Ferrara Musica, il testimone da Edelman passa a Favretti
di SAMUELE GOVONI
Da lunedì sarà il nuovo direttore dell’associazione fondata da Abbado nel 1989 «La prossima stagione? Ospiti stranieri ma con un occhio di riguardo all’Italia»
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Dal primo giorno dell’anno Dario Favretti sarà il nuovo direttore artistico di Ferrara Musica. Il ruolo che George Edelman ricoprirà fino alle 23.59 di domenica da lunedì andrà all’attuale vice direttore del Teatro Comunale di Ferrara. Favretti conosce bene il contenitore artistico e culturale per eccellenza della città. Dal 1991 ad oggi è sempre stato impegnato nella formazione del pubblico, nell’organizzazione dei concerti al Ridotto e in quelli di musica sacra. Pilastro di Musica&Scuola e altre iniziative collaterali alla classica stagione, Favretti è vice direttore del teatro dal 2010 ed ora è pronto a portare avanti “il concerto” iniziato anni fa dal maestro Claudio Abbado.
«Continuerò ad occuparmi di tutto quello di cui mi sono occupato fino a questo momento e in più cercherò di far dialogare ancor di più le associazioni, l’amministrazione e il teatro. Vorrei - spiega Favretti - organizzare nuovi approfondimenti tematici e stringere il rapporto che già funziona tra noi e il conservatorio. Penso che quello dato dal Frescobaldi sia un valore aggiunto per il teatro ed è giusto preservarlo e portarlo avanti».
Non sarà una passeggiata e questo Favretti lo sa. È uno del mestiere, sa come vanno le cose. L’età media del pubblico è alta, coinvolgere i giovani è difficile e i costi da affrontare sono spesso impegnativi. Una sfida, questo sarà il nuovo incarico per il successore di Edelman. «L’obiettivo sarà mantenere alta la qualità della stagione di Ferrara Musica e, se possibile, migliorarla ulteriormente. Di certo uno degli elementi più interessanti da qui ai prossimi anni sarà la European Union Youth Orchestra (Euyo) residente qui per tre anni. Il livello di questa orchestra è decisamente alto perché - spiega Favretti - al suo interno vi sono alcuni dei migliori musicisti d’Europa. Sarà l’occasione per proporre anche un repertorio musicale diverso. Inoltre, vorrei che questa eccellenza artistica avesse modo per dialogare con la città; è importante che il teatro sia un tutt’uno con il contesto e non un elemento a sé». E poi ci sono anche gli anniversari a cui è doveroso pensare. Nel 2019 Ferrara Musica compirà trent’anni. Qualche idea embrionale, qualche appunto, è già segnato; è una data importante che dovrà essere celebrata come si conviene. Dal 1989 al 1997 l’orchestra residente è stata la Chamber Orchestra of Europe, oggi una delle orchestre da camera più affermate a livello internazionale. Nel 1998 è subentrata la Mahler Chamber Orchestra, formazione brillante e molto richiesta dalle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo, che a Ferrara trova da ormai quindici anni una casa accogliente in cui creare programmi insoliti e stimolanti sotto la bacchetta di grandi direttori e con solisti di fama internazionale. Sulla stagione 2018/2019 il nuovo direttore non si sbottona.
«È ancora presto per parlarne ma - rivela - posso dire che sarà una stagione con un repertorio sinfonico importante. Gli artisti stranieri saranno sempre una componente importante ma avremo un occhio di riguardo per le realtà italiane».
Giovedì 11 gennaio alle 20.30 la Chamber Orchestra of Europe, insieme a Yuja Wang al pianoforte, si esibirà sul palco del Comunale di Ferrara; primo concerto della stagione dopo la pausa natalizia.
«Quello che abbiamo fatto e che continueremo a fare - conclude Favretti - è portare avanti nel migliore dei modi possibili il percorso intrapreso nel 1989 da Claudio Abbado. Da lì tra il maestro e la città si creò un legame forte e sincero; un legame che ha portato il nome di Ferrara ben al di là delle mura della città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Continuerò ad occuparmi di tutto quello di cui mi sono occupato fino a questo momento e in più cercherò di far dialogare ancor di più le associazioni, l’amministrazione e il teatro. Vorrei - spiega Favretti - organizzare nuovi approfondimenti tematici e stringere il rapporto che già funziona tra noi e il conservatorio. Penso che quello dato dal Frescobaldi sia un valore aggiunto per il teatro ed è giusto preservarlo e portarlo avanti».
Non sarà una passeggiata e questo Favretti lo sa. È uno del mestiere, sa come vanno le cose. L’età media del pubblico è alta, coinvolgere i giovani è difficile e i costi da affrontare sono spesso impegnativi. Una sfida, questo sarà il nuovo incarico per il successore di Edelman. «L’obiettivo sarà mantenere alta la qualità della stagione di Ferrara Musica e, se possibile, migliorarla ulteriormente. Di certo uno degli elementi più interessanti da qui ai prossimi anni sarà la European Union Youth Orchestra (Euyo) residente qui per tre anni. Il livello di questa orchestra è decisamente alto perché - spiega Favretti - al suo interno vi sono alcuni dei migliori musicisti d’Europa. Sarà l’occasione per proporre anche un repertorio musicale diverso. Inoltre, vorrei che questa eccellenza artistica avesse modo per dialogare con la città; è importante che il teatro sia un tutt’uno con il contesto e non un elemento a sé». E poi ci sono anche gli anniversari a cui è doveroso pensare. Nel 2019 Ferrara Musica compirà trent’anni. Qualche idea embrionale, qualche appunto, è già segnato; è una data importante che dovrà essere celebrata come si conviene. Dal 1989 al 1997 l’orchestra residente è stata la Chamber Orchestra of Europe, oggi una delle orchestre da camera più affermate a livello internazionale. Nel 1998 è subentrata la Mahler Chamber Orchestra, formazione brillante e molto richiesta dalle più prestigiose sale da concerto di tutto il mondo, che a Ferrara trova da ormai quindici anni una casa accogliente in cui creare programmi insoliti e stimolanti sotto la bacchetta di grandi direttori e con solisti di fama internazionale. Sulla stagione 2018/2019 il nuovo direttore non si sbottona.
«È ancora presto per parlarne ma - rivela - posso dire che sarà una stagione con un repertorio sinfonico importante. Gli artisti stranieri saranno sempre una componente importante ma avremo un occhio di riguardo per le realtà italiane».
Giovedì 11 gennaio alle 20.30 la Chamber Orchestra of Europe, insieme a Yuja Wang al pianoforte, si esibirà sul palco del Comunale di Ferrara; primo concerto della stagione dopo la pausa natalizia.
«Quello che abbiamo fatto e che continueremo a fare - conclude Favretti - è portare avanti nel migliore dei modi possibili il percorso intrapreso nel 1989 da Claudio Abbado. Da lì tra il maestro e la città si creò un legame forte e sincero; un legame che ha portato il nome di Ferrara ben al di là delle mura della città».
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