Un angolo di Ferrara intitolato a Paolo Ravenna
Ora ha un nome allo slargo a pochi passi dal Cimitero Ebraico. «Un debito culturale e civile della città»
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Nella parte di Ferrara dove Bassani immaginò il Giardino, forse il luogo più reale del centro, a pochi passi dal Cimitero Ebraico, è stato inaugurato ieri mattina lo slargo che d’ora in poi porterà il nome di Paolo Ravenna. Incastonate tra Palazzo Prosperi-Sacrati e Parco Massari, le targhe sono state scoperte per volere del Comune, dell’Associazione Italia Nostra e dei suoi familiari sotto tanti occhi assorti.
«Ci sono crediti che non vengono mai riscossi – ha esordito il sindaco Tiziano Tagliani – e il debito che la città ha con Paolo Ravenna è di carattere culturale e civile. Mi riferisco alla sua costanza nella ricerca di un ruolo alla Comunità Ebraica locale, poi alla sua volontà nella ricostruzione storica delle lapidi che compongono la Colonna di Borso. Senza dimenticare che nel 1978 cominciò proprio da lui la ricerca dei fondi per il restauro delle mura».
Ravenna Fu fautore di un processo coerente di difesa dei valori estetici del territorio a cui apparteneva. Insieme allo stesso Bassani si è battuto per valorizzare il nostro Delta in qualità di consigliere nazionale di Italia Nostra, e si spese per preservare il verde del Parco Urbano. Migliorare la qualità della città per Ravenna non significava espanderla tout court, bensì raggiungere l’equilibrio tra spazi edificati e liberi.
«Trovare un luogo adatto a identificarlo non è stato semplice – ha aggiunto Andrea Malacarne, presidente Italia Nostra –. Doveva essere centrale in coerenza con il suo pensiero, ma discreto, perché tale era il suo modo di porsi». Presenti anche Portia Anne Prebys e Gianni Venturi. (mat.bia.)
«Ci sono crediti che non vengono mai riscossi – ha esordito il sindaco Tiziano Tagliani – e il debito che la città ha con Paolo Ravenna è di carattere culturale e civile. Mi riferisco alla sua costanza nella ricerca di un ruolo alla Comunità Ebraica locale, poi alla sua volontà nella ricostruzione storica delle lapidi che compongono la Colonna di Borso. Senza dimenticare che nel 1978 cominciò proprio da lui la ricerca dei fondi per il restauro delle mura».
Ravenna Fu fautore di un processo coerente di difesa dei valori estetici del territorio a cui apparteneva. Insieme allo stesso Bassani si è battuto per valorizzare il nostro Delta in qualità di consigliere nazionale di Italia Nostra, e si spese per preservare il verde del Parco Urbano. Migliorare la qualità della città per Ravenna non significava espanderla tout court, bensì raggiungere l’equilibrio tra spazi edificati e liberi.
«Trovare un luogo adatto a identificarlo non è stato semplice – ha aggiunto Andrea Malacarne, presidente Italia Nostra –. Doveva essere centrale in coerenza con il suo pensiero, ma discreto, perché tale era il suo modo di porsi». Presenti anche Portia Anne Prebys e Gianni Venturi. (mat.bia.)
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