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Dalla letteratura al cinema Un racconto lungo decenni

Dalla letteratura al cinema Un racconto lungo decenni

In tanti hanno raccontato, in epoche e contesti differenti e con diverse sfaccettature il Grande Fiume. C’è qualcosa di “mitologico” e “arcaico” che spinge scrittori, registi, cantautori e fotografi...

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In tanti hanno raccontato, in epoche e contesti differenti e con diverse sfaccettature il Grande Fiume. C’è qualcosa di “mitologico” e “arcaico” che spinge scrittori, registi, cantautori e fotografi a raccontare il Po e la vita che scorre con e attorno ad esso. Riccardo Bacchelli scrisse “Il mulino del Po” tra il 1938 e il 1940 ma venne pubblicato in forma unitaria per la prima volta solo nel 1957. Dal terzo volume del romanzo fu tratto, nel 1949, l’omonimo film di Alberto Lattuada. Il regista girò l’omonimo lungometraggio ambientato a fine Ottocento proprio nel Delta Ferrarese. Due anni prima, nel 1947 (ma il lavoro iniziò nel ’43), Michelangelo Antonioni presentò “Gente del Po”. Florestano Vancini nel 1951 girò il documentario “Delta Padano”. Gianni Celati, scrittore e traduttore, nel 1988 pubblicò “Verso la foce”, una raccolta di quattro racconti scritti peregrinando da Gadesco-Pieve Delmona lungo l’argine e fino alla foce del Po. Indimenticabili le fotografie di Luigi Ghirri. Nel 2016 è uscito il libro “Anime galleggianti. Dalla pianura al mare tagliando per i campi”, frutto di un viaggio compiuto da Vasco Brondi e Massimo Zamboni. Elisabetta Sgarbi, scrittrice e regista, legata indissolubilmente al Grande Fiume, ha raccontato ambienti e genti nella trilogia “Uomini del Delta”.(s.g.)

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