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Staff di Unife cura il restauro del Complesso della Natività

Staff di Unife cura il restauro del Complesso della Natività

Proseguono gli interventi sia interni che esterni nei luoghi di culto in Terrasanta Dirige il professor Alessandri: «È un piano per la conservazione di siti storici»

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C’è un ‘pezzo’ di Emilia-Romagna, ma soprattutto della nostra città, in Israele e nei territori Palestinesi. Stiamo parlando del restauro di uno dei luoghi più sacri nel mondo, il Complesso della Natività in Terrasanta, coordinato dall’Università di Ferrara e, in particolare, dal professor Claudio Alessandri (ha curato anche il progetto di restauro della chiesa di Santa Caterina, sempre nel complesso della Natività). E l’assessore regionale alla scuola, università e ricerca, Patrizio Bianchi, proprio in queste ore è in missione in questi luoghi per incontrare i responsabili del Complesso della Natività. «Il restauro della chiesa della Natività ha un fortissimo valore simbolico- spiega l’assessore Bianchi-. È un grande traguardo che un’operazione di tale livello sia stata affidata al coordinamento delle grandi professionalità di un Ateneo dell’Emilia Romagna, Ferrara per la precisione, in una parte del mondo dove il nostro Paese svolge un ruolo fondamentale nella ricerca della pace, anche attraverso la cultura».

Per Alessandri non è la prima esperienza in Terrasanta, già nel dicembre 2013 curò il restauro della chiesa di Santa Caterina: «Le nostre iniziative - ribadisce il professore -, mirano a creare cooperazione tra Paesi occidentali e Paesi del Medio Oriente. Dal 2005 ad oggi abbiamo condotto un piano di interventi di conservazione di siti di rilevanza storica, collaborando con organismi di Israele e di Palestina sempre con ottimi risultati, sia sul piano prettamente tecnico, che in termini di aggregazione culturale».

Il Complesso della Natività di Betlemme proprio dal settembre 2013 è oggetto di un esteso restauro conservativo, realizzato da un consorzio internazionale coordinato dall’Università di Ferrara e portato avanti anche da imprese italiane. Gli interventi hanno riguardato in primo luogo le strutture lignee di copertura, seriamente danneggiate. Sono realizzati nel rispetto delle norme internazionali del restauro e con l’ottica di preservare la maggior quantità possibile di materiale originale. Hanno consentito di apportare importanti miglioramenti antisismici all’intero complesso architettonico. È seguito poi il restauro delle superfici murarie esterne, degli intonaci interni, dei mosaici parietali risalenti alla prima metà del XII secolo, degli architravi in cedro, originali del VI secolo. Attualmente è in corso il restauro delle numerose colonne interne, dei dipinti eseguiti sopra di esse in epoca crociata e dei preziosi capitelli di cui si sta riscoprendo l’originario rivestimento in lamine d’oro. Infine, è stato realizzato un nuovo impianto di illuminazione, rispondente alle vigenti norme di sicurezza, tale da valorizzare le bellezze artistiche della Chiesa, nel pieno rispetto delle esigenze funzionali e liturgiche del sito. Tutti i lavori sono stati eseguiti secondo le linee guida indicate dal gruppo di esperti coordinato da Unife e con la garanzia che le funzioni religiose dentro la chiesa potessero continuare a svolgersi regolarmente.



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