il docufilm
I luoghi del cinema, Cento protagonista
In un road-movie il ruolo dei volontari del “Don Zucchini”
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Il “Don Zucchini” a Cento è un luogo dove la passione per il cinema continua a vivere. E lo fa ogni giorno attraverso i volontari, diventati protagonisti e interpreti del cortometraggio “Come amavi la cabina del paradiso” di Associazione cattolica esercenti cinema (Acec). Sono Mariachiara Di Nuzzo, Luca Gallerani, Marco Tassinari, Stefania Cherubini, Simone Zarri e Andrea Melloni.
Dopo la presentazione in anteprima a Venezia e a Mantova per le Giornate del Cinema d'Essai, la proiezione ha fatto tappa a Cento. Regia di Matteo Polo, a Veronica Ferioli il compito in Sala Zarri di presentare il cortometraggio.
Si tratta di uno storytelling itinerante che permette di scoprire la realtà delle sale della comunità, mostrando la ricchezza e freschezza che caratterizza questi luoghi di spettacolo e cultura disseminati lungo lo stivale in moltissime parrocchie italiane. Un ruolo fondamentale, quello ricoperto nel tempo dal Cinema Don Zucchini a Cento. A ricordarlo, l'assessore Matteo Fortini.
Il Don Zucchini infatti, è stato sede di una delle prime radio di Cento, un luogo da sempre innovativo, amato da monsignor Salvatore Baviera dove lì ha fondato un'importante biblioteca, sala studio e punto di riferimento giovanile durante il post terremoto. Un luogo dove ha sempre vissuto la passione per il cinema, oggi divenuto cinema con una rassegna di qualità, film d'essai e luogo di relazione, dove vengono organizzati spettacoli, musica, convegni e momenti di incontro e riflessione. Ben presto anche l'inaugurazione della Sala Thè, gestita e realizzata dal persone con disabilità che fanno parte dell'associazione Oltretutto.
Ma a riempire di valori e contenuti il Don Zucchini, sono i volontari. Ed è attraverso Acec che i ragazzi riescono durante l'anno a gestire le sale della comunità, a rifornirsi dei film e a proiettarli all'interno della sala. È grazie ad Acec che hanno potuto mettersi in gioco per realizzare il cortometraggio. Con una piccola camera di proiezione a 4ruote, chilometri di pellicola hanno saputo unire le sale d'Italia.
Partendo da Cento, il viaggio on the road ha toccato il Veneto e il Piemonte, ritraendo e raccontando ciò che accade nel mondo dei Cinema gestiti da volontari.
Un road-movie che parla di passione ed impegno, di entusiasmo e responsabilità da parte dei volontari, che ogni giorno fanno rivivere il cinema d'un tempo, e con gli spettatori diventano parte di una grande famiglia. Nel cortometraggio, l'incontro con i volontari che gestiscono le sale di comunità Lux di Camisano Vicentino (Vicenza) e di Busca (Cuneo), un'occasione per condividere e confrontarsi sulla gestione della sala e sulle iniziative proposte.
«Un modo - raccontano i volontari in “Come amavi la cabina del paradiso” - per mettere in rete non solo la passione per il cinema, ma anche il valore aggiunto offerto delle sale della comunità, dove si va non solo per vedere un bel film, ma anche per entrare a far parte del progetto parrocchiale in cui cinema diventa strumento e mezzo di comunicazione per lanciare un messaggio di vita. Poi l'esperienza unica del film, occasione per «sperimentare cosa vuol dire realizzare un prodotto video con un vero regista, fonico, produttore fino a crederci dei veri attori protagonisti. Una proiezione che racconta di noi, delle nostre serate e della passione che fa vivere e che anima ogni giorno il cinema Don Zucchini».
Beatrice Barberini
Dopo la presentazione in anteprima a Venezia e a Mantova per le Giornate del Cinema d'Essai, la proiezione ha fatto tappa a Cento. Regia di Matteo Polo, a Veronica Ferioli il compito in Sala Zarri di presentare il cortometraggio.
Si tratta di uno storytelling itinerante che permette di scoprire la realtà delle sale della comunità, mostrando la ricchezza e freschezza che caratterizza questi luoghi di spettacolo e cultura disseminati lungo lo stivale in moltissime parrocchie italiane. Un ruolo fondamentale, quello ricoperto nel tempo dal Cinema Don Zucchini a Cento. A ricordarlo, l'assessore Matteo Fortini.
Il Don Zucchini infatti, è stato sede di una delle prime radio di Cento, un luogo da sempre innovativo, amato da monsignor Salvatore Baviera dove lì ha fondato un'importante biblioteca, sala studio e punto di riferimento giovanile durante il post terremoto. Un luogo dove ha sempre vissuto la passione per il cinema, oggi divenuto cinema con una rassegna di qualità, film d'essai e luogo di relazione, dove vengono organizzati spettacoli, musica, convegni e momenti di incontro e riflessione. Ben presto anche l'inaugurazione della Sala Thè, gestita e realizzata dal persone con disabilità che fanno parte dell'associazione Oltretutto.
Ma a riempire di valori e contenuti il Don Zucchini, sono i volontari. Ed è attraverso Acec che i ragazzi riescono durante l'anno a gestire le sale della comunità, a rifornirsi dei film e a proiettarli all'interno della sala. È grazie ad Acec che hanno potuto mettersi in gioco per realizzare il cortometraggio. Con una piccola camera di proiezione a 4ruote, chilometri di pellicola hanno saputo unire le sale d'Italia.
Partendo da Cento, il viaggio on the road ha toccato il Veneto e il Piemonte, ritraendo e raccontando ciò che accade nel mondo dei Cinema gestiti da volontari.
Un road-movie che parla di passione ed impegno, di entusiasmo e responsabilità da parte dei volontari, che ogni giorno fanno rivivere il cinema d'un tempo, e con gli spettatori diventano parte di una grande famiglia. Nel cortometraggio, l'incontro con i volontari che gestiscono le sale di comunità Lux di Camisano Vicentino (Vicenza) e di Busca (Cuneo), un'occasione per condividere e confrontarsi sulla gestione della sala e sulle iniziative proposte.
«Un modo - raccontano i volontari in “Come amavi la cabina del paradiso” - per mettere in rete non solo la passione per il cinema, ma anche il valore aggiunto offerto delle sale della comunità, dove si va non solo per vedere un bel film, ma anche per entrare a far parte del progetto parrocchiale in cui cinema diventa strumento e mezzo di comunicazione per lanciare un messaggio di vita. Poi l'esperienza unica del film, occasione per «sperimentare cosa vuol dire realizzare un prodotto video con un vero regista, fonico, produttore fino a crederci dei veri attori protagonisti. Una proiezione che racconta di noi, delle nostre serate e della passione che fa vivere e che anima ogni giorno il cinema Don Zucchini».
Beatrice Barberini
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