La Nuova Ferrara

Caffé, tradizione tutta italiana Anzi, ferrarese

Caffé, tradizione tutta italiana Anzi, ferrarese

Modena celebra le macchinette domestiche E la nostra città detiene uno speciale primato

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Il caffé è da sempre un segno distintivo dell’Italia. Un espresso all’estero è conosciuto anche come “il caffé italiano” e la frase «il caffé come lo si beve da noi non lo si beve da nessun’altra parte» non è certo solo un luogo comune. E poi la caffettiera, quella di casa, che inevitabilmente riporta alla mente momenti di convivialità. Il caffè dopo pranzo o a metà pomeriggio tra una chiacchiera e l’altra. È vero, gli inglesi hanno il té, la tazza delle cinque, ma noi abbiamo il caffé e anche questo, come per loro, è un rito. Poi possono cambiare i modi di farlo e di consumarlo, tra Nord e Sud possono cambiare le modalità. Il bicchiere d’acqua che si beve prima o dopo o prima e dopo, queste sono usanze ma il caffé quello «nero bollente» della Mannoia o quello che fa compagnia nei momenti più disparati «siamo rimasti solo in tre, io te e un caffé», come cantava Valentino o quello che più “svoltare la giornata”, «per esser felici per te ci vuole un caffé», come canta Vasco Rossi, è patrimonio nazionale.

Alla Fiera di Modena oggi (dalle 10 alle 19, informazioni e dettagli allo 059 848380) è ancora visitabilela mostra “Dalla cuccumella alla moka”, proposta a 7.8.Novecento; l’allestimento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevenda più amata dagli italiani. E probabilmente in pochi, se non pochissimi, sanno che le prime caffettiere elettriche “Velox”, caffettiere domestiche risalenti ai primi decenni del Novecento, vennero realizzate proprio a Ferrara.

Nel 1920, infatti, nella sede cittadina, Velox realizza la prima macchina da caffé elettrica; un oggetto completamente in acciaio inox 18/10, dotato di una speciale caldaia endotermica nichelata che permetteva il massimo rendimento e non richiedeva risciacqui e manutenzione. O, ancora, le caffettiere da viaggio “Stella” in argento, e una rarissima caffettiera “napoletana” anche definita “Caldaia di Postdam” o Uovo russo” con il manico in legno ebanizzato che serviva da chiusura fra le due parti: è presente una copia nel museo Brabhan a Parigi.

Quando la tecnica per la produzione di caffé casalingo incontra l’arte, poi, si creano dei piccoli capolavori, come la caffettiera “Vesuvio”, disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani.

Infine, il pezzo più curioso e raro di tutti: una caffettiera da automobile, della Patzer, usata per servire il caffè nella “Vis a Vis”, prodotta dalla Bugatti negli anni ’30 e dotata di cavo di alimentazione originale da inserire nell'accendisigari. Ne esistono solo tre esemplari al mondo.

Il caffé si diffuse in Europa agli inizi del Seicento, grazie ai veneziani e ai genovesi che commerciavano con l’Oriente. Risale sempre alla prima metà del Seicento l’apertura dei primi caffé pubblici a Venezia. L’uso del caffé si propagò poi in tutta Italia: la nuova bevanda infatti veniva apprezzata non solo per il suo gusto, ma anche perché si riteneva che possedesse delle proprietà digestive. La sua diffusione nei Paesi occidentali fu accompagnata dall’ideazione di svariati modelli di caffettiera e in Italia ancora oggi se ne utilizzano principalmente di tre tipi. La napoletana (cuccumella in napoletano) fu ideata dal francese Morize nel 1819; quando raggiunge l’ebollizione viene capovolta per avviare l’infusione che avviene per gravità. La moka, fu inventata nel 1933 dal piemontese Alfonso Bialetti, e il figlio Renato la rese poi famosa in tutto il mondo pubblicizzandola con “l’uomo con i baffi”. La macchina espresso, che si presenta nelle versioni professionali da bar e in quelle da casa. La prima macchina espresso italiana fu realizzata da un ingegnere milanese, Desiderio Pavoni, che nel 1905 fondò la ditta La Pavoni e iniziò a produrne una al giorno, in una piccola officina a Milano. In seguito, il milanese Achille Gaggia introdusse la macchina a pistoni, da cui sono derivate le versioni attuali: grazie ad esse si produce il caffé molto rapidamente e il suo sapore risulta meno amaro. La mostra racconta come è cambiato negli anni il modo di servire e gustare il caffé nel nostro Paese, attraverso caffettiere d’epoca e pezzi curiosi.



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