L’esordio di Iannarone col grande Toscanini all’ombra di un delitto
La nomina del maestro Arturo Toscanini a senatore a vita fece riaffiorare segreti a lungo taciuti. Nello specifico, cosa accadde al Quirinale nel 1949? Intorno a “Il complotto Toscanini” (ed. Piemme),...
La nomina del maestro Arturo Toscanini a senatore a vita fece riaffiorare segreti a lungo taciuti. Nello specifico, cosa accadde al Quirinale nel 1949? Intorno a “Il complotto Toscanini” (ed. Piemme), romanzo d’esordio di Filippo Iannarone, si muoverà Marcello Simoni con l’autore, ospiti della Feltrinelli (via Garibaldi, Ferrara), domani alle 18. Durante una notte del 1935 la quiete della cittadina toscana di Piazze fu squarciata da un grido.
Di fronte alla folla riversatasi in pochi istanti tra le vie, appariva il corpo inerme di un uomo ucciso con violenza: si trattava di Alberto Rinaldi, solo all’apparenza un comune medico di provincia. In realtà, era considerato un luminare della medicina del tempo. Grazie alle sue cure miracolose poteva annoverare tra i suoi pazienti personalità di spicco in giro per l’Europa e per gli Stati Uniti. Malgrado l’attenzione dei giornali e dei suoi familiari, le indagini e il processo si rivelarono una farsa; nulla fu chiarito dalla giustizia e tutto cadde nel dimenticatoio.
Quattordici anni dopo, nel 1949, il presidente della repubblica Einaudi volle conferire la prestigiosa nomina a Toscanini. Sul passato del compositore e direttore d’orchestra calò un ombra: il suo nome compariva tra gli atti dell’indagine per l’omicidio di Rinaldi, e in quella delicata fase storica di transizione era necessario che nessun personaggio pubblico avesse scheletri nell’armadio.
«Nel 1931 Toscanini iniziò a soffrire forti dolori alla spalla e al braccio destro – racconta Iannarone – in modo così violento da piangere persino durante alcune esecuzioni. Interruppe la stagione concertistica per la sofferenza, che non trovava sollievo in nessuna delle terapie propostegli dai migliori specialisti italiani, inglesi e americani. Fu infatti la disperazione a condurlo nel gennaio del 1932 al piccolo borgo di Piazze, poiché aveva appreso della presenza di un medico divenuto da anni famoso per alcune terapie adatte al suo caso. Il risultato della prima seduta con il dottor Rinaldi fece sentire Toscanini un miracolato per gli immediati benefici ottenuti dalla somministrazione del suo preparato segreto. Tra i due fu l’inizio di una lunga amicizia».
“Il complotto Toscanini” è un romanzo storico fondato su personaggi, luoghi e vicende reali. «Riguardo i fatti del 1949 – incalza l’autore – è vera la circostanza di un’indagine effettuata sul maestro come documentato nell’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica; fu però un accertamento svolto da organi di polizia con un tenore diverso rispetto alle attività investigative del colonnello Luigi Mari e del tenente Vinicio Barbetti, entrambi frutto della mia fantasia. Ma l’indagine intera è basata su argomenti, moventi, prove e indizi che potevano essere accertati anche all’epoca e nei successivi processi penali». (mat.bia.)
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