Al museo Santa Caterina sono tornate le sculture di Rodin
A 7 anni dalla mostra su Rodin a Legnano sulle “Origini del genio” e a quattro da quelle di Palazzo Reale a Milano e poi Roma, è appena stata aperta a Treviso un’esposizione davvero di grande impatto...
A 7 anni dalla mostra su Rodin a Legnano sulle “Origini del genio” e a quattro da quelle di Palazzo Reale a Milano e poi Roma, è appena stata aperta a Treviso un’esposizione davvero di grande impatto dedicata al grande ed eclettico artista. Dopo i grandi appuntamenti al Grand Palais di Parigi e al Metropolitan Museum a New York, le Celebrazioni per il Centenario di Auguste Rodin approdano - e si concludono - a Treviso, in Santa Caterina.
In accordo con il Musée Rodin, Marco Goldin, il noto curatore che ha fortemente voluto questo grande evento - felice profeta in patria - ha selezionato per esso 50 sculture (gesso, bronzo e marmo, i nobili materiali usati) e 25 opere su carta (il segno del genio). Tra le prime saranno presenti tutti i capolavori più noti dello scultore. Dal Bacio (il logo della mostra) al Pensatore, al Monumento a Balzac, all’Uomo dal naso rotto, all’Età del bronzo, sino alle maquettes, spesso comunque di grande formato, delle opere monumentali, ovviamente intrasportabili o mai completate, I Borghesi di Calais e la Porta dell’Inferno, tra le tante. In mostra pure una scultura di Camille Claudel che ritrae Rodin, un dipinto di Edvard Munch che riproduce la statua del Pensatore ed una tela di Claude Monet scelta tra quelle viste nella rassegna Monet/Rodin che fece epoca a Parigi nel 1889. Ben rappresentate tutte le tappe del percorso artistico dello scultore, percorso che mette in evidenza il suo fortissimo interesse per Donatello e Michelangelo, tra i massimi esponenti dell’Umanesimo e Rinascimento italiani, conosciuti da Rodin nel corso dei suoi grands tours in Italia, il primo nel 1876. In ispecie all’ultimo Michelangelo poi, molto doveva Rodin: le sue opere son spesso ispirate alla creatività e, ad un tempo, classicità, del grande genio rinascimentale, seppur intelligentemente da lui rivisitate e ricreate; in particolare sua fonte di ispirazione fu la splendida Pietà Rondanini, l’ultima che il Buonarroti scolpì, un non finito davvero ineguagliabile, già, “anacronisticamente”, moderno, conservata al Castello Sforzesco di Milano. E proprio questa poetica dell'incompiuto caratterizzerà maggiormente l’ultimo periodo artistico di Rodin, così ben testimoniato da alcune delle opere di Treviso: «Come se un tempo circolare desse vita alla scultura in modo che essa potesse rifarsi continuamente, in una specie di vita eterna», come ha emozionalmente e poeticamente spiegato Marco Goldin in presentazione.
Mostra aperta fino al 3 giugno, dal lunedì al giovedì orario 9-18, da venerdì a domenica orario 9-19. Ingresso intero costo 14 euro. Info: tel. 0422 429999.
Maria Cristina Nascosi
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