La Nuova Ferrara

fino al 20 maggio 

“La Passione”, così Milano celebra Previati

“La Passione”, così Milano celebra Previati

«I profondi rossi di Gaetano Previati! Quelle scarlatte, non purpuree vesti dell’Ecce Homo, nella “Via Crucis” urlano, rappreso sangue, contro lo sfondo aureo - anzi, dentro il tono aurato - che dai...

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«I profondi rossi di Gaetano Previati! Quelle scarlatte, non purpuree vesti dell’Ecce Homo, nella “Via Crucis” urlano, rappreso sangue, contro lo sfondo aureo - anzi, dentro il tono aurato - che dai bagliori dell’orizzonte si irradia per tutto il paesaggio di esaltazione mistica».

Con queste parole Margherita Sarfatti, amante ed essenziale mèntore di Benito Mussolini, autrice di “Dux”, la sua biografia “autorizzata” apre, nel 1927, il breve testo introduttivo al catalogo di vendita delle opere di Gaetano Previati, lasciate in eredità all’associazione Mutilati e Invalidi di Guerra della Lombardia da Alberto Grubicy de Dragon (1852-1922), storico amico e gallerista dell’artista. Fino al 20 maggio 2018, il museo Diocesano Carlo Maria Martini ospita la mostra “Gaetano Previati (1852-1920). La Passione”, curata da Nadia Righi e Micol Forti, organizzata in collaborazione con i musei Vaticani, col patrocinio dell’arcidiocesi di Milano e il contributo del Credito Valtellinese, che presenta un nucleo di opere sacre di Gaetano Previati (1852-1920), artista ferrarese nonché maestro del divisionismo italiano.

Il percorso si apre con “La via al calvario”, opera da poco entrata a far parte delle collezioni del museo Diocesano (piazza Sant’Eustorgio 3, Milano) per lascito testamentario e non ancora esposta al pubblico, a cui si affianca una seconda versione autografa dello stesso soggetto, proveniente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Accanto a questo primo nucleo, sarà proposta l’intera Via Crucis realizzata tra il 1901 e il 1902, dalla collezione di arte contemporanea dei musei Vaticani, recentemente restaurata, oltre alle 14 riproduzioni fotografiche, ritoccate a punta d'argento dallo stesso Previati, conservate nella chiesa dei Santissimi Quirico e Paolo a Dogliani. In mostra la grande tecnica ed essenza stilistica dell’autore che con i suoi cromatismi unici e la sua arte simbolico-visionaria, affronta temi tragico-religiosi in maniera davvero peculiare e tutta propria. Le grandi tele della Via Crucis vaticana sono state esposte dall'artista ferrarese alla I Quadriennale di Torino del 1902 e per lungo tempo, dopo essere giunte in Vaticano, sono state custodite negli appartamenti papali. Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi di monsignor Luca Bressan, Barbara Jatta, Maria Grazia Schinetti, Tiziana Sorgoni, Francesco Tedeschi, oltreché delle due già citate curatrici dell’evento. Gaetano Previati nel 1876 si trasferisce da Ferrara a Milano dove frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera, vincendo nel 1879 il concorso Canonica con il quadro Gli ostaggi di Crema. Fra le sue opere più importanti, La Maternità, dipinta nel 1890 e presentata nella Triennale di Brera dove riscontrò discussioni vivacissime per la tecnica esecutiva: una donna, seduta sotto un albero, si china teneramente sul bimbo a cui offre il seno mentre intorno la circondano figure evanescenti di angeli. Ingresso 6-10 euro. Info: 02 89420019.

Maria Cristina Nascosi

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