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La Cavalieri presenta il libro sull’eroe Giordana
Mercoledì alle 21 alla Casa della Patria in corso Giovecca 165 a Ferrara, l’associazione culturale di ricerche storiche “Pico Cavalieri” propone il quarto appuntamento del ciclo di serate storiche...
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Mercoledì alle 21 alla Casa della Patria in corso Giovecca 165 a Ferrara, l’associazione culturale di ricerche storiche “Pico Cavalieri” propone il quarto appuntamento del ciclo di serate storiche “Sulle Tracce della Grande Guerra. Novembre 2017”. Occasione importante, perché viene presentato il volume “L’ombra del colonnello. La medaglia d’oro degli Alpini Carlo Giordana”, a cura di Nicola Persegati e Donato Bragatto, coordinamento editoriale Enrico Trevisani (Edizioni Fr di Ferrara). Il libro fa parte della “Collana Pubblicazioni sulla Grande Guerra”, nata nel 2000 e giunta alla diciassettesima pubblicazione. Il generale Antonio Cantore e il suo collega Carlo Giordana hanno condiviso la stessa sorte durante la Grande Guerra: morire per un solitario colpo di fucile sulla prima linea. I loro destini storiografici sono stati ben diversi: il ligure Cantore, colpito sotto le suggestive vele di pietra dolomitica delle Tofane, appartiene alla stirpe dei numi tutelari delle penne nere. Il piemontese Giordana, pure lui comandante di truppe alpine e decorato con medaglia come Cantore, è stato relegato nel lato oscuro della Grande Guerra sul fronte italiano. La sua figura si contraddistingue per l'alone d’antipatia con cui è stato rievocato dalla storiografia moderna e per le voci di “fuoco amico” legate alla sua morte nel 1916, alla guida della Brigata Benevento, nei boschi ad ovest dello Scoglio dell’Alpofin sull’Altipiano d’Asiago nel giugno 1916. Senz’altro non ha mai cercato con il suo tratto ruvido di accattivarsi la facile simpatia di nessuno, aiutato peraltro dal senso per le battute taglienti.
«Rievocando la sua storia - spiegano i membri dell’associazione - abbiamo deciso di approfondire il suo ruolo, poco noto, sul fronte dell’Alto Isonzo nel corso del primo anno di guerra per vedere quale tipo di ufficiale sarebbe riemerso dalle carte d’archivio, al di là della nube dei giudizi più recenti. Abbiamo ripercorso le sue tracce dal Vodil, a nord di Tolmin, per valutare le difficoltà della guerra in montagna affrontate nel 1915, fino alla tomba di famiglia dei Giordana nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova, dove lo ha fatto traslare la vedova Rosetta Zardetto, nel 1923».
«Rievocando la sua storia - spiegano i membri dell’associazione - abbiamo deciso di approfondire il suo ruolo, poco noto, sul fronte dell’Alto Isonzo nel corso del primo anno di guerra per vedere quale tipo di ufficiale sarebbe riemerso dalle carte d’archivio, al di là della nube dei giudizi più recenti. Abbiamo ripercorso le sue tracce dal Vodil, a nord di Tolmin, per valutare le difficoltà della guerra in montagna affrontate nel 1915, fino alla tomba di famiglia dei Giordana nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova, dove lo ha fatto traslare la vedova Rosetta Zardetto, nel 1923».
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