Fantastichini e Corsetti La follia di Re Lear sovrano e padre tradito
Il percorso iniziato con il primo spettacolo della stagione di prosa, “Lacci” di Starnone, sul tema padri e figli, è tornato nuovamente in scena l’altra sera al Teatro Comunale Abbado di Ferrara...
Il percorso iniziato con il primo spettacolo della stagione di prosa, “Lacci” di Starnone, sul tema padri e figli, è tornato nuovamente in scena l’altra sera al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (Corso Martiri della Libertà, 5). E che padri e che figli! È il “Re Lear” di Shakespeare con la regia di Giorgio Barberio Corsetti e che vede protagonista del titolo Ennio Fantastichini (oggi pomeriggio alle 16, ultima replica).
Una complessa macchina teatrale con tredici attori, con le proiezioni video di Igor Renzetti e Lorenzo Bruno che sottolineano i momenti topici, le scene mobili con oggetti che salgono e scendono, zattere e scale che attraversano lo spazio realizzate da Francesco Esposito, le musiche composte appositamente ed eseguite dal vivo da Luca Nostro. Scritto all’inizio del 1600 mantiene intatta tutta la sua forza e la sua modernità. Una storia di padri e figli, di amore e tradimento, che vede protagonista Re Lear e le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia e che Shakespeare rafforza nel racconto affiancando anche il rapporto di Gloucester con i due figli. I “lacci” familiari presentati da Silvio Orlando diventano qui veri e propri nodi scorsoi che porteranno alla morte Lear.
Da monarca potente alle soglie della vecchiaia, Re Lear decide di dividere il suo regno – la Britannia – tra le tre figlie, ma chiede in cambio un amore incondizionato. Non vuole ritirarsi e basta, vuole mantenere una sorta di titolo onorario (oggi si direbbe presidente onorario, e quanti ce ne sono in giro), avere il suo seguito di cavalieri ed essere ospitato a turno dalle rispettive figlie. Non vuole più avere gli oneri ma mantenere in parte gli onori.
Ma se Goneril e Regan ipocriticamente accettano il baratto, la figlia più giovane, Cordelia, dice no, lei promette solo e semplicemente amore. E Lear irato, risponde cacciandola e togliendole tutto. È un gioco di fraintendimenti (come poi capiterà per Gloucester): il padre non riesce a riconoscere il vero amore e sarà vittima del tradimento delle due figlie.
Ma Lear ha la sua dose di colpa, infatti si spoglia del potere per avere una nuova vita senza responsabilità; ma questo non è possibile ieri come oggi. E se da Re guardava ma non vedeva, ora Lear è sopraffatto dal buio della mente.
E così, diventato pazzo, è costretto a girare quello che era il suo regno come un mendicante ed ha come guida uno che si finge pazzo e il vecchio amico Gloucester anche lui vittima del tradimento filiale. Bravi Fantastichini, Michele De Mauro (Gloucester) e Andrea Di Casa (il Matto), ma tanti meritati applausi anche per il resto della compagnia.
Biglietti da 8 a 30 euro. Per informazioni: 0532.202675.
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