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Crescono le iniziative targate Gaf

Crescono le iniziative targate Gaf

Il Gruppo archeologi ferraresi tra nuovi progetti e approfondimenti

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Rileggere il passato con gli occhi del presente, ma scrivendo nuove pagine per domani. Questo è senza dubbio uno degli inestinguibili obiettivi del Gruppo archeologico Ferrarese. Con la mostra “Dei senza età” si apre per il Gaf un nuovo anno ricco di eventi, collaborazioni, viaggi e scoperte archeologiche. Niente male anche il bilancio del 2017 che ha visto i volontari impegnati su molteplici fronti: grazie al rinnovo della convenzione con il polo museale e con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Emilia Romagna, il Gaf ha potuto continuare la ormai storica collaborazione con il museo archeologico nazionale di Ferrara, ha proseguito nella valorizzazione di Casa Romei e si è dedicato, come già da diversi anni e con ottimi risultati, allo scavo della villa romana di Alberone di Ro. E a proposito di romani a Ferrara, quest’anno usciranno gli atti del convegno organizzato dal Gaf durante il Settembre Copparese del 2015 “Romani e Romanitas nelle Terre del Delta Padano”, una lettura aggiornata del territorio ferrarese sotto il segno della romanitas. A fianco dei laboratori didattici dedicati alle scuole e ai più piccoli, vale la pena ricordare l’esperienza di archeoterapia “Mettiamo insieme i cocci”, con il convento di San Bartolo, che lo scorso anno si è materializzata in una vera e propria mostra presso il museo archeologico. Un apporto fondamentale è inoltre quello all’apertura di luoghi “nascosti” di Casa Romei come la sala delle tramezze dipinte, visitabile il venerdì dalle 15 alle 18, e il Giardino Segreto, il secondo cortile della residenza, che il Gaf ha “adottato” in piena regola. «Abbiamo avviato accordi di collaborazione con altre associazioni – spiega Letizia Bassi, direttrice Gaf - ad esempio Avis, che vede tra gli iscritti molti nostri soci e con cui abbiamo concordato momenti di visibilità comune. Hanno inoltre scavato con noi ad Alberone numerosi soci del Gruppo Archeologico di Villadose, con cui condividiamo la passione per le nostre radici». Per quanto riguarda i reperti provenienti dallo scavo di Ro, l’amministrazione in collaborazione con Soprintendenza e Gruppo archeologico, ha sottoscritto un accordo per la realizzazione di un deposito di tutti i materiali rinvenuti nel territorio del copparese. «Siamo convinti che - prosegue la Bassi - un reperto abbia valore solo se resta sul territorio. Ecco perché cerchiamo di infondere anche nei più giovani uno spirito di tutela e valorizzazione».

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