Il mondo fermo in uno scatto «La foto deve parlare di noi»
di SAMUELE GOVONI
Zappaterra inaugura domani “Diversità è ricchezza”, la sua mostra personale La realtà racchiusa in cento immagini. L’autore: così racconto ciò che vedo
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Non chiedetegli da quante fotografie è il composto il suo archivio, non vi saprà rispondere. «Migliaia, non le ho mai contate ma sono migliaia», vi basti sapere questo. Paolo Zappaterra, fotografo ferrarese, divenuto tale non per velleità artistiche ma per la voglia di racchiudere in uno scatto frammenti di mondi e di vite diverse, inaugurerà domani una mostra personale negli spazi Wunderkammer (Palazzo Savonuzzi, via Darsena 57) dal titolo “Diversità è ricchezza”.
Cento scatti, cento immagini in bianco e nero che spaziano dall’Australia all’Argentina, passando per New York City e altri posti ancora. Una carrellata di foto di vario formato, scattante per lo più negli anni Settanta quando si lavorava in pellicola e il digitale era ancora lontano. «In queste fotografie - spiega Zappaterra - ho voluto mettere in contrapposizione gli ambienti che ho visto, avvicinare i quartieri borghesi ai sobborghi più poveri. Ho sempre pensato che la macchina fotografica dovesse essere utilizzata come uno strumento per raccontare le sfaccettature della realtà; come la penna per uno scrittore. Creare falsi miraggi non serve a niente anzi, peggiora le cose». Lo scattò da cui tutto partì, una foto che ritrae alcuni ragazzini nomadi lungo una strada, non sarà in parete «ma la conservo ancora con affetto». Zappaterra negli anni Ottanta espose anche alla New York University e, Australia a parte, dice che probabilmente è quel viaggio che ricorda con maggior trasporto. «Feci questa mostra su Ferrara a New York. E ricordo - racconta - che quando arrivai nella metropoli temevo di rimanere deluso. Per me New York era quella de “Fronte del porto” o “Un tram chiamato desiderio”, quella del grande cinema insomma e - sorride - fui felice di scoprire una città che era proprio così. Fedele al mio immaginario». Le opere esposte in “Diversità è ricchezza”, che resterà visitabile fino al 28 febbraio, hanno in comune l’aspetto ludico e vitale. «La diversità è il vero valore aggiunto. Se fossimo tutti uguali vivremmo in un mondo di rimbambiti, di fotocopie, saremmo destinati a sgretolarci ancora di più di quanto non stia già accadendo. Una cosa che dico sempre ai ragazzi, agli aspiranti fotografi è proprio questa: cercate la vostra personalità, voi stessi. La foto che scattate deve parlare di voi e di ciò che vi circonda. Per le foto carine da postare c’è Instagram ma quella - chiude Zappaterra - è tutta un’altra cosa». La mostra sarà visitabile lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9.30 alle 12.30, martedì e mercoledì dalle 15.30 alle 18.30.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Cento scatti, cento immagini in bianco e nero che spaziano dall’Australia all’Argentina, passando per New York City e altri posti ancora. Una carrellata di foto di vario formato, scattante per lo più negli anni Settanta quando si lavorava in pellicola e il digitale era ancora lontano. «In queste fotografie - spiega Zappaterra - ho voluto mettere in contrapposizione gli ambienti che ho visto, avvicinare i quartieri borghesi ai sobborghi più poveri. Ho sempre pensato che la macchina fotografica dovesse essere utilizzata come uno strumento per raccontare le sfaccettature della realtà; come la penna per uno scrittore. Creare falsi miraggi non serve a niente anzi, peggiora le cose». Lo scattò da cui tutto partì, una foto che ritrae alcuni ragazzini nomadi lungo una strada, non sarà in parete «ma la conservo ancora con affetto». Zappaterra negli anni Ottanta espose anche alla New York University e, Australia a parte, dice che probabilmente è quel viaggio che ricorda con maggior trasporto. «Feci questa mostra su Ferrara a New York. E ricordo - racconta - che quando arrivai nella metropoli temevo di rimanere deluso. Per me New York era quella de “Fronte del porto” o “Un tram chiamato desiderio”, quella del grande cinema insomma e - sorride - fui felice di scoprire una città che era proprio così. Fedele al mio immaginario». Le opere esposte in “Diversità è ricchezza”, che resterà visitabile fino al 28 febbraio, hanno in comune l’aspetto ludico e vitale. «La diversità è il vero valore aggiunto. Se fossimo tutti uguali vivremmo in un mondo di rimbambiti, di fotocopie, saremmo destinati a sgretolarci ancora di più di quanto non stia già accadendo. Una cosa che dico sempre ai ragazzi, agli aspiranti fotografi è proprio questa: cercate la vostra personalità, voi stessi. La foto che scattate deve parlare di voi e di ciò che vi circonda. Per le foto carine da postare c’è Instagram ma quella - chiude Zappaterra - è tutta un’altra cosa». La mostra sarà visitabile lunedì, mercoledì, venerdì dalle 9.30 alle 12.30, martedì e mercoledì dalle 15.30 alle 18.30.
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