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Marcorè porta Pasolini al teatro Arena

Marcorè porta Pasolini al teatro Arena

L’attore: in “Quello che non ho” raccontiamo l’Italia di ieri e di oggi

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Venerdì alle 21 al teatro Arena di Codigoro arriva “Quello che non ho”, un affresco teatrale che insieme a Neri Marcorè vede sul palco Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini (voci e chitarre). Lo spettacolo, scritto e diretto da Giorgio Gallione, attraverso la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza nel futuro.

Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di De André Ci serviremo per questo di storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. A questo tessuto narrativo incroceremo le canzoni di Fabrizio De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”, che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea. «Lo spettacolo - aveva raccontato alla Nuova Neri Marcorè nei mesi scorsi - parte dall’idea di accostare gli sguardi di due simboli del nostro secondo Novecento: Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolini. Entrambi hanno saputo raccontare la società attraverso il proprio punto di vista mai scontato. Il primo lo ha fatto attraverso le parole e la musica, il secondo scrivendo saggi, romanzi e girando film».

Viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del sesto continente, un’enorme Atlantide di rifiuti di plastica (grande 2 volte e mezzo l’Italia) che galleggia al largo delle Hawaii; di evoluti roditori, nuovi padroni del mondo; di surreali, realissime interrogazioni parlamentari che lamentano la scomparsa di Clarabella, dai gadget dell’acqua minerale; di guerre civili causate dal coltan, minerale indispensabile per far funzionare telefonini e play station, di economia in “decrescita felice” che propone la pizza da un euro (una normale margherita, grande però come un euro…), costruendo così un mosaico variegato di storie canzone che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica. «Cerchiamo - spiegava l’attore - di portare in scena i loro linguaggi, i loro punti di vista sull’Italia del tempo e su quella di oggi. Al di là delle profezie, specialmente di Pasolini, con “Quello che non ho” vogliamo capire se davvero oggi, a distanza di anni, siamo capaci di sganciarci dai vizi di quell’Italia o se ne siamo ancora legati, se possiamo guardare a quell’epoca con coscienza e spirito critico oppure no perché ne siamo ancora coinvolti».

Lo spettacolo sarà il secondo dei quattro in programma per la stagione codigorese. Ingresso dai 13 ai 20 euro. Info e biglietti: 0533 729510.

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