La Nuova Ferrara

Quando Ferrara si vedeva soltanto in bianco e nero

Quando Ferrara si vedeva soltanto in bianco e nero

Alla Sala Estense il video realizzato con foto d’epoca della città fino al 1945 Musica e parole per scoprire come sono cambiati il centro e le periferie

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Com’era Ferrara fino al 1945? E cosa è cambiato da allora? Oggi l’occasione per rispolverare immagini e ricordi di un passato ormai remoto la offre l’associazione Evart presieduta da Erika Scarpante che ha organizzato per giovedì 21 dicembre alle 21 a Ferrara, alla Sala Estense, la video-proiezione “Ferrara com’era”, a cura di Raffaele Lucci e a ingresso libero. Un’iniziativa ideata dallo stesso curatore e autore, sottolineata dalla musica di Astor Piazzola e Salvatore Gebbia, che ha preso corpo sfogliando il libro di Alberto Cavallaroni “Ferrara cartoline illustrate 1859–1945”; Lucci e Cavallaroni saranno presenti alla serata insieme a Francesco Scafuri, che la presenterà, ed al vicesindaco Massimo Misto.

«L’idea di questo video – racconta Raffaele Lucci – mi è venuta dopo che mia cognata mi ha regalato il testo di Cavallaroni. Ho pensato che un libro si legge, ma un video lascia una testimonianza immediata. Siccome da anni mi dedico a questo genere di attività, ho messo insieme il materiale che sarà proiettato giovedì sera, dopo un’anteprima molto familiare alla parrocchia di Santa Francesca Romana, per verificare il livello di gradimento del mio lavoro. È stato un successo, tanto che una giovane spettatrice è arrivata persino a chiedermi l’autografo».

Per Lucci non si tratta della prima videoproiezione, «se si considera - spiega - che ho iniziato con la fotografia prima di di diventare padre e poi con la nascita della mia prima figlia Paola ho utilizzato la cinepresa che dava però immagini mute, per proseguire dopo l’arrivo di Roberto e di Maria Teresa, con la telecamera, perché con i progressi della tecnica potevo completare le immagini sia con il commento sia con un sottofondo musicale. Ricordo le emozioni delle prime fotografie sviluppate in una camera oscura che mi ero sistemato in casa; sensazioni molto diverse da quelle dei video ma sempre importanti per un appassionato come sono io».

Una passione che riempie le giornate di Lucci, oggi in pensione: «Considerato che la mia raccolta consiste oggi in oltre 300 video, tutti digitali (sono riuscito a “modernizzare” anche i primi), si comprende quanto dedico a questo hobby. Determinante è la testimonianza per immagini che ho realizzato della mia famiglia, ordinata secondo date e persone; per ora ho provveduto al catalogo dei primi 31 anni (dal 1955), poi completerò con i successivi; alcuni però esulano dal contesto familiare come questo di Ferrara o altri dedicati all’arte, in particolare a Giotto».

Per “Ferrara com’era“ Lucci ha realizzato un percorso dedicato prima alla città entro le mura per passare alle periferie e arrivare a Pontelagoscuro: «Ho scelto alcune cartoline del libro di Cavallaroni, le ho fotografate, pulite e ottimizzate, inserite nel programma del pc per farne un filmato sottolineato da una base musicale. Poi l’ ho commentato ricordando ad esempio che nel 1900 Ferrara aveva circa 80mila abitanti e che l’energia elettrica è arrivata nel 1910, consentendo il passaggio al filobus».

La scelta non è stata facile, «ma alcune immagini mi hanno colpito subito; come una cartolina che ritrae un uomo seduto in mezzo alla strada mentre conversa con altre persone in zona San Giovanni. Oppure la presenza ai 4S di un orso che balla e di un cammello, segno che si voleva reclamizzare un circo. O ancora un corteo di donne in bici in occasione del convegno nazionale del Touring Club. Un seguito all’iniziativa di giovedì? È mia nuora Erika che ha organizzato tutto e i video non sono in vendita; però mi piacerebbe andare nelle scuole per far vedere a bambini e ragazzi le immagini che mostrano come era la loro città quando forse non erano nati neppure i loro nonni».

Margherita Goberti



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