La Straferrara torna in scena «Felice patto con la città»
Nove appuntamenti alla sala Estense, si comincia oggi con “L’avucàt di pòvar” Cicci Spadoni: il tempo passa ma noi ci siamo, in calendario una festa per Finetti
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Pensando già alle iniziative per i novant’anni della Compagnia che si festeggeranno nel 2022, la Straferrara torna da oggi, alla sala Estense (piazza Municipale, Ferrara) per il tradizionale Festival del Teatro Dialettale, sempre dedicato all’indimenticabile Beppe Faggioli che ne fu grande interprete, regista e autore di molti testi. La rassegna si apre con “L’avucàt di pòvar”, sipario ore 16. «Sono ormai moltissimi anni che rispettiamo questo appuntamento invernale con la città e gli appassionati del nostro vernacolo – sottolinea Rossana Cicci Spadoni, figlia di Ultimo Spadoni che fondò la Straferrara 85 anni fa e vedova di Beppe, che ha ereditato la responsabilità di continuare l’attività teatrale e di renderla sempre più viva e coinvolgente - ed anche quest’anno, sebbene in una formula un po’ più ridotta, saremo puntualmente alla sala Estense con la ripresa dopo tantissimi anni, di due commedie molto divertenti e sempre attuali. Si tratta infatti - prosegue - de “La Sbragunzòna” di Bertoni, che sarà in calendario lunedì 1 gennaio 2018 e di “I fag balàr come il mariunèt” di Beppe Fagioli, prevista per domenica 28 gennaio 2018. Siamo certi che piaceranno molto ai nostri affezionati spettatori. Inizio spettacolo ore 16, ingresso 7 euro, ridotto 6.50».
Le rappresentazioni secondo quanto riportato nel programma sono 9 invece delle 11 dell’anno scorso; una piccola differenza ma una forte riduzione rispetto agli inizi del Festival che originariamente proponeva fino a 20 commedie. «Questo calo – prosegue la Cicci Spadoni – è dovuto a diverse cause; intanto il tempo che purtroppo passa inesorabilmente e non ci fa ringiovanire e poi le difficoltà logistiche che incontriamo negli allestimenti e soprattutto nel trasporto delle scene, necessario per ogni spettacolo. Concluderemo il Festival domenica 18 febbraio con un pomeriggio dedicato ad Alfio Finetti, un cantante ed un autore amatissimo dai ferraresi che purtroppo per motivi di salute non sarà presente ma per lui interverrà la figlia. Noi - precisa - interpreteremo l’atto unico “Urècia par mastèl” di Pitteri mentre un gruppo di amici di Finetti canteranno e reciteranno le sue composizioni. Dobbiamo infine ringraziare sempre con molta riconoscenza il Comune che ci mette a disposizione il Teatro, puntualmente ogni inverno».
La passione e la voglia di salire sul palcoscenico per gli attori della Straferrara è come una malattia contagiosa; nessuno ha mai pensato di andare in pensione anche se fra gli interpreti c’è chi recita da quarant’anni ma per la prestanza fisica fa ancora la parte dell’attrice giovane, accanto a nuove leve o a consolidate presenze con cui è Cicci che si rapporta quotidianamente riuscendo a creare un’atmosfera di collaborazione e di amicizia. «Siamo rimasti delusi – conclude la donna – l’anno scorso perché il nostro 85esimo compleanno teatrale non è stato ricordato da nessuno ed anche al teatro Comunale dove ci esibiamo ogni lustro, non c’erano autorità. Però pochi giorni alla Camera di Commercio ci è stato consegnato il Premio Alberto V d’Este per la Cultura e questo riconoscimento ci ha fatto estremamente piacere. Speriamo di arrivare al 90esimo traguardo e questa volta di festeggiarlo con tante persone».
Margherita Goberti
Le rappresentazioni secondo quanto riportato nel programma sono 9 invece delle 11 dell’anno scorso; una piccola differenza ma una forte riduzione rispetto agli inizi del Festival che originariamente proponeva fino a 20 commedie. «Questo calo – prosegue la Cicci Spadoni – è dovuto a diverse cause; intanto il tempo che purtroppo passa inesorabilmente e non ci fa ringiovanire e poi le difficoltà logistiche che incontriamo negli allestimenti e soprattutto nel trasporto delle scene, necessario per ogni spettacolo. Concluderemo il Festival domenica 18 febbraio con un pomeriggio dedicato ad Alfio Finetti, un cantante ed un autore amatissimo dai ferraresi che purtroppo per motivi di salute non sarà presente ma per lui interverrà la figlia. Noi - precisa - interpreteremo l’atto unico “Urècia par mastèl” di Pitteri mentre un gruppo di amici di Finetti canteranno e reciteranno le sue composizioni. Dobbiamo infine ringraziare sempre con molta riconoscenza il Comune che ci mette a disposizione il Teatro, puntualmente ogni inverno».
La passione e la voglia di salire sul palcoscenico per gli attori della Straferrara è come una malattia contagiosa; nessuno ha mai pensato di andare in pensione anche se fra gli interpreti c’è chi recita da quarant’anni ma per la prestanza fisica fa ancora la parte dell’attrice giovane, accanto a nuove leve o a consolidate presenze con cui è Cicci che si rapporta quotidianamente riuscendo a creare un’atmosfera di collaborazione e di amicizia. «Siamo rimasti delusi – conclude la donna – l’anno scorso perché il nostro 85esimo compleanno teatrale non è stato ricordato da nessuno ed anche al teatro Comunale dove ci esibiamo ogni lustro, non c’erano autorità. Però pochi giorni alla Camera di Commercio ci è stato consegnato il Premio Alberto V d’Este per la Cultura e questo riconoscimento ci ha fatto estremamente piacere. Speriamo di arrivare al 90esimo traguardo e questa volta di festeggiarlo con tante persone».
Margherita Goberti
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