La Nuova Ferrara

Il centro studi come la casa di Bassani

Il centro studi come la casa di Bassani

Inaugurato il nuovo allestimento a Casa Minerbi-Dal Sale con oltre 13mila testi e 1.200 fotografie

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Ci si immerge in una dimensione quasi familiare quando si varca l’ingresso del Centro Studi Bassaniani, a Casa Minerbi-Dal Sale, specie dopo il rinnovo degli interni. Lo spazio disponibile è aumentato: un lembo della vita del grande scrittore torna deciso in città. La nuova disposizione dell’allestimento al piano terra, che si lascia scorgere dalle vetrate sulla corte interna, si rivela più accogliente e funzionale.

«Le risorse per aprire al pubblico sono già nel bilancio – ha affermato soddisfatto il sindaco Tiziano Tagliani –, senza tralasciare la convenzione con il Mibact per eseguire il restauro degli affreschi al piano superiore. A questi due fatti fondamentali si somma un sogno: mettere a disposizione dei ragazzi gli spazi affrescati, sperando che il Ministero ci conceda di attrezzarli come sale studio».

In previsione di un allargamento dell’Ariostea, grazie all’inaugurazione di Casa Niccolini quale nuova biblioteca dedicata ai più giovani, la speranza di Tagliani si trasforma in un’esortazione nei confronti del ministro Dario Franceschini e di chi ne fa le veci sul territorio. D’altronde, è la cultura che permette alla città di crescere quotidianamente. Inoltre l’abitazione, che conserva un patrimonio di affreschi e testimonianze a muro datato tra il ’300 e il ’400 unico in Europa, sarà un’attrazione sicura per i futuri turisti.

«Si conosce Ferrara nel momento che se ne esce»: risuonano le parole di Bassani che Gianni Venturi ha rammentato per sottolineare la generosità di Portia Prebys, direttrice del centro, la quale ha restituito a Ferrara gli anni romani dello scrittore. Tutto ebbe inizio nel momento in cui Bassani escogitò come recuperarla tramite la letteratura. Dalla famosa F. puntata fino al Romanzo di Ferrara, il fulcro della sua operazione narrativa coincise con il nome della sua città, diversa da quella reale poiché immortalata dal suo sguardo, radicato e penetrante. «Al di là del coacervo di belle cose – ha incalzato l’italianista – è necessaria una stanza che renda il centro vitale ed elevi la sua funzione. Solo la fruizione da parte di chiunque voglia scoprire questo intenso angolo di mondo, permetterà alle parole di Bassani diventate cose, di tornare a essere tali, ossia pensiero partecipato da tanti altri».

Le ricostruzioni del salotto e della sala da pranzo che l’autore ha vissuto per 23 anni con la Prebys, hanno permesso di ricreare nel cuore storico ferrarese l’atmosfera intima di una casa, più che l’approccio espositivo di un museo. Il modo in cui trascorreva le giornate da intellettuale nonché personaggio pubblico, la sua poetica, cosa apprezzava e ciò in cui credeva: la realtà dell’uomo e la verità della sua esistenza si manifestano all’unisono. Lasciandosi sulla sinistra il sofà blu elettrico, s’incontrano l’imponente mappa della Capitale dalla quale ogni mattina traeva la sua destinazione, la poltrona purpurea dov’è sistemato il bastone da passeggio con il pomo d’argento, le colonne firmate dal Piranesi e decine di suoi ritratti, sino ad arrivare all’archivio. Sono circa 8mila i testi di Bassani e gli innumerevoli sulla sua scrittura, raccolti dal 1935 e tradotti in 18 lingue, oltre alle 1.200 fotografie e ai 5mila sul contesto intellettuale del Novecento che lo influenzò direttamente. Se gli originali restano protetti sotto chiave, ciascun documento è consultabile in ben cinque copie, mentre l’indice generale, in doppio volume, è stato inserito anche in rete per essere accessibile dai ricercatori lontani.

«Il pericolo che incombe sui giovani di oggi è che si dimentichino di ciò che è accaduto, dei luoghi donde tutti quanti siamo venuti. Uno dei compiti della mia arte (se l’arte può avere un compito), lo considero soprattutto quello di evitare un danno di questo tipo, di garantire la memoria, il ricordo». Motiva con enfasi Bassani in Di là dal cuore e, parimenti, si sono dimostrate la caparbietà e la determinazione della Prebys nel rendere onore a lui e a chi condivide le sue origini.

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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