La Union Youth Orchestra apre casa con un concerto
La formazione trova sede a Ferrara per tre anni, il 30 marzo la prima esibizione Il sindaco Tagliani: proseguimento perfetto del percorso iniziato da Abbado
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Verrà inaugurata venerdì 30 marzo, con un concerto straordinario, l’avventura che la European Union Youth Orchestra intraprenderà nei prossimi 3 anni nella città estense. Per il prossimo triennio, infatti, la prestigiosa orchestra che prima della Brexit aveva sede a Londra, troverà casa a Ferrara. La residenza triennale dell’orchestra sarà strutturata attorno a due periodi di circa un paio di settimane ciascuno, indicativamente ottobre/novembre e marzo/aprile, diventando in questo modo il fulcro del programma della stagione di concerti di Ferrara Musica.
Le prove dell’orchestra si terranno per circa una decina di giorni per ciascuno dei due periodi, e si svolgeranno al Teatro Comunale Abbado e in diverse sale cittadine. Fondamentale sarà la collaborazione organizzativa fornita dal conservatorio Frescobaldi di Ferrara, che metterà a disposizione aule attrezzate per le prove a sezioni. Il conservatorio e le principali istituzioni e associazioni musicali cittadine saranno infatti coinvolti nello sviluppo di progetti e collaborazioni con l’orchestra durante il periodo di residenza.
La presenza nella città dell’orchestra, come spiegato più volte dal sindaco Tiziano Tagliani, «sarà il perfetto proseguimento della linea dettata da Claudio Abbado: grande qualità e crescita dei giovani». I prossimi tre anni, non significheranno solo qualcosa dal punto di vista musicale e culturale, ma saranno l’occasione giusta per rilanciare e rafforzare i legami istituzionali della città, stretti ormai trent’anni fa, quando venne fondata Ferrara Musica. Il concerto del 30 marzo 2018 vedrà la Euyo e il suo direttore principale Vasily Petrenko, esibirsi in un programma che comprenderà il valzer “Voci di primavera”, di Strauss Jr.; il concerto per pianoforte e orchestra, di Mozart; la Sinfonia 2, di Brahms.
Massimo Maisto, assessore alla cultura e vicesindaco del Comune di Ferrara, ha spiegato gli obiettivi legati alla presenza dell’orchestra nella città estense: «La nostra intenzione è quella di utilizzare al meglio il periodo in cui la European Union Youth Orchestra sarà presente sul nostro territorio. Uniremo grandi e prestigiosi eventi, ai classici appuntamenti di Ferrara. Questo connubio darà vita a momenti indimenticabili. Concentrarsi sui giovani è importante per dare continuità, non concentrandosi solamente su quello che già si conosce».
Parole al miele per Ferrara sono arrivate dal Chief executive officer della Euyo, Marshall Marcus, che parlando della città ha affermato: «Un’orchestra senza residenza, è come una famiglia senza casa. Ora, grazie all’Italia e specialmente a Ferrara, anche noi abbiamo una dimora. È un piacere enorme per tutti noi essere qui. Adesso le nostre rispettive tradizioni si uniranno in una cosa sola. Viviamo in un momento europeo particolarmente difficile e delicato, momento nel quale la cultura e la musica possono giocare un ruolo fondamentale di unione tra i popoli. L’arte è uno strumento importantissimo e sono felice di essere qui».
Avere un’orchestra residente non è un fattore scontato al giorno d’oggi, a spiegarlo è stata la presidente del Teatro Comunale Roberta Ziosi: «Quello che sta accadendo e che accadrà nei prossimi anni, è una cosa che inseguivo personalmente da tanto tempo. Avevamo un’eredità da conservare e da sviluppare verso il futuro. Non solo conservare ciò che già era stato costruito, ma anche rinnovarlo. Ora che abbiamo intrapreso questa strada sarà possibile farlo. Avere un’orchestra residente è una cosa importantissima e bisogna andarne fieri. Non sarà facile ospitare 120 musicisti, ma siamo pronti ad affrontare qualunque difficoltà si presenti. A tal proposito ci tengo a ringraziare tutto il personale del teatro, è anche grazie a loro se questo sogno si è potuto realizzare». Agli sforzi cittadini che hanno reso possibile l’arrivo dell’orchestra a Ferrara vanno sommati anche quelli dell’Europa. Infatti, a rendere possibile tutto questo è stato anche un cofinanziamento europeo di 600mila euro per i prossimi 3 anni. Tale decisione è stata presa a Bruxelles dalla commissione Cultura dell’Europarlamento e, in dicembre, il Consiglio dei ministri della cultura europeo si pronuncerà definitivamente sull’argomento. Questo si va ad aggiungere alle risorse che già l’Italia aveva stanziato, più alcuni interventi di altri stati membri.
Manca ancora qualche mese è vero, ma come si vuole per i grandi eventi, la prevendita dei biglietti parte in anticipo. I posti per il concerto del 30 marzo sono infatti già disponibili, per i soli abbonati di Ferrara Musica e della stagione lirica 2017/2018, da ieri presso la biglietteria del teatro (Corso Martiri della Libertà, 5); per tutte le altre persone la vendita aprirà ufficialmente martedì 12 dicembre.
Samuele Melloni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le prove dell’orchestra si terranno per circa una decina di giorni per ciascuno dei due periodi, e si svolgeranno al Teatro Comunale Abbado e in diverse sale cittadine. Fondamentale sarà la collaborazione organizzativa fornita dal conservatorio Frescobaldi di Ferrara, che metterà a disposizione aule attrezzate per le prove a sezioni. Il conservatorio e le principali istituzioni e associazioni musicali cittadine saranno infatti coinvolti nello sviluppo di progetti e collaborazioni con l’orchestra durante il periodo di residenza.
La presenza nella città dell’orchestra, come spiegato più volte dal sindaco Tiziano Tagliani, «sarà il perfetto proseguimento della linea dettata da Claudio Abbado: grande qualità e crescita dei giovani». I prossimi tre anni, non significheranno solo qualcosa dal punto di vista musicale e culturale, ma saranno l’occasione giusta per rilanciare e rafforzare i legami istituzionali della città, stretti ormai trent’anni fa, quando venne fondata Ferrara Musica. Il concerto del 30 marzo 2018 vedrà la Euyo e il suo direttore principale Vasily Petrenko, esibirsi in un programma che comprenderà il valzer “Voci di primavera”, di Strauss Jr.; il concerto per pianoforte e orchestra, di Mozart; la Sinfonia 2, di Brahms.
Massimo Maisto, assessore alla cultura e vicesindaco del Comune di Ferrara, ha spiegato gli obiettivi legati alla presenza dell’orchestra nella città estense: «La nostra intenzione è quella di utilizzare al meglio il periodo in cui la European Union Youth Orchestra sarà presente sul nostro territorio. Uniremo grandi e prestigiosi eventi, ai classici appuntamenti di Ferrara. Questo connubio darà vita a momenti indimenticabili. Concentrarsi sui giovani è importante per dare continuità, non concentrandosi solamente su quello che già si conosce».
Parole al miele per Ferrara sono arrivate dal Chief executive officer della Euyo, Marshall Marcus, che parlando della città ha affermato: «Un’orchestra senza residenza, è come una famiglia senza casa. Ora, grazie all’Italia e specialmente a Ferrara, anche noi abbiamo una dimora. È un piacere enorme per tutti noi essere qui. Adesso le nostre rispettive tradizioni si uniranno in una cosa sola. Viviamo in un momento europeo particolarmente difficile e delicato, momento nel quale la cultura e la musica possono giocare un ruolo fondamentale di unione tra i popoli. L’arte è uno strumento importantissimo e sono felice di essere qui».
Avere un’orchestra residente non è un fattore scontato al giorno d’oggi, a spiegarlo è stata la presidente del Teatro Comunale Roberta Ziosi: «Quello che sta accadendo e che accadrà nei prossimi anni, è una cosa che inseguivo personalmente da tanto tempo. Avevamo un’eredità da conservare e da sviluppare verso il futuro. Non solo conservare ciò che già era stato costruito, ma anche rinnovarlo. Ora che abbiamo intrapreso questa strada sarà possibile farlo. Avere un’orchestra residente è una cosa importantissima e bisogna andarne fieri. Non sarà facile ospitare 120 musicisti, ma siamo pronti ad affrontare qualunque difficoltà si presenti. A tal proposito ci tengo a ringraziare tutto il personale del teatro, è anche grazie a loro se questo sogno si è potuto realizzare». Agli sforzi cittadini che hanno reso possibile l’arrivo dell’orchestra a Ferrara vanno sommati anche quelli dell’Europa. Infatti, a rendere possibile tutto questo è stato anche un cofinanziamento europeo di 600mila euro per i prossimi 3 anni. Tale decisione è stata presa a Bruxelles dalla commissione Cultura dell’Europarlamento e, in dicembre, il Consiglio dei ministri della cultura europeo si pronuncerà definitivamente sull’argomento. Questo si va ad aggiungere alle risorse che già l’Italia aveva stanziato, più alcuni interventi di altri stati membri.
Manca ancora qualche mese è vero, ma come si vuole per i grandi eventi, la prevendita dei biglietti parte in anticipo. I posti per il concerto del 30 marzo sono infatti già disponibili, per i soli abbonati di Ferrara Musica e della stagione lirica 2017/2018, da ieri presso la biglietteria del teatro (Corso Martiri della Libertà, 5); per tutte le altre persone la vendita aprirà ufficialmente martedì 12 dicembre.
Samuele Melloni
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