La Nuova Ferrara

Simoni in bilico tra favola ed esoterismo

di DAVIDE BONESI
Simoni in bilico tra favola ed esoterismo

L’autore ripropone il personaggio di Svampa: martedì esce il nuovo romanzo, sabato presentazione all’Ibs

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COMACCHIO. Che sia un cavallo di razza non ci sono dubbi, lo dimostra il fatto che a pochi mesi di distanza dal saggio pubblicato per La Nave di Teseo e dedicato all’amata Pomposa, lo scrittore comacchiese Marcello Simoni proprio oggi torna in libreria con un romanzo storico. Il monastero delle ombre perdute (Einaudi, collana Stile Libero), ambientato a Roma nel 1625, storia nel quale torna Girolamo Svampa, il burbero inquisitore già visto nel libro Il marchio dell’inquisitore (sempre per Einaudi), ma la prima premessa è che non siamo davanti ad una nuova trilogia.

«A me piacciono le storie seriali - ci conferma Simoni -, ma questo è un romanzo che si può leggere anche senza aver letto il precedente, è un libro indipendente. Credo che pur parlando di uno stesso personaggio, ogni storia deve avere una sua integrità».

Torna l’inquisitore, come mai questa scelta?

«Perché da subito ho capito che era un personaggio da esplorare ulteriormente. Se Il marchio dell’inquisitore ruotava attorno a lui, stavolta emerge innanzitutto uno spaccato della Roma del XVII secolo, poi volevo mettere ulteriormente in evidenza certe caratteristiche di Svampa, a cui ho contrapposto un cattivo... cattivo. Girolamo era piaciuto a me, a molti miei lettori ed evidentemente anche ad Einaudi. Ha sempre il suo carattere burbero, ma già all’inizio entra in contrasto con la nobile Margherita Basile, il cui schiaffo apre letteralmente l’umanità di Girolamo: prima di essere un religioso è un uomo e nasce un’intesa particolare con questa donna di grande fascino. In fin dei conti, questo inquisitore ha sì un carattere difficile, ma i lettori hanno capito che dietro a questa maschera c’è un uomo con buoni sentimenti, magari ha forti contrasti interni ma in fondo è buono».

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Visto che non si tratta di una serie, sarà l’ultima avventura di Svampa?

«E chi lo sa, leggere per credere... di certo per le caratteristiche del personaggio e per l’ambientazione potrebbe anche esse re il soggetto giusto per una serie televisiva. Contatti? Dopo il primo romanzo qualche chiamata era arrivata, vediamo cosa succederà stavolta».

La storia inizia subito con un mistero (vedi estratto a fondo pagina): una donna con il volto di capra...

«Diciamo che questo romanzo tratta diversi argomenti, in bilico tra alchimismo e favola. La donna con la faccia di capra compare sia nelle favole di Giambattista Basile (scrittore napoletano realmente esistito, fraello di Margherita, ndr) che nella simbologia esoterica: è un simbolo del Diavolo. La associo al Baffometto dei templari, androgino perché ha il seno e la barba, ma anche le corna come le divinità egizie».

«In sintesi, nel suo insieme - aggiunge l’autore - questo libro sta tra favola, gotico e thriller».

Insomma, Simoni non è solo scrittore di gialli storici?

«Ecco, il messaggio che volevo far passare è anche questo. Insomma, diciamo la verità: in giro ci sono tanti “clonatori”. Io sono un divoratore di thriller di carattere storico, so che hanno notevole successo ma poi si rischia di esagerare con le pubblicazioni. Un po’ come avvenuto con i romanzi rosa: i primi erano di qualità, poi visto il successo sono arrivate le imitazioni che di qualità ne hanno indubbiamente meno».

Continuano le “libere uscite”, dopo La Nave di Teseo il ritorno con Einaudi.

«Diciamo che questa pubblicazione arriva per un insieme di motivi. Queste due case editrici non sono le uniche ad avermi cercato, ma non posso accontentare tutti. Alla base della mia scelta ci sono rapporti umani, persone con cui si è instaurato un bel rapporto e che ti permettono di scrivere cose diverse. Come già detto, il saggio su Pomposa non poteva uscire per Newton Compton, idem per questo romanzo con Einaudi. Ma in estate torna l’Abate nero (secondo volume della Secretum saga, ndr) per Newton, bisogna sempre stare in movimento in questo mondo».

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