La Nuova Ferrara

Al museo archeologico il fascino senza tempo delle antiche divinità

Al museo archeologico il fascino senza tempo delle antiche divinità

Con “Dei senza età”, le opere di La Motta arrivano a Ferrara «Questo mondo dopo secoli qui trova nuova espressione»

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I colori del passato si intrecciano a quelli del presente. Storie di devozione si sfiorano, anche se lontanissime. Al museo archeologico nazionale di Ferrara (via XX Settembre, 122) oggi alle 15.30 verrà inaugurata la mostra “Dei senza età. Dalla culla del mito alla terra degli Etruschi”, un percorso in cui le opere di Alessandro La Motta echeggeranno il mito di Demetra, Persefone e Ade, divinità raffigurate anche in alcuni oggetti votivi della antica città di Spina e legate al ciclo di morte-rinascita. L’evento, che vede la partecipazione con conferenza introduttiva dell’archeologa Serena Raffiotta, è stato reso possibile grazie al contributo organizzativo del Gruppo archeologico ferrarese (Gaf) che è sempre alla ricerca di nuovi strumenti per dar voce ai capolavori antichi.

La Motta, professore e artista riminese, qualche anno fa ha deciso di percorrere “la via delle dee”, dopo l’incontro con Serena Raffiotta, l’archeologa protagonista di una vicenda di rilievo internazionale: il ritorno in patria (e in particolare nella sua Morgantina) nel 2017 della testa di Ade, trafugata dalla Sicilia negli anni Settanta e illecitamente acquistata dal Getty Museum di Los Angeles. Un connubio che ha dato buoni frutti: La Motta ha elaborato poi un progetto espositivo incentrato sulle divinità ctonie (cioè legate alla terra e all’Oltretomba) che ha fatto il tour di diverse città siciliane. Ed ora, seguendo le orme delle dee, venerate anche nella città etrusca di Spina, i capolavori “siciliani” di La Motta compariranno al fianco di alcuni dei reperti più significativi del museo. In più fra le opere compariranno anche nuovi lavori ispirati ad alcune iconografie presenti a Spina. Ad aprire il pomeriggio saranno i saluti della direttrice del museo Paola Desantis e di Letizia Bassi, direttrice del Gaf. Dopo la conferenza di Serena Raffiotta dal titolo “Morgantina e i suoi tesori. Il ritorno di Ade” il pubblico verrà guidato attraverso il percorso di dialogo fra antico e moderno, fra gli dei e gli eroi rappresentati 2500 anni fa e gli stessi che emergono dalle forme e dai colori di La Motta. Durante il periodo di esposizione della Mostra sono previste visite guidate al percorso a cura del museo e del Gaf.

Arte e ricostruzione di una identità: ecco come dare nuovo impulso alle immagini anticheche ci incantano ancora. «Oggi, ricontestualizzata e affiancata ai simulacri di Demetra e Persefone a Morgantina - sottolinea la Raffiotta - la preziosa immagine di Ade, dallo sguardo tenebroso rievoca un mondo lontano che, a distanza di secoli, riemerge con forza e potenza trovando nuova espressione nell’arte di La Motta». Il mito di Persefone, Demetra e Ade costituisce un archetipo culturale, una storia che ha ancora qualcosa da insegnarci e che, se veicolata dall’arte contemporanea, può avvicinare il pubblico al mistero che essa testimonia e creare un ponte fra Sicilia ed Emilia Romagna sotto il segno delle divinità ctonie.

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