizio biblioteche e archivi di iniziare un percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio musicale bandistico del Ferrarese. Un itinerario ricco e coinvolgente che racconta, attraverso i molteplici materiali custoditi, nell’archivio storico comunale e nell’archivio fotografico del centro etnografico ferrarese la storia e le vicende di una realtà che ha affascinato intere generazioni.
«Le bande si sono trasformate nel corso degli anni. Accanto al loro repertorio civile, religioso e militare, oggi ce n’è anche uno fatto di colonne sonore o canzoni popolari. Credo che questa trasformazione - prosegue il curatore della mostra e del volume - sia il giusto “compromesso” per consentire a questa realtà di resistere all’incedere del tempo. Non mi immagino un futuro senza bande. Certo le cose cambiano e cambieranno ancora, magari non ce ne sarà più una per paese, magari ci sarà un accorpamento, però resteranno».
Oggi non solo il repertorio ma anche i componenti delle bande sono cambiati. Meno giovani e giovanissimi e più adulti che magari cercano un modo per avvicinarsi alla musica, per mantenere viva la propria passione, allo stesso tempo, anche un legame con le proprie radici.
Sabato dalle 10 alle 13 la seduta mattutina si concentrerà su “La banda, funzione civile e patrimonio culturale”; dalle 15 alle 18.30 invece, l’attenzione si sposterà su “Archivi e fondi musicali bandistici, esperienze a confronto”. Al termine dei lavori si terrà l’esibizione della filarmonica Giuseppe Verdi di Cona. «La banda - conclude Trevisani - fa parte del nostro immaginario collettivo, come Totò e i suoi film; è immortale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma quella delle esibizione era solo la punta di un iceberg che affondava nelle acque della comunità. La banda infatti, oltre ad essere occasione di socializzazione, ha dato anche la possibilità a tutti (anche ai ceti meno abbienti) di avvicinarsi alla musica, di imparare a suonare uno strumento, di leggere le note. Magari la sera dopo una giornata passata nei campi, tra la terra, o in fabbrica, alla catena di montaggio, si andava a provare in vista della festa. Ed è a loro, alle bande e ai loro membri, che è dedicato “Musicanti: le bande marciano in Archivio”, giornata di studi che si terrà sabato a partire dalle 10 in biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Il convegno fa seguito alla mostra inaugurata ad agosto nell’ambito dell’edizione 2017 del Ferrara Buskers Festival e ancora visitabile fino all’1 dicembre (vedi scheda a lato) all’Archivio storico comunale in via Giuoco del Pallone, 8.
«La banda è stato un mezzo attraverso il quale la comunità ha trovato una sorta di compattezza, di unità, un tramite tra la vita di tutti i giorni e la musica. E la cosa bella - racconta Enrico Trevisani, curatore della mostra “Trombe, tromboni e grancassa” - è che ci sono tantissime foto, documenti e testi che testimoniano tutto questo».
Quella mostra, che in questi mesi ha raccolto l’interesse dei molti (ferraresi e non) che visitandola hanno fatto un tuffo nel passato o scoperto un mondo prima a loro estraneo, diventa anche un libro. Sabato infatti durante il convegno verrà presentata l’omonima pubblicazione che mette nero su bianco tutto (o quasi) che si trova attualmente in parete all’archivio. «In queste pagine ci saranno foto, testi, saggi e documenti rimasti sepolti per anni, decenni. Il libro - continua Trevisani - sarà un omaggio alle bande civili e militari della nostra città e, più in generale, di tutto il nostro territorio». La giornata di studi nasce dalla volontà del Servizio biblioteche e archivi di iniziare un percorso di recupero e valorizzazione del patrimonio musicale bandistico del Ferrarese. Un itinerario ricco e coinvolgente che racconta, attraverso i molteplici materiali custoditi, nell’archivio storico comunale e nell’archivio fotografico del centro etnografico ferrarese la storia e le vicende di una realtà che ha affascinato intere generazioni.
«Le bande si sono trasformate nel corso degli anni. Accanto al loro repertorio civile, religioso e militare, oggi ce n’è anche uno fatto di colonne sonore o canzoni popolari. Credo che questa trasformazione - prosegue il curatore della mostra e del volume - sia il giusto “compromesso” per consentire a questa realtà di resistere all’incedere del tempo. Non mi immagino un futuro senza bande. Certo le cose cambiano e cambieranno ancora, magari non ce ne sarà più una per paese, magari ci sarà un accorpamento, però resteranno».
Oggi non solo il repertorio ma anche i componenti delle bande sono cambiati. Meno giovani e giovanissimi e più adulti che magari cercano un modo per avvicinarsi alla musica, per mantenere viva la propria passione, allo stesso tempo, anche un legame con le proprie radici.
Sabato dalle 10 alle 13 la seduta mattutina si concentrerà su “La banda, funzione civile e patrimonio culturale”; dalle 15 alle 18.30 invece, l’attenzione si sposterà su “Archivi e fondi musicali bandistici, esperienze a confronto”. Al termine dei lavori si terrà l’esibizione della filarmonica Giuseppe Verdi di Cona. «La banda - conclude Trevisani - fa parte del nostro immaginario collettivo, come Totò e i suoi film; è immortale».
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