Poli e Vukotic brave a spiegare lo scontro generazionale
A vederle recitare in scena queste anziane - pardon, non più giovani – signore fa venire allegria. Da una parte perché a volte ci si riconcilia col teatro veder recitare così bene e con ironia...
A vederle recitare in scena queste anziane - pardon, non più giovani – signore fa venire allegria. Da una parte perché a volte ci si riconcilia col teatro veder recitare così bene e con ironia sottile (viene da dire d’altri tempi) questo testo; dall’altra parte perché questo “libricino” di Aldo Palazzeschi viene esaltato e mostrato in tutta la sua attualità. Stiamo parlando di “Sorelle Materassi” in scena al Teatro Comunale (oggi ultima replica alle 16) per la stagione di prosa. Protagoniste Lucia Poli (Teresa) e Milena Vukotic (Carolina) con Marilù Prati (Giselda) nel libero adattamento di Ugo Chiti dal romanzo di Palazzeschi e con la regia di Geppy Gleijeses. Le parti delle due “zitelle” sono state in passato banco di prova di grandi attrici, come ha sottolineato nell’interessante conferenza all’Ariostea Simone Magherini, direttore del Centro studi Aldo Palazzeschi, vedi il film del ’45 con Ema e Irma Gramatica, Clara Calamai e Paola Borboni o lo sceneggiato Rai del ’72 con Rina Morelli, Sarah Ferrati, Nora Ricci, Giuseppe Pambieri e Ave Ninchi.
È lo scontro tra due mondi, quello dell’800 rappresentato dalle sorelle Teresa e Carolina, e quello del nascente ’900 con Remo, nipote scapestrato che comunque rappresenta la vita. Scontro che si ripete puntualmente anche se le zitelle oggi si chiamano single e gli scapestrati si chiamano sempre allo stesso modo. La vita tranquilla che le sorelle sono riuscite ad ottenere con il loro lavoro di ricamatrici (tanto abili da lavorare anche per il Papa) riscattando i debiti lasciati dal padre e mettendo assieme una discreta fortuna, è interrotta e stravolta dal nipote Remo (Gabriele Anagni). Accolto in casa da ragazzino e ormai diventato uomo, ha la capacità di chiedere e ottenere quello che vuole. Con la sua simpatia e la faccia tosta niente gli è negato. Ci penserà lui nuovamente a dilapidare la fortuna familiare. L’ironia pervade la rappresentazione, ma le risate a volte si fanno amare proprio quando le sorelle mostrano il collo al loro vampiro. Bravissime Poli e Vukotic, menzione speciale per la serva Niobe (Sandra Garuglieri). Applausi per tutti, per loro tre quelli più intensi.
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