Sgrilli in scena a Ostellato «per dare un po’ di serenità»
Il musicista e comico lanciato da “Zelig” venerdì porta il suo show al Barattoni «Amo Ferrara, le sue osterie che si sono fermate nel tempo e il grande Ellade»
Sarà un altro personaggio diventato famoso grazie al piccolo schermo il protagonista del terzo appuntamento della rassegna teatrale “SipariOstellato”, che si terrà venerdì sera al Teatro “Barattoni”. “20 in poppa” il titolo celebrativo dei 20 anni di carriera di uno dei senatori di “Zelig”, il toscano Sergio Sgrilli che porterà in scena tutta la sua arte di musicista e cantante miscelata al talento comico. Un vero e proprio percorso che partirà della sua carriera come musicista e cantante, quando colorava i concerti con battute ed aneddoti degne dei più blasonati autori comici, fino ad arrivare ai veri monologhi da cabarettista. È il caso di evidenziare che Sgrilli è stato uno dei grandi amici del motociclista prematuramente scomparso Marco Simoncelli. A lui sono state affidate l'organizzazione e la regia di “Buon compleanno Sic”, evento tenutosi per due anni consecutivi al “105 Stadium” di Rimini. Nel marzo 2012 è poi uscito il primo disco di Sgrilli, Dieci venti d’amore, con cui aiuta l’Associazione Italiana Sindrome di Moebius, di cui è testimonial.
Ostellato è pronto ad accoglierla. Conosce il Ferrarese?
«Direi abbastanza bene, ci vengo spesso. Ho dei gran bei ricordi - spiega - legati ad alcuni spettacoli fatti e grazie a due veri amici ferraresi. Uno è Andrea Poltronieri, con il quale collaboriamo allo spettacolo comico teatrale “Fratelli di note” e l’altro è Ellade Bandini, mostro sacro della musica che mi onora della sua amicizia. Ogni tanto quando passo di lì ci troviamo ed è bellissimo andare a mangiare in qualche osteria, dove il tempo sembra si sia fermato. Mi piacciono questi luoghi per andare alla ricerca di un qualcosa fermando quel tempo che ci vuole sempre più performanti e di corsa. Godere delle piccole cose e di quello che viene chiamata la tradizione mi piace».
Ci racconta un po’ del suo rapporto con Poltronieri?
«Vi parlo dell’inizio, quando ero a “Zelig”, seppure al top della mia popolarità mantenevo comunque i contatti diretti con il pubblico e leggevo di persona le mail. Un giorno me ne arrivò una da un ragazzo che si definiva “musicista e comico ferrarese” che mi manifestava il suo sogno di suonare al mio fianco. Il termine sogno mi toccò particolarmente e risposi che l’avrei realizzato senza problemi. In quel periodo ero in giro con “Cico” Cigognani e Pier Foschi, pronti per suonare. Arrivò questo personaggio (Poltronieri, ndr) tutto colorato, con la barba strana, un cappello particolare, l’accento dialettale. Insomma, sembrava un manga giapponese (ride, ndr). Durante le prove, però, attaccò il suo sax e lì sentii la sua voce dell’anima. Nacque così un sodalizio, una fratellanza che non si è più sciolta. Abbiamo fatto tantissime cose assieme, alcune anche molto importanti e in programma abbiamo un progetto musicale che abbiamo deciso di chiamare “The three balls”, dove realizzeremo un disco e un tour live con i nostri pezzi originali».
Musicista, cantante, attore, regista, interprete e autore: è quello che ha sempre sognato di fare da bambino?
«Sono nato e cresciuto in una situazione familiare molto particolare, come del resto tanti altri bambini. Non mi sono mai potuto concedere molti sogni a causa di oggettivi problemi quotidiani. Ho cercato di vivere la mia vita - aggiunge - passo per passo guardando avanti, però non ho mai avuto un obiettivo da raggiungere. Navigando a vista, però, ho capito che potevo andare lontano superando qualsiasi insicurezza. Qualcuno mi ha dato grandissime doti e il mio lavoro è quello di continuare a scoprirle e dar loro voce quotidianamente. Il mio mix tra musica e comicità lo definirei identificante».
Di questi trent’anni di carriera qual è la cosa che le ha dato maggiori soddisfazioni?
«Una gioia maggiore su tutte arriva quando scendo dal palco e trovo una persona di qualsiasi età che mi dice “mi hai fatto stare bene, mi hai regalato due ore di serenità”. Credo di aver avuto tante cose gratificanti, davvero una lista molto lunga, ma questa è senza dubbio la più importante». Alessio Duatti
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