La Nuova Ferrara

Storia fantastica sulla forza della musica, dell’arte e del coraggio

Avrebbe senso un mondo senza musica? Sarebbe difficile da immaginare nonché molto triste. Non a caso proprio il flosofo tedesco Friedrich Nietzsche, scrisse: «Senza la musica la vita sarebbe un...

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Avrebbe senso un mondo senza musica? Sarebbe difficile da immaginare nonché molto triste. Non a caso proprio il flosofo tedesco Friedrich Nietzsche, scrisse: «Senza la musica la vita sarebbe un errore». Paolo Rumiz ha messo alla prova se stesso e chi va a leggere con una favola, “La regina del silenzio” (ed. La nave di Teseo, 16 euro), per non sottovalutare il valore dell’armonia che collega tutti i viventi. Il re Urdal è il tiranno che insieme a sua madre Ubidaga, la Regina del Silenzio, invade la pianura dei Burjaki. Lo fa seguito da un esercito e da tre mostri spaventosi, Antrax, Uter e Saraton, che terrorizzano la popolazione.

E vieta qualsiasi tipo di musica. Eco, il mago dai lunghi capelli bianchi, non ci sta e scende in battaglia, ma viene imprigionato.

In questo silenzio opprimente nasce e cresce Mila, che possiede un dono raro, un’inclinazione inaspettata alla musica e si nutre dei suoni della natura. Sarà lei a sfidare il divieto, a cercare il bardo Tahir come maestro cantastorie, e ad opporsi con coraggio per far vibrare ancora la sua terra.

Rumiz ha sublimato il suo vissuto: nella piana dei Burjaki c’è l’esperienza raccolta tra i Balcani e l’Europa centro-orientale, immagini e situazioni che si sono coagulate e hanno trovato nuova vita grazie alla sua fantasia. (m.b.)

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