Un pezzo storico di enigmistica è legato a Ferrara
di DAVIDE BONESI
Piero Bartezzaghi lavorò anni alla Montecatini Il figlio: «Lì incontrò mia madre e si legò alla Spal»
3 MINUTI DI LETTURA
Il Gruppo dei 10 con la tradizionale serata dedicata al premio “Tutte le direzioni” ha voluto premiare un’istituzione della nostra cultura, “La settimana enigmistica”, rivista presente nelle case di tanti italiani da oltre 85 anni. A ritirarlo il condirettore Alessandro Bartezzaghi, 58enne milanese doc amico del notaio Alessandro Mistri, colonna portante del Gruppo dei 10. Un’amicizia che ha una cosa in comune, non la passione per i cruciverba, bensì Ferrara. Alessandro, fratello dei giornalisti Paolo (Gazzetta dello Sport) e Stefano (Repubblica), è quello che in famiglia ha portato avanti la tradizione di Piero, probabilmente il più noto cruciverbista italiano. Ebbene, Piero (scomparso nel 1989), ha lavorato e vissuto nella nostra città per sei anni, qui ha incontrato quella che divenne sua moglie e madre di Alessandro. Perito chimico Piero venne a lavorare alla Montecatini, continuando la collaborazione con la rivista, della quale divenne ben presto punto di forza tanto da essere assunto nel ’60. «Ferrara è sempre rimasta nel suo cuore - ricorda Alessandro -, a noi raccontava un sacco di aneddoti, soprattutto della sua vita diciamo da single che non era quella di oggi, ma era caratterizzata da passeggiate e giri in bici in città. Si divertiva a citare i nomi delle strade del centro, quasi come una filastrocca che abbiamo imparato noi figli. Ed è bello le volte che torno a Ferrara riconoscere certe vie, mi fanno tornare al passato, ricordi del lessico della nostra famiglia».
Viene spesso a Ferrara?
«Tutti noi siamo legati ancora alla città. Mio fratello Stefano, ad esempio, ha studiato al Dams di Bologna e in quegli anni ha vissuto a Ferrara, è lui quello che tiene i rapporti con i nostri parenti lì. Mia nonna, poi, aveva cinque sorelle, due delle quali hanno sempre vissuto a Ferrara, quindi abbiamo un sacco di cugini ed anche amici di famiglia di vecchia data. Tutti noi abbiamo sempre considerato Ferrara la nostra seconda città».
Con un fratello che scrive alla Gazzetta dello Sport è inevitabile chiederle qualcosa sulla Spal in serie A...
«Mio papà è stato un tifoso della prima ora del grande Torino, proprio l’ultima avversaria della Spal. Ma per ovvie ragioni dopo aver conosciuto mia madre la Spal è diventata una delle squadre di famiglia e l’abbiamo sempre guardata con affetto. Poi mia madre ci raccontava sempre di come lì si dica “andare alla Spal” , un altro dei vezzi che mi fanno pensare a Ferrara».
Insomma, venire per il premio del Gruppo dei 10 non è stato un sacrificio...
«Quando io e Mistri ci siamo conosciuti è venuta fuori questa “ferraresità” comune, così quando mi ha parlato del premio alla rivista sono stato molto contento di riceverlo. A noi i premi fanno piacere, perché per chi fa il nostro lavoro non è facile avere riscontri, non sappiamo se i nostri giochi piacciono, anche se con mail, web e social network è aumentata l’interazione. Ma quando si riceve un premio, qualunque esso sia, si ha la possibilità di misurare la stima della gente e questo non può che renderci orgogliosi. Poi la serata l’ho trascorsa in un’atmosfera famigliare (il premio è stato consegnato allo Spirito di Vigarano dal sindaco Barbara Paron, ndr) e ho chiuso la giornata dormendo da mio cugino. Tornare a Ferrara è sempre piacevole e sia chiaro - conclude - che le nostre cene di Natale sono inevitabilmente a base di salamina con puré obbligato per accompagnarla».
Come detto prima, l’idea del premio alla rivista è frutto di Mistri: «Io e Alessandro - spiega - ci siamo conosciuti anni fa per la pubblicazione di un mio disco e siamo diventati subito amici, lo invito sempre alle nostre serate. Poi Davide Caleffi che fa parte del nostro gruppo è suo cugino, ma all’inizio non lo sapevo. Il nostro premio è piccolo ma genuino, mi sembrava bella l’idea di premiare una rivista come “La settimana enigmistica”, che è conosciuta in tutta Italia. Credo sia un vanto per Ferrara sapere che alcune sue firme storiche sono della nostra città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Viene spesso a Ferrara?
«Tutti noi siamo legati ancora alla città. Mio fratello Stefano, ad esempio, ha studiato al Dams di Bologna e in quegli anni ha vissuto a Ferrara, è lui quello che tiene i rapporti con i nostri parenti lì. Mia nonna, poi, aveva cinque sorelle, due delle quali hanno sempre vissuto a Ferrara, quindi abbiamo un sacco di cugini ed anche amici di famiglia di vecchia data. Tutti noi abbiamo sempre considerato Ferrara la nostra seconda città».
Con un fratello che scrive alla Gazzetta dello Sport è inevitabile chiederle qualcosa sulla Spal in serie A...
«Mio papà è stato un tifoso della prima ora del grande Torino, proprio l’ultima avversaria della Spal. Ma per ovvie ragioni dopo aver conosciuto mia madre la Spal è diventata una delle squadre di famiglia e l’abbiamo sempre guardata con affetto. Poi mia madre ci raccontava sempre di come lì si dica “andare alla Spal” , un altro dei vezzi che mi fanno pensare a Ferrara».
Insomma, venire per il premio del Gruppo dei 10 non è stato un sacrificio...
«Quando io e Mistri ci siamo conosciuti è venuta fuori questa “ferraresità” comune, così quando mi ha parlato del premio alla rivista sono stato molto contento di riceverlo. A noi i premi fanno piacere, perché per chi fa il nostro lavoro non è facile avere riscontri, non sappiamo se i nostri giochi piacciono, anche se con mail, web e social network è aumentata l’interazione. Ma quando si riceve un premio, qualunque esso sia, si ha la possibilità di misurare la stima della gente e questo non può che renderci orgogliosi. Poi la serata l’ho trascorsa in un’atmosfera famigliare (il premio è stato consegnato allo Spirito di Vigarano dal sindaco Barbara Paron, ndr) e ho chiuso la giornata dormendo da mio cugino. Tornare a Ferrara è sempre piacevole e sia chiaro - conclude - che le nostre cene di Natale sono inevitabilmente a base di salamina con puré obbligato per accompagnarla».
Come detto prima, l’idea del premio alla rivista è frutto di Mistri: «Io e Alessandro - spiega - ci siamo conosciuti anni fa per la pubblicazione di un mio disco e siamo diventati subito amici, lo invito sempre alle nostre serate. Poi Davide Caleffi che fa parte del nostro gruppo è suo cugino, ma all’inizio non lo sapevo. Il nostro premio è piccolo ma genuino, mi sembrava bella l’idea di premiare una rivista come “La settimana enigmistica”, che è conosciuta in tutta Italia. Credo sia un vanto per Ferrara sapere che alcune sue firme storiche sono della nostra città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
