La Nuova Ferrara

Un centese alla corte di Morandi

di DAVIDE BONESI
Un centese alla corte di Morandi

Il pianista Magri chiamato per la nuova tournéè: «Al suo fianco mi sembra di essere all’università»

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Dici Morandi e pensi al numero 1 della musica italiana, il più longevo, il più amato tanto che non è “blasfemia” musicale paragonarlo a Paul McCartney. Dici Morandi e pensi al tour iniziato da pochi giorni abbinato all’ultimo disco, il 40º in studio, D’amore d’autore. L’artista bolognese ha affidato le chiavi del motore del tour ad un centese, Alessandro Magri, pianista, tecnico del suono, proprietario dello studio “Audio Engine Music” di Cento, direttore artistico per la Fondazione “Borgatti”, nonché insegnante dell’Accademia musicale centese. Magri aveva già collaborato con Morandi nella veste di musicista, ma stavolta si è occupato di arrangiare gli innumerevoli brani della sua carriera in una nuova veste live, oltre a chiamare i musicisti per il tour.

«Con Gianni - ci dice Magri - avevo già vissuto l’esperienza del tour negli stadi del 1996, ma allora ero pianista e tastierista. Capita nella musica che ci si prenda e ci si lasci, così stavolta mi ha richiamato ma con un ruolo molto più importante, infatti mi ha affidato la direzione musicale del tour. In primis, mi sono occupato di arrangiare i suoi classici nel mio studio di Cento, poi insieme abbiamo costruito dei medley. Poi mi ha dato il compito di cercare tutti i musicisti per il tour e per le prove ci siamo trasferiti all’Hotel Bologna a Pieve di Cento, allestendo definitivamente il live a Jesolo».

Morandi è un mito in tutti i sensi, come si trova con lui?

«È un’esperienza bellissima, perché lui è un’Artista con la “A” maiuscola, una grande persona e un musicista unico, dall’alto dei suoi 60 anni di carriera. Ci insegna come stare sul palco, come gestire le diverse situazioni...insomma, più che in tournée mi sembra di andare all’università».

Si è perfino paragonato a Paul McCartney...

«Credo che Morandi in Italia sia unico, dove si trova una persona alla sua età (73 anni, ndr) con il fisico di un ragazzino e l’entusiasmo del primo giorno nel fare questo mestiere. Lui vive la musica come una missione, per dare un messaggio positivo alla gente e ce n’è tanto bisogno. Per questo ci sta un paragone con un altro mito come McCartney».

Morandi è un prodotto dell’Emilia, cresciuto a pane e orchestre, forse è questa la sua arma in più.

«Per molti della nostra zona la gavetta è stata fatta in piccoli locali, montando tutto dall’inizio alla fine, spostando casse e facendo fatica per suonare in posti dove magari non si sentiva bene la musica. Questo di certo aiuta nella crescita di una persona, è un background che aiuta, mentre nei talent show magari il successo arriva velocemente ma se non c’è sostanza non è duraturo. Morandi è salito sul palco a 13 anni e da allora non è più sceso».

Torniamo a Magri, un centese che può vantare collaborazioni con Vasco Rossi, Biagio Antonacci, Pavarotti...

«Dal mio punto di vista, poi, l’emozione più grande è stato realizzare la musica per le Olimpiadi invernali di Torino nel 2006, ascoltata da miliardi di persone. Da un punto di vista musicale certo ho lavorato con grandi artisti in studio, ricordo anche Edoardo Bennato, dal vivo ho suonato con Morandi e con lo stesso Biagio, ma amo molto anche scrivere la musica degli spot (Beghelli, Clementoni, De Longhi, ndr), perché mi permette di collaborazione con creatori a livello internazionale».

Senza dimenticare l’attività nel suo studio a Cento.

«Assolutamente, a partire dai corsi di musica per i bambini - dice Magri -: adoro insegnare ed è una bella responsabilità farlo per chi rappresenta il nostro futuro».

Domenica è l’anniversario della nascita di Dalla, come lo ricorderete in tour?

«Lo facciamo in ogni serata, suonando brani come Vita, Varietà, Bella signora, fra l’altro tutti prodotti da Mauro Malavasi, a cui sono molto legato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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