L’inno alla libertà di Lucio nel racconto di Ballantini
Imitatore e pittore martedì sarà in scena ai Fluttuanti con “Da Balla a Dalla”. «Niente caricature, lo spettacolo è per me un atto di divulgazione culturale»
ARGENTA. Ron lo ha definito “il più bello spettacolo dedicato a Lucio Dalla. Lezione di sincerità, umiltà e qualità”. Dario Ballantini sarà martedì alle 21 al teatro dei Fluttuanti di Argenta (via Pace, 1) con “Da Balla a Dalla - Storia di un imitazione vissuta”.
A dirigere il pittore e attore livornese è Massimo Licino che ha scelto insieme a lui di portare nei teatri uno spettacolo che insieme è anche un atto di divulgazione culturale. «La prima volta che sentii Dalla cantare ero alle medie. Lo vidi in televisione mentre cantava “4 marzo 1943”, ne rimasi folgorato. Sono cresciuto con i cantautori ma lui - spiega Ballantini - era diverso da tutti. Era più “pazzoide”, buffo, in qualche modo “clownesco” degli altri. A fine anni Ottanta lo incontrai a Livorno, dopo un suo concerto andai a salutarlo nei camerini e ci fu subito sintonia».
“Da Balla a Dalla” è uno show che unisce il racconto autobiografico del celebre trasformista con l’omaggio al musicista bolognese attraverso la reinterpretazione della sua straordinaria produzione artistica, in una strabiliante imitazione fisica e vocale. «Quando raccontai a Massimo (Licino, ndr) il mio legame con Lucio e tutto quello che aveva comportato per me, per la mia vita, decidemmo di mettere in piedi questo lavoro. Il confine tra imitazione e caricatura è sempre labile ma - spiega l’artista - sono un grande perfezionista e non lascio nulla al caso. In questo spettacolo non corro il rischio di cadere nel cliché perché qui c’è tanto sentimento». E infatti, nel corso della pièce, si attraversano tutti gli anni di Dalla. Si spazia dalle opere più celebri a quelle meno note, ed è proprio a queste ultime che Ballantini riserva un occhio di riguardo.
«Una cosa per me bellissima è che molti spettatori capiscono la sincerità e l’affetto che c’è dietro questo lavoro. In tanti scoprono canzoni che prima non conoscevano e, incuriositi, vanno a spulciare nelle pagine meno note della discografia di Dalla. Questa per me - afferma - è una grande soddisfazione». Tra poco più di un mese saranno sei anni dalla morte del cantautore (se ne andò il 1° marzo del 2012) e forse, oggi più di ieri, c’è bisogno della sua poetica, delle sue idee, delle sue canzoni. «Viviamo anni in cui tutto sembra quasi essere già scritto. L’aria di libertà che si respira è molto spesso apparente, in verità c’è tanta omologazione. Dalla era l’opposto. Libero per natura, un artista vero che ha avuto il coraggio di cambiare sempre. Ecco perché - conclude Ballantini- abbiamo bisogno delle sue opere, per ritrovare la forza e il coraggio di essere liberi».
Biglietti da 19 a 23 euro (last minute 15). Per informazioni: 0532.800843, 348.2652283.
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